Sindacalista a Davi: "Non chiediamo ai nostri iscritti se sono mafiosi. È dato sensibile""

Mar, 16/07/2019 - 16:20

Non spetta al sindacato chiedere se un iscritto è mafioso. L'essere mafioso è un dato sensibile. Lo sostiene Bruno Nicolazzo, vice segretario regionale del sindacato Fast SLM nonché responsabile degli appalti della stessa sigla sindacale, in una lettera al massmediologo Klaus Davi. Nella missiva inviata via mail per contestare una inchiesta dedicata alle infiltrazioni criminali in società di pulizie che percepiscono appalti da Trenitalia, l'esponente della sigla scrive testuale: "Tuttavia con riferimento alla clausola (prevista dal codice degli appalti ndr) relativa ai 'comportamenti mafiosi' non si riesce a comprendere cosa il sindacato o il sottoscritto possa fare.

Il sindacato non richiede ai propri iscritti tali dati personali, che attengono alla sfera individuale della persona, essendo, si ribadisce, dati sensibili". "La giudico una dichiarazione vomitevole oltreché offensiva per le vittime di mafia”, dichiara Klaus Davi. “Una mentalità che cristallizza la visione della persona in questione, il livello di omertà che pervade le sigle sindacali che legittimano il comportamento mafioso relegandolo alla sfera privata, senza alcun rispetto per le vittime di estorsione, narcotraffico, omicidi. Mi auguro che il Nicolazzo venga immediatamente espulso dal sindacato FAST SLM".

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