Siderno non dimentica e fa della sua memoria un simbolo di storia

Dom, 31/05/2015 - 12:08

Sono passati  dieci anni dalla scomparsa di Gianluca Congiusta, dieci anni da quell’orribile giorno che ha fatto sanguinare il cuore di tutti. Ma Siderno non dimentica e domenica 24 maggio giorno del decimo anniversario della scomparsa del giovane imprenditore, la città si è ricoperta di lenzuola bianche per ricordarlo. Tovaglie, asciugamani, grandi teli immacolati per urlare “NO!” alla mafia che troppe volte ha strappato via la vita a coloro che hanno avuto il coraggio di contrastarla.
Il bianco è segno di purezza, la purezza d’animo di chi non vuole essere prigioniero delle catene mafiose ma libero di agire e pensare per migliorare il proprio paese, a costo della vita. Così, in memoria di Gianluca e di tutte le vittime di mafia, l’associazione “Gianluca Congiusta Onlus”, insieme con “Cambiamenti”, “Libera Locride”, “Don Milani” e con il patrocinio del Comune di Siderno ha organizzato una giornata di manifestazioni  alla quale hanno partecipato Deborah Cartisano, figlia di Lollò, anche lui vittima di mafia, e don Luigi Ciotti arrivato per l’occasione in Calabria.  
Papà Mario, abbandonato ormai dalla politica, non si arrende e porta avanti la lotta contro le organizzazioni criminali. Non è una lotta personale ma sociale, perché tutti devono avere la coscienza che uniti si può sconfiggere ciò che attanaglia la società. E un appello alla politica è stato fatto anche da don Ciotti: «Incoraggiamo la politica a fare la propria parte, perché lotta vuol dire cultura, vuol dire lavoro». E aggiunge: «Abbiamo bisogno di lavoro in questo Paese», perché costituisce la dignità e la lealtà dell’uomo.
Siderno e la Locride necessitano di giornate come quella di domenica: per non dimenticare, per restare accanto non solo alle vittime, ma dimostrare soprattutto vicinanza a chi non smetterà mai di lottare e andare contro le ‘ndrine ogni giorno.
Questo è il messaggio che la manifestazione ha voluto trasmettere. I bambini e i suoni, come ha detto don Ciotti, danno colore a “Le radici della Memoria” e sono il segno della vita.
Come se questo non bastasse, a dare ancora più colore alla giornata alcuni tra i migliori esperti nazionali di street art giunti a Siderno per la realizzazione di  murales che ridaranno vita a un luogo fino a domenica considerato di morte, perché è lì che la vita di Gianluca è stata rubata.
Ciò però che dobbiamo ricordare è che le vittime di mafia non sono state sconfitte dalle armi e dalla morte. Continuano a vivere nel ricordo di concittadini, amici e parenti. La memoria è la storia e questi eroi, come gli eroi del passato, saranno ricordati per il coraggio, la fedeltà ai propri ideali e la sete di giustizia. Ciò comporta un impegno maggiore da parte della politica che potrebbe fare molto di più anche solo porgendo l’orecchio alle richieste di aiuto di chi non perderà mai la speranza.
L’Italia necessita di leader pronti ad attivarsi per il popolo contro il marcio che insudicia la nostra società. L’Italia non può continuare a vedere uomini che restituiscono la propria tessera elettorale perché hanno perso fiducia nella giustizia. L’Italia ha sete di Uomini capaci di combattere qualsiasi tipo di criminalità, ha sete di giustizia e lealtà e ha dannatamente sete del ricordo dei suoi uomini, perché solo partendo dalla memoria si può far sopravvivere un ideale e giungere alla salvezza della società.
 

 

Autore: 
M.Cristina Caminiti
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