Un rinnovo della fiducia carico di responsabilità

Dom, 17/06/2018 - 12:40

La lunga notte elettorale del 10 giugno ha premiato il lavoro dell’Amministrazione uscente sia a Gioiosa Ionica sia a Locri. Il consenso ottenuto dalle compagini guidate rispettivamente da Salvatore Fuda e Giovanni Calabrese, che hanno scelto di ripresentarsi sotto lo stesso simbolo elettorale nel segno di una piena e fiera continuità, ha dimostrato che la cittadinanza, in un caso come nell’altro, ha considerato i risultati ottenuti dalle due amministrazioni di gran lunga più numerosi di qualunque mancanza e, forse, troppo esasperate le critiche di immobilismo e superficialità lanciate durante la campagna elettorale dai rispettivi avversari.
In entrambi i paesi l’affluenza si è assestata a livelli molto simili a quelli fatti registrare durante le ultime amministrative, decretando l’intervento del 56,93% di elettori gioiosani e del 65,29% di locresi (in entrambi i casi dati ben più lusinghieri di quelli rilevati in occasione della recente tornata di Elezioni Politiche, a riprova di quanto nei due paesi non si registri tanto una disaffezione alla politica in generale, quanto solo nei confronti di quella nazionale).
Ottenendo il 63,39% delle preferenze, la lista “Cambiamo Gioiosa”, guidata dal rieletto sindaco Salvatore Fuda, si assicura l’ingresso in Consiglio Comunale di ben otto candidati (Loredana Calabrò, Giulio Papandrea, Luca Ritorto, Lidia Ritorto, Laura Crimeni, Serena Palermo, Samuel Zenone e Maurizio Zavaglia), lasciando a “Cambiamo Gioiosa” solo quattro posti di minoranza (che saranno occupati dal candidato a sindaco Tito Greco, Domenico Saverino, Maria Aurelia Depino e Antonella Femia). Evidente come la campagna elettorale “d’attacco” di Tito Greco non abbia convinto la cittadinanza, disposta a credere piuttosto nelle politiche messe in campo da Salvatore Fuda, che fin dall’inizio non ha nascosto di voler ripartire dai problemi irrisolti per dedicarsi poi con rinnovata energia ai punti forti della sua precedente azione amministrativa. L’impegno profuso nella valorizzazione delle opere pubbliche, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nelle politiche di accoglienza sono state promosse a pieni voti dagli elettori gioiosani, disposti a dimenticare per qualche ora le difficoltà delle periferie denunciate da Tito Greco e dai suoi con la promessa che l’entrata a regime della differenziata possa finalmente risolvere problemi fino ad oggi atavici. Affidandogli il proprio consenso, Gioiosa ha dimostrato di credere nel sogno di Fuda di una città che dialoga una maniera diretta con le istituzioni sovraordinate e che, nonostante le difficoltà, si dimostra in grado di superare con determinazione le criticità per tornare ad essere un punto di riferimento per le comunità della Valle del Torbido e della Locride.
Nonostante il testa a testa raccontato con insistenza da una televisione locale nei giorni precedenti alle elezioni, ancora più netta è stata invece l’affermazione di Giovanni Calabrese a Locri, in grado di rastrellare ben il 68,5% delle preferenze. Il risultato bulgaro ha consentito a “Tutti per Locri” di inserire in Consiglio Comunale ben undici candidati (Raffaele Sainato, Anna Baldessarro, Anna Rosa Sofia, Vincenzo Panetta, Giuseppe Fontana, Domenico Maio, Domenica Bumbaca, Roberta Accursi, Pier Emilio Leone, Marco Cavaleri e Gessica Romeo), lasciando così solo cinque scranni liberi agli avversari di “Scelgo Locri” (il candidato a sindaco Vincenzo Carabetta, Michele Ratuis, Anna Garreffa, Sofia Passafaro e Carlo Previte). Gli sforzi della “Grosse koalition” guidata da Carabetta si sono infranti sulla promessa di continuità messa in campo da Calabrese, mostrando quanto i cittadini locresi abbiano “compreso e apprezzato” l’impegno profuso negli ultimi cinque anni. Che il risultato elettorale locrese sia frutto della meritocrazia, anzi, è evidente andando ad analizzare il dettaglio dei voti ottenuti dalle assessore uscenti Baldessarro e Sofia che, date per sconfitte durante la campagna elettorale in virtù della mancanza di appoggio politico di cui avevano invece goduto cinque anni fa, sono risultate, all’esito dello scrutinio, la seconda e la terza candidata più eletta rispettivamente con 861 e 793 voti. Rispondono implicitamente alle critiche di chi afferma che Locri non ha voglia di cambiare, poi, i risultati ottenuti da Roberta Accursi e Marco Cavaleri, due innesti giovani (nel caso di Cavaleri giovanissimi!), sui quali alla vigilia avrebbero puntato in pochi, in grado di condurre una campagna elettorale “educata” e a suo modo ricca di quel romanticismo che solo i ragazzi che vogliono contribuire con genuinità al cambiamento del proprio paese sono in grado di mettere in campo. Va dato atto alla campagna d’ascolto avviata da “Scelgo Locri” nelle settimane antecedenti alle elezioni di aver portato anche nel paese di Nosside un’idea di partecipazione democratica che solo da pochissimi anni (e in pochi comuni) sta prendendo piede, un presupposto che ci fa immaginare una minoranza attenta alle esigenze dei cittadini e guardiana severa ma corretta dell’azione amministrativa messa in campo della maggioranza. Ciò che invece è mancato all’opposizione, piuttosto, è stato il coraggio di mettersi in gioco fin da subito sui punti concreti del programma elettorale, trasformatosi in un “affanno” sulle questioni irrisolte evidente soprattutto nel testa a testa tra i due aspiranti sindaci andato in scena su TeleMia.
Che cosa riservino questi cinque anni a Gioiosa e Locri solo il tempo potrà dirlo. Resta il fatto che le cose da fare sono moltissime e altrettanti sono stati gli impegni presi in queste settimane, ragion per cui, nell’augurare buon lavoro alle amministrazioni Fuda e Calabrese bis, ci sembra giusto ricordare loro che il difficile comincia adesso e che dovranno impegnarsi con la massima serietà per non disattendere la fiducia dei loro cittadini.

Autore: 
Jacopo Giuca
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