Sul ponte Allaro solo tricche e ballacche

Dom, 01/07/2018 - 11:40

È da novembre 2015, da quando l’ormai famoso ponte sull’Allaro è percorribile a corsia unica per via del cedimento di una delle due carreggiate, che si organizzano riunioni, assemblee, passerelle, presìdi sopra e sotto il ponte, tricche e ballacche, per contribuire a trovare una soluzione, insieme a istituzioni e politici di ogni genere. Finora, non abbiamo cavato un ragno dal buco, è da due anni che veniamo sistematicamente presi in giro, non siamo stati in grado di farci ascoltare da chi ha il potere e la competenza di risolvere il problema. Ora, sta crollando anche l’unica corsia rimasta agibile perché, ovviamente, non può sopportare il carico da sola, e noi che facciamo? Ancora riunioni e assemblee, parole, parole, bla bla bla… Sembriamo i passeggeri protagonisti del film “Titanic”. Eppure siamo coscienti che il ponte è a rischio chiusura con la conseguenza di uno scollamento tra nord e sud della locride. È inutile girarci intorno, trastullandosi con incontri e confronti. Se veramente vogliamo dare visibilità al problema ed essere incisivi per una pronta soluzione, senza fermarsi ad una semplice dimostrazione a favore di telecamere, bisogna che i sindaci tutti, quelli in carica dei comuni locridei, che potrebbero essere la vera forza, si coordinino e prendano in mano la situazione e compatti, non uno di meno, determinati e molto pacificamente tirino fuori grinta e attributi, e in brevissimo tempo coinvolgano in massa i propri cittadini, gli studenti, i lavoratori e l’intera società civile per una lotta serrata pensando anche all’eventuale occupazione della cittadella di Germaneto alias Versailles, o al blocco sulla 106 e in ultima, se è il caso, minacciare anche remissione in massa dei mandati davanti al prefetto. Non si può offendere e calpestare la dignità di una intera popolazione così spudoratamente, per quasi 3 anni. Ormai le chiacchiere stanno a zero, anzi sottozero. È ora di agire, anzi bisognava agire già dal lontano novembre 2015, perché, a memoria di chi l’avesse dimenticato, quando è crollato il ponte sull’altro fiume, il Precariti, la viabilità è rimasta precaria per ben sette lunghi anni.

Autore: 
Pasquale Aiello
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