Torna libero il boss che voleva colpire l'ex capo della polizia Parisi

Gio, 24/08/2017 - 16:00

Ha scontato la sua pena, ma resta, per i carabinieri, un uomo di 'ndrangheta. Giuseppe Calabrò, classe 1950 da San Luca, detto u Dutturicchiu, ha parentele solide con i clan del centro aspro montano. Mafia di peso, i Romeo Staccu di San Luca. Lui, ormai, viaggia tra la sua terra d'origine, la Calabria e la Liguria. Ma la sua base è Milano. E il suo ritorno in libertà ha allertato gli inquirenti, che sono andati a ripescare le informative della squadra mobile in cui si descriveva il personaggio. Assieme ai suoi viaggi nell'amata Costa Azzurra. E' il Fatto Quotidiano a riproporre quel materiale. Secondo il quale Calabrò progettò, nel 1990, un agguato contro l'allora capo della polizia Vincenzo Parisi. Lo fece assieme a Santo Pasquale Morabito, broker della droga, anche lui libero dopo oltre 20 anni di carcere. Nelle relazioni dell'Antimafia, il suo nome compare come punto di riferimento per il trasporto di armi. Ci si riferisce a lui come a una persona che era stata "interessata a un progetto di importazione di cocaina dal Sud America al porto di Gioia Tauro". E' la stessa Ilda Boccassini a definirlo "un uomo di peso della 'ndrangheta" nella conferenza stampa che racconta l'operazione in cui emerge l'interesse dei clan ad acquistare una farmacia a Milano. Suo figlio è stato arrestato nel 2014 dalla Procura di Reggio Calabria perché ritenuto il collegamento con i fornitori di droga in Olanda. E adesso lui è di nuovo libero di spostarsi tra la sua casa a Milano e la Costa Azzurra.

Luca Bragadini
Klaus Davi & Co.

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