Siderno Superiore: “Borgoitinerando” attira tante illustri personalità

Lun, 11/06/2018 - 18:00

La manifestazione del 10 giungo scorso “Borgoitinerando” a Siderno Superiore, è stato un evento promosso dal Sidus Club, a guida della Presidente Albarosa Dolfin, un lavoro di sinergia tra associazioni ed enti culturali per la valorizzazione del Borgo medioevale di Siderno Superiore, grazie alle esposizione: di Rosalba Romeo Architetto, di Antonio Muia pittore, alle creazioni di Patrizia Papandrea, alla fotografia di Carla Commisso, allo sport con Fausto Certomà,  il tutto allietatodai canti dei talentuosi ragazzi del Maestro Pedulla' e ancora spazio alle tradizioni di botteghe locali che, con arte e maestria, hanno arricchito l'evento.
Grazie ad Albarosa Dolfin, presidente del Sidus Club, a Tecla Giannini, alle socie del Sidus Club e alle loro creazioni dolciarie, a Francesca Iacopetta che ha curato il decor.
Le stanze di Palazzo Falletti si aprono all’arte, danno spazio alle idee di nuovi artisti e confermano altri già conosciuti. È un modo per avvicinare il pubblico, molto spesso distratto, all’arte.
Le stanze dell’arte diventano spazi finalizzati allo scambio di idee, esperienze ed opinioni su vari aspetti della vita sociale, all’arricchimento dato dalla conoscenza reciproca e dalla frequentazione dell’arte. Un punto ideale in cui riscoprire sentimenti ed emozioni.
Le stanze dell’arte, di Carla Commisso Fotografa e Antonio Muià pittore con la cura dell’architetto Katia Aiello, dove l’opera d’arte è un punto di partenza per gustare la vita, attraverso tutti i sensi. Da un quadro, da una fotografia, da una installazione nascono così, come libere associazioni, suggerimenti per letture, degustazioni, brani musicali, un immersione totale nel mondo dei cinque sensi per risvegliare sensazioni e per stuzzicare la curiosità verso il mondo che ci circonda sono state un percorso polisensensoriale: dove OLFATTO, TATTO, UDITO, VISTA possono diventare uno specchio rivelatore di memorie, dotato di un magico potere evocativo.
APPASSIONATI DEL PAESAGGIO URBANO E NATURALE E INNAMORATI DELLA PROPRIA TERRA SI FONDONO IN QUESTO PERCORSO ESPOSITIVO LE OPERE DOVE I COLORI DELLA NATURA E LA BELLEZZA DEL PAESAGGIO CI TRASPORTANO IN UNA DIMENSIONE CHE E’ UN’EMOZIONE POLISENSORIALE
E poi ci sono le stanze di Patrizia Papandrea, stilista, che non ha bisogno di presentazioni Veste oltre al corpo l’animo della sua donna ideale.
La sua donna è una donna brillante, chic e piena di charme.  Patrizia sperimenta e riscopre antiche tradizioni, tecnologia e alta artigianalità si fondono, dando vita a nuovi temi. Come i merletti fatti al tombolo applicati con maestria o le sciarpe in seta che ci regalano immagini di un tempo ormai lontano che affonda radici nella nostra storia antica prendendo a prestito immagini e idee dalla nostra nobile “Nonna” “La magna Grecia” dice Katia Aiello
Per la prima volta Antonio Muià e Carla Commisso hanno esposto le opere in un percorso che si è arricchito dalle recensioni curate dall’architetto Katia Aiello che qui riportiamo:
“Carla Commisso è nata nel 1984 a Siderno dove vive. È laureata in Lingue e Letterature straniere con una tesi su “Il conflitto tra reale e ideale e le immagini della bellezza nelle Odi del 1819” di John Keats
La poetica di Carla Commisso è, come per i pittori impressionisti, la poetica dell’istante, cacciatori di impressioni e delle sue infinite variazioni “l’artista di fronte al soggetto aspettava, spiava il sole e le ombre..” M. Proust
 Le critiche alla “Colazione sull’erba” o ancora alla più scandalosa “Olympia” di E. Manet sono dovute anche per il modo di rappresentare la realtà fedelmente. Sono proprio gli impressionisti che si avvalgono della prima fotografia e la scelgono per rappresentare la realtà cogliendone le impressioni istantanee, portando la pittura ad esaltare su tutto la sensazione dell’attimo fuggente. Il rapporto così stretto e intenso tra la pittura impressionista e la fotografia è imprescindibile: oltre a svilupparsi nello stesso periodo, uno dei più innovativi e creativi nella storia della cultura, queste due arti si caratterizzavano per il medesimo interesse primario, ovvero il trattamento della luce nella creazione di immagini.
Carla Commisso ama la letteratura, la metafora, la poesia, le allegorie, il silenzio e le sue immagini traducono le sue emozioni e le sue passioni.
Nella vita di Carla fotografa non si poteva non parlare di bellezza.
Padroneggia le varie tecniche, scegliendo di volta in volta quella più adeguata allo specifico progetto creativo. Queste capacità sono quelle che determinano poi la qualità del risultato finale. Il suo è un dialogo con le emozioni, la luce e le sensazioni che l’artista coglie in attimi sfuggenti quasi atto d’amore. Le immagini di luoghi e di momenti sono facilmente identificabili, ma evocativi, che recuperano frammenti di memoria collettiva, cucendoli con momenti di memoria soggettiva, legati all’emozione dell’istante e capaci di suscitare nuove sensazioni e nuove commozioni. La fotografia ferma la realtà, ferma il movimento nel momento esatto in cui accade e Carla Commisso appartata e segreta riesce a fissare questi attimi e renderli eterni.”    
Katia Aiello architetto

“Antonio Muià nasce a Locri nel 1970, laureato in Economia e Commercio, Direttore della Diano Viaggi Tour Operator e Socio Amministratore della Dafne Turismo & Congressi, sposato e padre di due figli, vive nel cuore della Locride a Siderno. La vicenda artistica di Antonio Muià nasce dal desiderio di esprimere le proprie emozioni senza vincoli di stili e di pensiero che possono inibire il libero fluire delle emozioni.
Si accosta alla pittura istintivamente da autodidatta. Si appassiona alla ricerca e alla sperimentazione di tecniche e materiali. È soprattutto innamorato della sua terra, la Calabria, stimolante, unica nel suo genere per un geomorfismo che ha pochi eguali nel mondo e da dove, conquistato, ruba i colori delle sue tavolozze.
Ogni artista è, prima di tutto un uomo con il suo bagaglio di esperienze, conoscenze, tensioni e passioni. La pittura di Antonio Muià è proprio questo sentimento, amore, meraviglia, dolore ed è anche urgenza, l’urgenza di affidare a quel pezzo di tela quello che pensa in quel momento.
La tavolozza è ricca e variegata con uno stile unico e convincente, in bilico tra la ricerca estetica e l’estasi. Il suo linguaggio è di una spiritualità imprevedibile a tutto campo. Le sue tele si aprono a colori vibranti e inebrianti, impetuosi, che rapiscono, con tocchi precisi che emanano una gestualità libera e gioiosa.
Antonio Muià usa prevalentemente la spatola con maestria riuscendo a dare importanza alla materia e al colore dando spessore alla superficie pittorica cosi che ogni quadro appaia come un campo di forze che irradia vigore.Antonio Muià è nato per dipingere e il colore è la sua linfa vitale.”

Katia Aiello architetto

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