A Siderno, quest’anno è arrivata la Bef-fana

Dom, 06/01/2019 - 17:00

La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, il cappello alla romana viva viva la bef-fana!
La vecchietta ha fatto fatica a portare il sacco dei doni a Siderno. È pesante ingombrante ed emana uno strano odore. Arriva stanca e scende direttamente nel comignolo del palazzo Portoghesi. Si ferma a riprendere fiato, la vecchina, la sua scopa è elettrica per non inquinare, ma qui non è richiesta. Comincia a rovistare ma ne estrae solo mattoncini di carbone di vario colore. Il primo pacco ne contiene tre con i colori della bandiera verde, bianco e rosso ed è riservato agli amministratori, sono stati monelli. Collusi, condizionati e sperperatori. Poi parte con la sua scopa elettrica e si posa a Timpe Bianche e qui stende un manto pietoso a coprire le nefandezze perpetrate a oltraggio dell’ambiente del sito SIC Valle del Novito, e dato che i produttori di clementine e ortaggi per la popolazione, cattiva, sono stati a loro volta cattivi dona una buona dose di percolato che defluisce direttamente nella fiumara e chi si è visto si è visto, colpirne uno per educare cento a sopravvivere. E tanto per non farsi mancare niente una spruzzata di arsenico nell’acqua di falda dove pescano i pozzi per innaffiare gli ortaggi e, perché no, qualche carico aggiuntivo di rifiuti solidi, liquidi e speciali sul vasto letto della fiumara. Giusto per restare sul Novito ci aggiunge qualche effluvio notturno e diurno dall’impianto TMB di contrada San Leo e i continui sversamenti del mega-modernissimo e tecnologico depuratore che avvisa con un bip gli operatori. “Lato sud mi sono sbrigata!” esclama la vecchina, ma quando sta per mettere in moto la scopa elettrica si ricorda di fare un salto anche alla piccola discarica di San Leo dove, giustamente, intorbidisce le acque del laghetto permanente di cui non si conosce la composizione. Però un piccolo allevamento di carpe vegetariane potrebbe essere utile e dilettevole: con gabbiotto affitta canne da pesca s’incrementa l’occupazione. Sorvola Tutto l’abitato e per puro sadico piacere lo fa sopra la splendida, confortevole, non ingombrante e soprattuto ben progettata pista ciclabile, zigzagando per marciapiedi e villette tagliate arriva finalmente alla zona industriale. Qui fa fatica a districarsi tra le abitazioni e gli stabilimenti ma certamente individua l’agglomerato che comprende Sika, ex Calcementi e fornace elegantemente incastonato tra torrente Lordo, ex SS 106 con ferrovia annessa, dal cui sottopasso si allunga il pontile pericolante, e delimitato a nord-est dal cimitero ormai saturo. La vecchina è disorientata! Davanti a tale disordine non si capacita cosa deve lasciare e dato che in superficie ormai c’è di tutto e di più decide di spargere un po' di inquinanti nel sottosuolo: colroformio, dicloroetano, tetracloroetilene e qua e la uno spruzzo di tricloetilene. L’ArpaCal è servita! Certo non si scompone perché è un ente regionale ma è convinta di essere arpa, quindi uno strumento cordofono a pizzico, e non agenzia per la tutela dell’ambiente. Quindi giusto un pizzico ogni tanto e lunghi mesi ad aspettare analisi che non arrivano a fronte di 170mila euro stanziati dall’assessorato regionale per un improbabile piano di caratterizzazione della zona. Ora siamo certi, la colpa dell’avvelenamento è della Bef-fana, possiamo smettere di cercare e dirottiamo quel che resta a bonificare la ex BP. A proposito, la vecchina qui non ha bisogno di volare perché entra direttamente dal retro da dove sono passati tutti i materiali e le sostanze asportate in maniera fedifraga. Qui la bef-fana non lascia nulla perché ormai l’ambiente è saturo di cattivo odore, speriamo solo quello. Un salto al pozzo per l’approvvigionamento idrico di S. Anna però lo vuole fare per controllare se la concentrazione del ferro si sia abbassata, ma i valori li vede stabili a 693 mcg/lt e, soddisfatta, se ne vola via. Non è necessario il carbone, qui hanno ferro in abbondanza, ma da dove viene? Chissà? A questo punto pensa di sorvolare il territorio a monte e dall’alto vede distintamente tutte le micro e macro discariche allocate un po' dappertutto, fossi, canali, strade di periferia, bianche colline qua e là spruzzate di suppellettili e poi il largo invaso della diga di Pantaleo che potrebbe contenere un bel po di carbone. Aspetta però a incendiare le sterpaglie, lo farà qualcuno in estate. Tanto l’acqua… campa cavallo. Quando decide di scendere di quota si trova sopra la piazza  RSU (rifiuti solidi urbani) già piazza della Cittadinanza Europea. Mentre prosegue riflettendo che sta per succedere la stessa cosa all’Unione Europea capita in un infernale ingorgo e rischia di cadere come una mosca investita dallo spruzzo del DDT. Si trova nei pressi del passaggio a livello di via Jonio, decine di automezzi in coda ad aspettare che apra il passaggio a livello. Il treno è ancora fermo alla stazione di Locri. A questo punto la vecchina decide di librarsi e tornare a essere Befana rivolgendosi ai bambini col sacco dei doni. Qui gli adulti si sono puniti abbastanza da soli. Amen.

Autore: 
Arturo Rocca
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