Siderno: Gli anni passano, i rifiuti e la puzza restano!

Dom, 14/07/2019 - 16:20

Non vorrei essere sarcastico e forse pessimista ma ci vorrebbe tanta pazienza per non scoraggiarsi.
Da mesi si è in attesa che la SUAP – come riferito dal Dirigente dell’Ufficio Lavori Piero Fazzari e dalla Commissaria Matilde Mulè – pubblichi sul sito il bando relativo alla BP.
Sono impegnati a inserire altri bandi della Città Metropolitana, ma di quello che credo sia il più importante e urgente per Siderno, per i suoi cittadini e anche per tutto il comprensorio, ancora non si è vista traccia.
Per il Comune di Siderno è uscito il bando relativo alla diga sul Lordo e alla sua sistemazione.
Chiacchierando con persone esperte, mi si dice che occorre, in modo prioritario, sistemare la collina perché essa si sta muovendo e quindi rischia di finire nell’invaso.
Sembra che nessuno voglia ascoltare le voci critiche, l’importante è fare, utilizzare i fondi messi a disposizione e poi se il progetto è da rifare, ci si penserà.
Finanziamenti buttati al vento?
Ho fatto questa digressione, perché mi sembra che il progetto di caratterizzazione della zona di Pantanizzi, relativo alla ricerca della sorgente inquinante i pozzi privati e i piezometri intorno alla Sika, rischia di fare la stessa fine.
Finanziamento regionale ottenuto nel luglio 2017, progetto pubblicato nel gennaio 2018, inizio dei lavori ad agosto, perforati 24 piezometri e presi i campioni di suolo e liquidi.
Risultati delle analisi, gennaio 2019, a noi sconosciuti, malgrado richiesti al protocollo del Comune a febbraio.
Ulteriori approfondimenti dei flussi delle acque sotterranee conclusi a giugno.
Verranno scavati altri piezometri in un’area più ristretta nella stessa zona, come ipotizzato da noi  del Comitato già a dicembre 2017.
A questo punto si può ipotizzare che non si abbia una vaga idea di cosa cercare e si voglia insistere sull’ipotesi originaria che il materiale cancerogeno – trielina, tetracloroetilene e cloroformio – sia dovuto a sostanze per la pulizia della casa e dei vestiti, utilizzate nelle stirerie.
Sarà l’ennesimo buco nell’acqua, come abbiamo già detto mesi fa? Si affronterà una volta per tutte uno studio ragionato di tutte le possibili sorgenti presenti nell’area?
Dopo due anni, con la legislatura regionale che sta per concludersi, prima che si trovi la sorgente, chi finanzierà la bonifica dei pozzi e delle acque inquinate?
Il ritardo dei lavori ha come conseguenza probabile che la soluzione sarà rimandata alle calende greche o meglio rimarrà in sospeso per anni.
I fondi a disposizione 170 mila € saranno stati utili o anche questi sprecati inutilmente?
Ritorniamo alla madre dei problemi di Siderno, la ex BP.
È chiaro che quell’insediamento è stato foriero di problemi nella zona e in tutto il comune.
L’ulteriore insediamento della Sika, avvenuto anni dopo, in qualche modo, è conseguenza di quella scelta di inizio 1980.
Era sbagliata la scelta, di allora, di una fabbrica di intermedi farmaceutici, BP; ancora più ingiustificabile la scelta, nel 2004, di una fabbrica di polimeri acrilici, SIKA, ancora più a ridosso delle case.
Bonificare la ex BP, come si dice, non si fa con le noci.
Non si può pensare che i 300 mila €, assegnati dall’Assessorato all’Ambiente della Regione, a settembre 2018, siano sufficienti a completare almeno lo smaltimento dei rifiuti ivi presenti, circa 250 tonnellate di materiali cancerogeni, alcuni evaporati in quanto i bidoni sono corrosi o aperti.
Occorre controllare se i terreni siano inquinati da eventuale fuoriuscita di materiali, sia quando la fabbrica funzionava, sia ultimamente quando alcune cisterne sono improvvisamente “evaporate” da dove erano collocate, lasciando qualche residuo visibile sulle piattaforme di appoggio.
E occorre fare controlli approfonditi anche sulle cisterne che sono incassate nel suolo, sperando che i liquidi ivi presenti non siano fluiti sottoterra.
Ci sarebbe anche da fare un’analisi approfondita di tutta l’area della fabbrica, sperando di non trovare delle sorprese.
La Regione aveva “promesso” un ulteriore fondo di 200 mila € per il piano intermedio di 495 mila, a fronte di un progetto originario complessivo di 1,5 milioni, approvato dalla giunta Fuda nel gennaio 2018. Possiamo aspettare tranquilli?
Oppure ci troveremo, nel momento in cui la SUAP pubblicherà il bando e inizieranno i lavori, a dover bloccare tutto per mancanza di fondi?
Sistemare i bidoni aperti e togliere le cisterne semi sotterrate è il primo passo da fare, possiamo sperare che questo si concluda positivamente?
Oppure anche i 300 mila € concessi, saranno una boccata d’aria?
A più di 3 anni, 12 aprile 2016, dal nostro interessamento alle questioni ambientali di Siderno, e a più di 2 anni, 8 luglio 2017, dalla grande manifestazione dei cittadini di Siderno, potremmo iniziare a vedere qualche risultato positivo?
Dovremo continuare, ancora, ad ascoltare le voci delle famiglie che hanno congiunti o parenti con malattie tumorali?
Potranno i residenti della zona, dopo 40 anni dal primo insediamento di fabbriche nocive, poter aprire le finestre, senza assorbire puzze e veleni che ancora si diffondono in alcuni giorni?

Francesco Martino
Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi

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