Successi a 5 stelle e uomini di destra

Lun, 19/03/2018 - 20:00
Lo Zibaldone

Lunedì si è riunita la direzione nazionale del Partito Democratico. Martina ha assunto il ruolo di reggente. La parola d'ordine, finalmente, è stata collegialità. Non più un padre-padrone. Staremo a vedere. Il successo elettorale del Movimento Cinque Stelle non mi ha colto di sorpresa. Bastava farsi un giro nel Paese reale per rendersi conto che fuori dai palazzi cresceva il malcontento sociale, la richiesta di qualcosa di “nuovo” rispetto alle politiche della Casta, delle cricche e delle larghe intese. Solo qualche stolto poteva pensare che il M5S potesse perdere consensi per i congiuntivi sbagliati dal leader Di Maio o per il supposto scandalo dei rimborsi. Gli italiani hanno votato per cambiare lo status quo. Mi ha colto di sorpresa, invece, l'annoverare nelle fila degli eletti calabresi Matteo Salvini. Da calabrese sono fiero e orgoglioso di essere rappresentato in parlamento da un leghista! In gioventù frequenta il centro sociale Leoncavallo, che influenza fortemente il suo orientamento politico: da lì in poi si schiererà con le correnti di estrema sinistra della Lega, tra cui, in particolare, ricordiamo il fatto di essere stato fondatore e leader dei Comunisti Padani. A proposito di questo, molti hanno criticato Salvini per il suo cambio di orientamento politico, dall'estrema sinistra all'alleanza con Marine Le Pene Geert Wilders all'estrema destra in pochi anni, accusandolo di aver fatto questo cambio radicale solo per meri motivi opportunistici. Ho letto ciò che ha scritto in una lettera aperta Franco Crinò al consigliere regionale Alessandro Nicolò. Da acuto osservatore nonché dotato di quel particolare acume politico che gli riconosco, il Senatore, dopo aver espresso solidarietà per la mancata candidatura, scrive “male secur agit aeger, medicum qui eredem facit”. Mi permetta senatore ma penso che l'essere candidato debba essere un riconoscimento all'attività politica e alla potenzialità verso gli altri per risolvere i problemi e non un semplice attestato di riconoscenza per la fedeltà dimostrata. Pur sforzandomi non mi sovvengono molte proposte di legge significative nel corso di tre legislature. Una la proposta di legge n. 11/10. Il responsabile amministrativo e l'autista del Presidente, dei componenti dell'Ufficio di Presidenza, dei Presidenti delle Commissioni consiliari permanenti, del Presidente del Comitato regionale di controllo contabile può essere scelto tra gli estranei alla pubblica amministrazione (nessun dipendente della regione era abilitato a tali compiti?); l'altra sullo svolgimento dei corsi di orientamento e perfezionamento dei balli popolari e di musica tradizionale. In merito alla mancata candidatura, il Nicolò, pur dicendosi amareggiato per lo “scippo”, dichiara: “Sono pur sempre un uomo di centrodestra” (di centrodestra si badi bene, non di Forza Italia – anche se politicamente è nato come assessore della giunta di Italo Falcomatà). Ora, Senatore Crinò, questo probabile cupio dissolvi si può spiegare anche dal comunicato di un insulso megafono del Nicolò nella zona, a pochi giorni dalle votazioni. Testualmente è stato scritto “la RABBIA” per la mancata candidatura. Delle due, l'una. O nel 2019 assisteremo a una candidatura con la Lega o a una candidatura con Forza Italia alla Presidenza della Regione. Tertium non datur. Diceva Andreotti che pensar male è peccato ma raramente si sbaglia.

Autore: 
Tonino Carneri
Rubrica: 

Notizie correlate