Trapianto del pene, chirurgo sidernese organizza meeting internazionale

Dom, 15/04/2018 - 12:20

Un interessante meeting scientifico internazionale dal titolo Ingegneria dei tessuti e trapianto del pene si è tenuto venerdì e sabato scorsi presso l università Tor Vergata di Roma. Nel corso del convegno sono state illustrate le ultime frontiere della chirurgia ricostruttiva dell'organo sessuale maschile ma anche importanti traguardi che permetteranno di risolvere tutti quei problemi minori , come la disfunzione erettile e la micropenia, che costituiscono per tanti uomini fonte di imbarazzo, con un impatto†psicologico marcatamente negativo. Direttore scientifico del meeting è stato il professore Salvatore Sansalone, chirurgo urologo sidernese, ricercatore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Chirurgia dell'Università Tor Vergata di Roma.
Professor Sansalone, quali sono le condizioni cliniche per le quali può rendersi necessaria una ricostruzione chirurgica del pene?
La ricostruzione si rende necessaria in tutti quei casi in cui si verifichino amputazioni del pene, ovvero in caso di problemi oncologici, malformazioni congenite, traumatismi, incidenti stradali, o, ancora, in caso di amputazioni in seguito a esplosioni di mine antiuomo.
In cosa consiste l intervento di ricostruzione?
Al paziente viene impiantato il pene di un donatore, così come avviene per il fegato e per qualsiasi altro organo.
Lei ha definito l intervento salvavita. Ci spieghi meglio…
I pazienti che subiscono un amputazione del pene vivono una condizione psicologica devastante. Perdono la loro identità sociale e viene messa in discussione la loro virilità. Per questo è importante dare speranza a questi uomini: oggi è possibile restituirgli la loro vita normale.
Quanti sono i casi di ricostruzione del pene nella storia della medicina?
I casi sono solo tre. Il primo intervento è stato effettuato in Cina nel 2006, ed è stato purtroppo fallimentare; il secondo in Sudafrica nel 2015, eseguito su un ragazzo di 21 anni che aveva subito un amputazione a causa di un infezione insorta a seguito di una circoncisione; il terzo a Boston nel 2016, eseguito dal team del Massachusetts General Hospital, coadiuvato dal dottor Curtis Cetrulo, su un paziente a cui era stato amputato il pene in seguito a un tumore.
Quali sono i rischi?
Si può verificare un rigetto del pene, così come avviene per gli altri organi. Può, inoltre, non verificarsi un attecchimento vascolare e questo determina la morte dell'organo e ne rende necessario l’espianto.
Come prepararsi all'intervento?
È necessario che il paziente effettui un counseling psico-sessuologico pre-operatorio ma anche post-operatorio. Sono entrambi fondamentali e lo dimostra il trapianto effettuato nel 2006 in Cina: pur essendo riuscito l intervento, l organo non è stato accettato dal paziente che ne ha chiesto l espianto.
Gli altri due casi, invece, sono andati a buon fine?
Sì, in particolare il ragazzo sudafricano un anno dopo il trapianto è diventato padre.
Parliamo del meeting. Di cosa si è discusso?
Il meeting ha visto partecipazione del professor Curtis Cetrulo, che nel 2016 ha eseguito il trapianto a Boston e che ci ha illustrato lo stato dell'arte. Nel corso del convegno si è tenuta una tavola rotonda in cui si è valutato l aspetto etico del trapianto del pene, alla presenza di Sua Eminenza il Cardinale Menichelli. La tavola rotonda ha visto anche la partecipazione dei massimi esperti della chirurgia ricostruttiva, provenienti da tutto il mondo. Si è parlato, inoltre, di ingegneria tessutale che, grazie allo sviluppo delle nuove tecniche chirurgiche, ha registrato importanti successi. Si è discusso, quindi, di falloplastica di ampliamento, di allungamento, così come di interventi di chirurgia ricostruttiva di tutto l apparato genitale; è stato illustrato lo stato dell'arte per quanto riguarda gli impianti di protesi peniena per la disfunzione erettile, e l impianto di sfinteri artificiali per i pazienti con incontinenza.
Disfunzione erettile, come si interviene?
La disfunzione erettile è l incapacità ad avere un erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente. L erezione comporta il maggior afflusso di sangue ai corpi cavernosi e il conseguente aumento del turgore e delle dimensioni del pene. Alcune malattie come il diabete, l ipertensione, malattie cardiovascolari determinano un danno a livello dei corpi cavernosi che impedisce un passaggio sufficiente di sangue e quindi un erezione tale da avere un buon rapporto sessuale. Oggi, grazie alle protesi peniene, si riporta al perfetto funzionamento l organo sessuale. Le protesi peniene sono costituite da due cilindri che vengono inseriti nei due cilindri naturali del pene: i corpi cavernosi. Si distinguono due tipi di protesi: le non idrauliche e le idrauliche . Le prime sono costituite da due cilindri di consistenza costante che producono un erezione di rigidità sufficiente alla penetrazione, ma tale da permettere la flessione del pene per essere riposto negli slip. I modelli idraulici sono, invece, costituiti da due cilindri gonfiabili, un dispositivo di controllo internamente allo scroto e un serbatoio di liquido posizionato internamente (solitamente vicino la vescica). Si ha un sistema a circuito chiuso, dove il liquido viene trasferito ai due cilindri per ottenere l erezione e, sempre a comando manuale, viene ritrasferito al serbatoio per ottenere la flaccidità. La protesi idraulica permette di ottenere un erezione di consistenza e aspetto non distinguibile da un erezione naturale, il tutto non notando nulla dall'esterno; infatti tutti gli elementi della protesi sono all'interno del corpo.
Altra condizione che può rappresentare fonte di profondo disagio è la micropenia. Come si può intervenire?
Si parla di micropene quando in uno stato di flaccidità l organo è tra i 4 e i 5 cm e in uno stato di erezione è al di sotto dei 10 cm. La micropenia può essere dovuta a una carenza ormonale di testosterone, a cui nella fase della crescita si può ovviare con una cura ormonale. Nella fase adulta, invece, bisogna intervenire chirurgicamente. Nei casi gravi si può indicare un eventuale trapianto di pene.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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