Sanità: i sindaci chiedono udienza al Prefetto

Mar, 15/01/2019 - 20:00

Si è svolta nel pomeriggio di oggi, presso la sala consigliare del Comune di Siderno, la riunione del comitato dei sindaci della Locride utile a fare il punto sulla situazione Sanità nel nostro comprensorio.
Ha aperto i lavoro Rosario Rocca, che ha dichiarato di aver voluto convocare il consiglio allargato in seguito agli eventi del 12 gennaio.
«Vista la contingenza grave, però, non potevamo non riunire uno dei nostri organismi per le valutazioni e le giuste riflessioni che devono scaturirne. L’episodio di qualche giorno fa conferma lo scenario drammatico che da anni denunciamo e che abbiamo cercato di porre all’attenzione delle istituzioni preposte a garantire il diritto alla salute di questo comprensorio. Come sindaci abbiamo fatto più di quello che potevamo, ma continuiamo a registrare un dato tragico, ovvero che dopo anni di lotte vere e promesse verbalizzate incassate nei tavoli istituzionali siamo qui a denunciare che gli ascensori dell’unica struttura ospedaliera di questo territorio non funzionano e che per questo i pazienti non possono essere trasferiti da un reparto all’altro: dato che dimostra non solo che il diritto alla salute continua a essere negato ai nostri cittadini, ma che questo territorio viene offeso. Si possono individuare dei responsabili? O anche oggi deve passare il concetto per cui nel nostro comprensorio nessuno sarà mai chiamato a rispondere delle proprie responsabilità indipendentemente dalla gravità dei gesti che commette? Se un ascensore che non funziona diventa la norma stiamo privando del futuro e di ogni speranza residuale le generazioni che verranno».
Il presidente Franco Candia ha dunque dato parola voce a Pino Vumbaca.
«È necessario dare atto al sindaco di Locri di continuare a tenere alta l’attenzione su questa questione - ha affermato il sindaco di San Giovanni di Gerace - ma dobbiamo ammettere di aver avuto qualche debolezza come associazione, soprattutto durante la visita di Conte, che avrebbe dovuto visitare l’ospedale mentre la sua visita si è trasformata in un pellegrinaggio sui luoghi della malavita. Non è possibile che durante una visita istituzionale di questo tipo il prefetto decida chi debba partecipare e che cosa debba dire. Dobbiamo parlare con le istituzioni preposte invocando l’arrivo di una task force che dia un taglio operativo alla questione  evitando di farci rallentare da polemiche inutili come quella tra la Grillo e Oliverio che allontana la risoluzione dei nostri problemi».
È dunque intervenuto lo stesso Candia.
«La nostra protesta è purtroppo sfociata in un momento in cui non abbiamo saputo più chi avere come interlocutore diretto, una difficoltà che ci spinge e muoverci in maniera propositiva solo in un modo che esuli dalla polemica delle ultime 48 ore. Dobbiamo adesso capire come poterci muovere, a costo di rivolgerci alle autorità per poter invocare una soluzione concreta e definitiva di quanto dovrebbe essere un nostro diritto».
Il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, ha dunque affermato che «continuiamo a essere vittime di un cortocircuito istituzionale tra governo centrale, regione e ASP, che ho scoperto a livello provinciale essere ancora gestita da Massimo Scura. A livello politico c’è qualcosa che continua a non funzionare e chi ne paga le conseguenze siamo noi. Non condivido l’idea di Pasquale Ceratti di dimetterci tutti perché allora i cittadini sarebbero abbandonati a sé stessi. Cosa fare allora? Resto dell’idea che una soluzione possa essere lo sciopero generale della Locride, che ci permetta di mobilitare i cittadini, le scuole, i sindacati, per far capire quale sia il disagio quotidiano della Locride. Conte ha affermato che sarebbe tornato entro gennaio e ancora non sappiamo nulla, ma non vogliamo comunque visite spot, abbiamo bisogno di problemi risaputi dai governi di destra, di sinistra e che oggi sanno anche i membri del governo giallo-verde, che però ci ha messo sei mesi a rimuovere Scura e oggi ha una reazione isterica dinanzi a Facebook quando dovremmo essere noi cittadini di questo territorio ad essere arrabbiati. Rido dinanzi a quel parlamentari che spuntano in ogni dove in vista delle elezioni europee, che ci hanno rappresentato negli ultimi cinque anni e che non si sono fatti vedere mai in questo lasso di tempo. Dopo sei anni siamo ancora allo stesso punto e i problemi restano gli stessi nonostante le denunce vadano avanti da moltissimo tempo. Io non riesco più a subire queste mortificazioni, a vedere medici disperati. Perché meritiamo tutto questo? Vogliamo una soluzione concreta, che il prefetto si faccia vedere parlando anche con Salvini, dato che si parla di un problema di ordine pubblico. È morta una persona ed è vergognoso che si sia detto che tanto aveva oltre 90 anni».
