Siamo tutti clandestini

Dom, 14/10/2018 - 12:40

Non è stato un giorno qualunque il 6 ottobre per la tranquilla città dei Bronzi che poggia su un lembo di terra a pochi chilometri dal mare. È stato un giorno memorabile. Nessuno si sarebbe aspettato che il popolo della sinistra, quella vera si sarebbe riversato e avrebbe invaso le strade urlando “Mimmo libero”. Una manifestazione senza retorica, all'insegna dell'attivismo sociale per ribadire il cosmopolitismo di cui il modello Riace costituisce la più emblematica espressione. “Siamo tutti clandestini” è stato uno degli slogan che ha accompagnato il corteo, quasi a significare che clandestino è ciascun individuo e dunque clandestino diventa sinonimo di essere umano. Esiste, e ciò è confortante, una sinistra che crede in quei valori che dopo la caduta del muro di Berlino sembravano essere diventati evanescenti.
La figura di Lucano che, dalla finestra della casa in cui si trova agli arresti domiciliari, saluta la folla con un sorriso visibilmente commosso è la sintesi del fatto che esistono uomini che credono nel bene fine a se stesso e che non agiscono pensando al proprio tornaconto. L'integrazione è il fine, l'umanità è il mezzo.
Se nelle nostre personali interrelazioni fossimo animati sempre dallo spirito di umanità potremmo auspicare al mondo descritto da John Lennon in Imagine e così saremmo tutti sognatori i cui sogni sarebbero realizzati. E poi c'è “Bella Ciao” inno della resistenza intonato dai manifestanti che non può non commuovere. Lacrime dunque che si sono mescolate alle gocce di pioggia che ha sorpreso ma non intimorito il corteo. Pioggia che dopo qualche minuto ha lasciato spazio al sole col diradarsi delle nubi. E, così, i riflettori sulla vicenda non si spegneranno, perché, finché un briciolo di umanità continuerà ad alimentare anche solo qualcuno di noi, dimostrerà che i partigiani, prima, e i padri costituenti, poi, non operarono invano.

Autore: 
Beatrice Macrì
Rubrica: 
Tags: 

Notizie correlate