Siderno, svegliati! La Locride ha bisogno di te

Dom, 07/12/2014 - 12:21
La Locride è scarsamente rappresentata in seno alla Provincia, da sempre reggiocentrica. Se Siderno e Locri non si decidono a fare fronte comune, da coloni della Provincia diventeremo coloni della futura Città Metropolitana.

Dopo essersi “raccomandato” con l’Altissimo, il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, è pronto per passare dalle buone intenzioni ai fatti. Il momento è giunto. Alla Locride servono riforme strutturali e amministrative e una mentalità nuova affinché ridefinisca il proprio potere contrattuale all’interno della futura Città Metropolitana e diventi un “prodotto” attraente non solo per la Calabria.

Nell’ultima intervista ci siamo lasciati con queste sue battute: “Tra un po’ ci saranno le elezioni regionali quindi non possiamo perdere quest’ultimo treno... Alle prossime elezioni regionali saremo presenti, accenderemo i riflettori su Locri e sulla Locride. Abbiamo bisogno di difensori del territorio.” Che fine hanno fatto questi buoni propositi? Perché alla fine non è stato appoggiato un candidato unitario per la Locride?

Chi si è candidato non ha ben compreso quanto fosse indispensabile avere un punto di riferimento per il nostro territorio. Sono state fatte delle scelte ideologiche e, in alcuni casi, anche personali che non hanno portato a nessun risultato, perché la Locride non ragiona politicamente in maniera unitaria. Facendo un’analisi del voto emerge che, malgrado vi fossero tanti candidati del territorio, gli elettori della Locride hanno preferito i candidati del reggino. Emerge, poi, un altro dato preoccupante, l’astensionismo: la metà dei cittadini della Locride è rimasta a casa e questo è un segnale serio e allarmante che dovrebbe far riflettere tutti i partiti politici. Le divisioni del territorio hanno portato a non avere nessun rappresentante. Bisogna iniziare a pensare diversamente, magari in un’ottica comprensoriale.

 

Alla luce di questa sua analisi, secondo Lei, a livello politico esiste la Provincia e la città o la destra e la sinistra?

La Provincia e la città. La destra e la sinistra non esistono più.

 

Per lo sviluppo della Locride, crede più nella Regione di Oliverio o nella futura Città Metropolitana?

Sono entrambi mondi da scoprire. Dobbiamo sperare bene sia per la Città Metropolitana che per l’amministrazione Oliverio.

 

Spera in Oliverio?

Io spero nel presidente della Regione Calabria. I governi precedenti hanno fallito e hanno mostrato tutto il loro disinteresse per la Locride. Con la morte di Fortugno, nove anni fa, anche se per un motivo drammatico, si sono accesi i riflettori sul nostro territorio e i politici dei vari partiti e livelli istituzionali hanno avanzato delle proposte per la Locride ma nulla è stato portato avanti.
 

Cosa cambierà con la Città Metropolitana per la Locride? 

Se la Città Metropolitana sarà intesa come reggiocentrica non cambierà nulla: da coloni della Provincia diventeremo coloni della Città Metropolitana. Purtroppo i reggini sono portati a concentrarsi sullo sviluppo del loro territorio senza riservare la giusta attenzione alla periferia. La Locride è scarsamente rappresentata in seno alla Provincia. In ogni caso, quello che secondo me manca, al di là dell’essere rappresentati all’interno dei vari enti, è la progettualità. Mancano idee che si affinino e si evolvano in progettualità e mancano soprattutto in seno all’assemblea dei sindaci: qui ognuno propone un modello di sviluppo per il proprio comune, non si riesce a lavorare in sinergia e non è possibile andare avanti se alla base vi sono convinzioni del tipo “Locri è uguale a Martone”. Io l’ho definita l’assemblea del 118: ci riuniamo non per programmare ma solo in caso di emergenza.

Qual è la sua proposta per uscire dall'impasse?

L’assemblea dei sindaci organizzata così non ha motivo di esistere: o si intende come la commissione europea con i vari commissari, del turismo, dei trasporti… –  figure esterne, giovani e meno giovani, che lavorano per un progetto di sviluppo del territorio –  o altrimenti converrebbe chiuderla perché è una barriera che si oppone allo sviluppo.

