Siderno: un ragazzo disabile dà una lezione di vita durante gli esami

Dom, 09/07/2017 - 16:10

La scuola è un luogo unico pur con tutti i suoi difetti e le sue incurie statuali: sa trasmettere emozioni esistenziali più di ogni altro ambito istituzionale della vita civile e sociale. Il tema di questo articolo non riguarda finalmente quella scuola che, specie in vista dei risultati finali, balza in “cattedra” con le incresciose diatribe docenti - genitori-sindacalisti dei loro figli alle prese con la contestazione dei voti e insegnanti in trincea barricati a difendersi dagli strali rivendicativi delle mamme (qualche volta, anche, dei papà) inferocite per aver creato traumi (sic!) ai/alle loro bambini/bambine, così etichettati/e anche se un po’ grandicelli/e. Oggi non ci occupiamo fortunatamente di questi stucchevoli risvolti che relegano la scuola a pubblici sfogatoi di genitori alle prese con un mestiere, quello di madre e padre, troppo spesso delegato, salvo pensare di riconquistare il campo con un sindacalismo vecchia maniera, rivendicativo e irresponsabile. Lasciamoci alle spalle queste diatribe ed entriamo nel merito di un argomento ben più serio.
“Non importa se siamo malati o sani. L’importante è ciò che ognuno può dare agli altri”. Con questo messaggio Rocco Parrelli, il nostro ragazzo diversamente abile diplomatosi presso la Scuola Media Gesumino Pedullà di Siderno, ha chiuso la sua brillante prova d’esame davanti ad una commissione attenta e commossa la quale gli ha tributato un meritato 10 e uno scrosciante applauso.
Rocco Parrelli è affetto da una grave malattia genetica che lo ha debilitato nel corpo, ma non nella mente. A una strabiliante vivacità culturale associa maturità, senso del dovere, riflessione e voglia di vivere capace di contagiare positivamente chi gli sta attorno: ne sono testimoni i compagni di classe che lo hanno naturaliter fatto sentire a suo agio, fin dal primo momento, con un fare protettivo e inclusivo che ha sempre destato la curiosità e l’interesse dei docenti e dei collaboratori assegnati alla classe. Rocco, però, non ha atteso accoglienza o rivendicato protezione, si è fatto subito amare e rispettare e la sua malattia è, oseremmo dire, quasi un “valore aggiunto” se il gene impazzito non lo avesse, purtroppo, intaccato e fiaccato nel fisico e nella crescita.
Ma Rocco è uno di quei ragazzi brillanti che il “difetto” lo orna e sentirlo parlare di genetica, lui che è vittima incolpevole di tale complesso e bizzarro meccanismo ereditario, è qualcosa che ci esalta come uomini e donne di scuola, una volta tanto, privilegiati e orgogliosi di condividere emozioni indescrivibili. Rocco ci ha fatto questo regalo quando si è seduto al centro della commissione d’esame schierata a zampa di cavallo, attenta e attonita nel seguirlo parlare con disinvoltura e in maniera approfondita di genetica mediante riferimenti e intrecci interdisciplinari. Lui, che da grande aspira a diventare un ricercatore di malattie rare (glielo auguriamo di cuore), alla fine del suo interessante excursus ha offerto ai componenti la Commissione d’Esame delle originali bustine con semi di pisello
sull’esempio delle ricerche svolte da Mendel, il noto monaco boemo padre degli studi sulla genetica che per le sue ricerche scelse proprio il Pisum sativum (nome scientifico del pisello) date le caratteristiche morfologiche “facilmente distinguibili ed antagoniste” di questa pianta erbacea.
Ma sta nel messaggio finale che Rocco Parrelli ha voluto lanciare su una slide, il condensato di un percorso di apprendimento del quale devono andare fieri l’alunno, i genitori e, soprattutto, i docenti e il personale ATA e quanti lo hanno seguito in tutti questi anni con amore e professionalità: “Non importa se siamo malati o sani. L’importante è ciò che ognuno può dare agli altri”. Questo messaggio di speranza sovrasta lo stesso voto che la Commissione ha ritenuto di assegnare a Rocco: siamo orgogliosi come donne e uomini di scuola di constatare che l’alunno ha superato il maestro. Direbbe Don Lorenzo Milani, il nostro amato maestro della Scuola di Barbiana, inebriato davanti ai progressi dei suoi allievi: “E’ bello prendere qualche legnata (in senso buono), qualche lezione di vita, da voi ragazzi: vuol dire che state diventando uomini”. Grazie per la tua lezione di vita, Rocco! Ad maiora!

Vito Pirruccio,
Dirigente Scolastico dell’IC “M. Bello-G. Pedullà-Agnana” di Siderno
Vincenzo Asprea,
Docente di Sostegno che ha seguito l’alunno Rocco Parrelli in tutto il percorso di studi nella Scuola Media “G. Pedullà” di Siderno

Rubrica: 

Notizie correlate