Salvatore Cusato, il vecchio lattaio di Siderno

Dom, 18/08/2019 - 18:40

In un tempo lontano, quando ancora non esistevano i frigoriferi e la gente era costretta ad arrangiarsi, c’era un uomo che, insieme alla sua capretta, percorreva tutta la città di Siderno per portare il latte fresco ai sidernesi. Il suo nome era Salvatore Cusato, il lattaio che quando vedeva sulle finestre delle case le bottiglie, si fermava per riempirle del latte prelevato direttamente dalla sua capra. Il latte, dunque, non era sterilizzato per questo prima di poterlo bere, le donne di casa lo bollivano più volte. Quello del lattaio era un mestiere di altri tempi molto importante e faticoso; Salvatore aveva sempre la pelle screpolata, escoriata dal freddo e dai lavori nei campi e nella stalla. Doveva fare i conti con le levatacce ogni mattina prima del sorgere del sole, i pascoli nelle campagne sotto la pioggia o sotto il sole d’agosto, le dita gonfie di stanchezza, ma nonostante ciò amava il suo modo di vivere semplice e pulito, grazie al quale si sentiva al sicuro dal marcio del mondo. È riuscito con la sua semplicità e correttezza a diventare una figura fondamentale nella società sidernese, perché entrava con delicatezza nelle case offrendo i suoi servizi; si aspettava il suo arrivo per fare colazione, perché la colazione una volta bussava alla porta.
Il mestiere del lattaio trovò la sua massima fioritura nel dopoguerra e, dopo essersi diffuso negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia, in Italia e in tanti altri paesi, è stato mandato in soffitta dall’avvento dei frigoriferi alla fine degli anni ‘70. Da questo lavoro è stato anche tratto un film, nel 1950, “Il lattaio bussa una volta”, genere comico diretto da Charles Barton. Ma non è un mestiere completamente dimenticato, infatti dall’Inghilterra arriva la storia di Nick Pope, che convinto di non avere nessuna possibilità di diventare un calciatore, abbandonò il suo sogno e per mantenersi agli studi diventò lattaio. Quando alla fine riprese a giocare, fu notato dall’allenatore della nazionale inglese e convocato per i Mondiali in Russia. Come dire, da lattaio a calciatore il passo è breve. Oppure Steve, un uomo di 74 anni che ogni mattina si mette alla guida del suo camioncino per consegnare il latte per le vie di Londra. Anche in America ci sono ancora persone che, come lavoro, portano il latte a domicilio. Ma, una volta, la mattina il primo pensiero era attendere l’arrivo del lattaio per poter bere quel latte genuino con ancora la schiuma; d’altronde era la vita stessa ad essere genuina con le botteghe artigianali dove le donne, che andavano a fare la spesa, si trovavano in un ambiente più umano, tanto che il negoziante diventava un amico di famiglia, così come lo era il lattaio. Sicuramente i tempi erano più difficili, i sacrifici erano tanti, ma i rapporti erano sinceri e veri, per questo i dolori e le gioie si condividevano. Oggi ci sono le comodità e i sacrifici sono diminuiti, l’uomo si sente meno stanco, tuttavia è più solo, perché i rapporti non sono più tanto schietti, ma soprattutto mancano i punti di riferimento, come il lattaio, che allietava la quotidianità della gente.

Autore: 
Rosalba Topini
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