«Noi sindaci abbiamo fatto il nostro dovere organizzando tante manifestazioni e iniziative - ha dunque affermato il sindaco Aldo Canturi. - E pur non avendo avuto risposte dobbiamo essere consapevoli che l’ospedale di Locri è incasellato all’interno di una partita tra vari poteri locali, regionali e nazionali, che hanno determinato che le battaglie e le lotte dei sindaci non abbiano potuto produrre niente. Quindi chiediamo un incontro al Prefetto e prepariamo lo sciopero generale da qui a venti giorni, onde evitare di continuare a ripeterci, ma facendo i sindaci e sostituendo, se necessario, altri soggetti».
«Se non si ha una vera presa di coscienza - ha dunque affermato Giorgio Imperitura - di che cosa sia effettivamente affidato ai sindaci in questo comprensorio, dove attualmente contiamo 9 commissari e si riconosce che i sindaci ha pari dignità istituzionale, non potremo far sentire la nostra voce. Per questo serve massima coesione, avviare una discussione sera e, dando un segnale di maturità, muoversi in modo da essere vicino ai sindaci e al territorio».
Caterina Belcastro ha dunque affermato che «la pesante eredità che ci è stata lasciata da anni di cattiva gestione da parte di chi ci ha preceduto ci pone in una situazione difficile. Possiamo noi effettivamente risolvere un problema incancrenitosi così tanto? Dobbiamo persistere, parlando con la massima autorità sul territorio, quella del Prefetto, che già su altre questioni, come quella del Ponte Allaro, si è mosso con grande determinazione rispettando le scadenze date. Altre azioni eclatanti non ne vedo e, anche se si può parlare di sciopero generale bisogna prima cercare di comprendere se ci sono le condizioni per uscire da questa condizione parlando con Di Bari».
«Il primo punto della piattaforma da noi proposta sottolineava proprio la necessita di garantire la gestione ordinaria dell’ospedale di Locri - ha dunque affermato Salvatore Fuda - e, guarda caso, è stato l’unico punto non condiviso da tutti gli addetti ai lavori con cui abbiamo parlato. Iniziare da lì sarebbe stato un segnale, eppure abbiamo avuto un ostruzionismo che oggi mi fa ritenere sia stato non casuale. Oggi dobbiamo tornare su quel punto e cercare di capire se a livello della direzione generale ci sia una struttura che, con un decentramento amministrativo e gestionale, permetta di costruire a Locri una realtà che migliori la gestione ordinaria delle cose. Se questo può essere fatto dal Prefetto ben venga, ma dobbiamo anche capire se c’è una dimensione politica di questo territorio che possa esprimersi e restituire alle comunità la volontà di restituire dignità al territorio, onde evitare che si continui a produrre rassegnazione. Muovaci dunque non solo su livello amministrativo, ma rivendicando anche la necessità che qualcuno si occupi della gestione ordinaria delle cose, un elemento che non si può continuare a non sapere».
Con le sue conclusioni, Rocca ha affermato di ritenere buona l’idea di rivolgersi al prefetto e cominciare a pensare allo sciopero generale dopo aver discusso con Di Bari della questione della manutenzione ordinaria del nosocomio. L’idea dello sciopero generale, tuttavia, richiede una mobilitazione complicata, che deve vedere un lavoro sinergico con il mondo del lavoro e con i sindacati. Per tale ragione, in concomitanza con la richiesta di incontro con il Prefetto, che dovrebbe avvenire già nella mattinata di domani, ci si dovrà coordinare con i sindacati ed effettuare un’assemblea preliminare. Un discorso che potrebbe essere evitato, ha fatto notare Giovanni Calabrese, con una “mobilitazione generale” della Locride che potrebbe invece fare leva sulla sensibilità dei cittadini come fatto con la manifestazione del 2015. Secondo il sindaco di Locri una buona data per la mobilitazione sarebbe quella di sabato 2 marzo. Un giorno che permetterebbe ai sindaci nel frattempo di vedersi con il Prefetto, di chiedere a Conte di tornare e intavolare anche un discorso serio con il Ministro Grillo, chiedendo magari il commissariamento dello stesso ospedale per gravi inadempienze.

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