San Luca: è la normalità la vera rivoluzione

Dom, 07/04/2019 - 16:40

Bruno Bartolo, un'abitazione a Bovalino vicino alle figlie, sposate, ha scelto: rimane dove è sempre stato e si mette al servizio della comunità di San Luca come candidato sindaco. "Il nostro destino è qui…”. Dopo sei anni di commissariamento del Comune, un periodo così lungo da farlo diventare un fatto ordinario, ad apparire straordinario, a pensarci, è che San Luca torni al voto. Per vivere la democrazia rappresentativa, chiamarsi fuori dal "ghetto". Le storie "di fiume e di campioni", come le avrebbe chiamate Gianni Brera, non debbono più essere solo raccontate, ma usate per trarne un insegnamento. Le cronache di mafia devono ridimensionarsi. Cosa si vuole scrivere su San Luca? Della scuola di Padre Stefano De Fiores, mariologo di fama internazionale, dell'intuito imprenditoriale di quei sanluchesi affermatisi nel mondo della ristorazione e in quello alberghiero in giro per l'Italia e per il mondo (ci viene in mente la "ospitata" in terra di Germania dei Campioni del mondo di Lippi nel 2006), della classe di tante leve calcistiche del posto, buone (mi segnalano, più di tutti, Mimmo Pipicella), con minore indolenza, per i grandi palcoscenici del pallone (la fantastica cavalcata di quest'anno della squadra ne è una riprova). Di Corrado Alvaro, si può dire, che era tutto e lo sarà per sempre. Tracce precise, queste come altre. Quelle che non funzionano: la criminalizzazione a tutto tondo che si fa di San Luca e gli atteggiamenti di eccessiva colpevolizzazione dai quali molti cittadini si fanno "possedere". Sembra un contrasto, ma non lo è. È una "gabbia" da cui si deve uscire. Con una lettura giusta. E si deve mettere sul tavolo un piano efficace per il lavoro e la sicurezza, qualificare le sacche di assistenza, intervenire sulle deviazioni: gli operai forestali a San Luca servono, in numero proporzionale, diciamo, alla realizzazione di progetti produttivi nel territorio montano così esteso; serve l'iniziativa privata (è un fatto positivo l'apertura dello Sportello di Confindustria), intrecciata agli investimenti pubblici, che proponga prodotti di qualità dell'agroalimentare e dell'artigianato (pensiamo ai gadget non solo del culto, ma anche delle località paesaggistiche e dei siti culturali). La Fondazione Alvaro, che continua a organizzare appuntamenti prestigiosi, merita un maggiore coinvolgimento da parte dei cittadini e può assumere un profilo, per così dire, anche manageriale. I contenuti dello scrittore che vengono esposti rappresentano testimonianze e orizzonti importanti, ma la loro diffusione può partire da visite organizzate nel luogo natale. Lo Stato deve provvedere ai servizi, alle infrastrutture, agli interventi per fronteggiare la natura quando è ostile. Organizzare progetti speciali per i giovani, che insegnino il rispetto della legalità e la cultura del lavoro. Questi punti, si può dire, debbono valere in ogni posto, ma vanno sottolineati con forza parlando di San Luca, perché non viva l'idea che questo sia un luogo irredimibile o da rinnegare. Il compianto giornalista sportivo si presentava così "Giovanni Brera fu Carlo, principe della zolla, non per stupire, ma per ricordare le origini contadine di cui sono orgoglioso…”. Era già diventato un principe della carta stampata. San Luca prenda un percorso di normalità, provveda a eleggere un sindaco che ci metta orgoglio e realismo. Bruno Bartolo questi fattori di forza può metterceli.

Autore: 
Franco Crinò
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