È, inoltre, necessario che l’assemblea dei sindaci punti su un riferimento politico-culturale che faccia da ambasciatore della Locride presso la Regione Calabria; badi bene: non l’assessore ma un vero e proprio ambasciatore. Mi viene in mente una persona: Ilario Ammendolia, un uomo che ha sempre lavorato in difesa del territorio, ma che non è mai stato compreso dai sindaci, dai vari ambienti politici. Ma i sindaci se la sentono di nominare un loro ambasciatore presso la Regione Calabria che vada a curare gli interessi di tutto il territorio? Secondo me no.

Per uscire dall’impasse è poi necessario abbattere il muro virtuale innalzato tra Locri e Siderno. Lo sviluppo della Locride è possibile solo se Locri e Siderno camminano a braccetto, sullo stesso binario, senza alcuna differenza. Locri e Siderno devono diventare nel tempo un’unica città. Partendo dall’unione dei comuni bisognerà arrivare alla fusione di queste due città, sull'esempio di quello che è stato fatto in Toscana da Figline Valdarno e Incisa Val D’Arno, due comuni della zona sud-est della provincia di Firenze. Se c’è una realtà amministrativa di 40-50 mila abitanti cambia tutto. Dobbiamo diventare la città più importante all'interno della Città Metropolitana perché con 40-50 mila abitanti il nostro potere contrattuale è rilevante. Guardiamoci un attimo alle spalle: negli ultimi 20 anni c’è stata una crescita nel nostro territorio? Non mi sembra. È colpa della ‘ndrangheta? Assolutamente no. La ‘ndrangheta è l’alibi di comodo per giustificare il mancato sviluppo. Non c’è stata la giusta attenzione nei confronti del nostro territorio da parte delle precedenti giunte politiche. Unendo Locri e Siderno andremo a inglobare gli altri piccoli comuni che gravitano intorno a queste due realtà, dando vita all’area più importante della provincia di Reggio. 

 

Quali comuni verrebbero inglobati?

Io vedrei bene Gerace, Agnana e Canolo ma anche Portigliola, Ciminà, Sant’Ilario e Antonimina. Ognuna di loro ha delle peculiarità e delle potenzialità che porterebbero davvero a un progetto di sviluppo interessante. Se Gerace si unisce a Locri e Siderno fa il salto di qualità, diventa come Fiesole per Firenze. È più che mai necessario, inoltre, che Locri e Siderno ragionino insieme in merito al potenziamento della SS 106, nel  più breve tempo possibile.

 

A proposito di trasporti, nel caso in cui questa fusione diventasse realtà e si decidesse di collocare gli uffici in un solo centro, si potrebbe pensare di creare un asse di trasporto pubblico?

Certo, si potrebbe creare un collegamento gommato quotidiano, nelle varie fasce orarie, tra Locri e Siderno. Perché è inammissibile che oggi se sei di Siderno e devi recarti all’ospedale di Locri ma non hai la macchina, tu non lo possa fare. 

 

Pensa di potenziare anche il trasporto ferrato?

La ferrovia per com’è concepita con un unico binario è l’immagine stessa del non progresso e, al pari dell’assemblea dei sindaci, costituisce una barriera allo sviluppo. È da 20 anni che si parla di metropolitana di superficie... ma chi vogliamo prendere in giro? Nel frattempo sono scomparsi i treni, si sono spesi milioni di euro per ristrutturare le stazioni ma mancano i treni e il personale. La stazione di Locri è costata oltre un milione di euro, ma non c’è una biglietteria, è tutto automatizzato, passano tre treni... serve a qualcuno? Bisogna puntare ad altro.

 

Per esempio?

Per quanto possa suscitare rabbia, a noi la ferrovia non serve. A noi serve un collegamento a mare. Questa famosa unione dei lungomari, altra legenda metropolitana, rappresenta una possibilità di sviluppo ma solo se il lungomare viene concepito non come una strada che sostituisce la 106 ma diventa un centro di sviluppo turistico, con locali, strutture alberghiere, villaggi. Sogno un unico lungomare che unisca Siderno, Locri, Portigliola, in cui siano valorizzati gli uffici, i centri commerciali, gli scavi archeologici, senza che si dimentichino Gerace e la montagna. Si creerebbe così un rettangolo al cui interno trovi tutto: basta ridisegnare i servizi e farlo in modo scientifico. Bisogna dar vita a un’area nuova che andremo a chiamare comprensorio Locride, Epizefiri, Locri-Siderno... il nome non importa, l’essenziale è che chi arriva qui sappia che può trovare tutto, in estate e in inverno. 

 

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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