Un uomo dolce, un amico caro

Dom, 14/07/2019 - 11:00

Più volte mi sono trovato a parlare con Mimmo Bova della “morte”  perché, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i nostri lunghi dialoghi durati una vita, solo in  parte erano occupati dalla “Politica”.
Per entrambi la politica è stata certamente importante ma mai totalizzante e i rapporti umani precedevano e prescindevano dalle singole scelte politiche .
Ci interessava di più parlare del senso della vita, della supposta centralità dell’Uomo nell’Universo, dell’Aldilà, dell’esistenza dell’Anima, della Religione!
Ci affascinava e ci turbava soprattutto la figura del Cristo .
Parlavamo spesso della morte e dei morti e, a volte, ci scherzavamo sopra, quasi per esorcizzare le paure e le angosce che la morte provoca.
Prima o poi però la morte arriva per tutti e oggi s’è preso Mimmo.
Nel ricordarlo, in questo momento per me particolarmente doloroso, dovrei ripetere che è stato un intelligente dirigente di Partito, un bravo sindaco e consigliere regionale, uno stimato parlamentare della Repubblica.
Un eletto dal popolo!
Lo è stato! E ha ricoperto tali incarichi con sobrietà, compostezza, dignità e onore.
Ma tali titoli, pur importanti e meritati, non hanno più alcun valore nel momento in cui si oltrepassa la fatale soglia.
La morte chiede di mettere al bando ogni ipocrisia, ogni retorica, ogni effimera “costruzione” mondana e impone di ricordare Mimmo Bova per quello che realmente ed essenzialmente è stato: una persona dolce, un uomo mite, un amico caro.
Una persona colta, perbene e intelligente!
Un “compagno” su cui potevi contare ma che non hai mai preteso di insegnarti come vivere.
Certo Mimmo è stato anche uomo di forti principi e di grandi valori per i quali era disponibile a battersi ma senza bava alla bocca, senza boria, senza intolleranza.
I successi politici non lo hanno mai disumanizzato né tantomeno gli hanno montato la testa. Così come le sconfitte, le avversità della vita - iniziando dalla prematura morte di Rita - e i gravi problemi di salute che lo hanno consumato, non lo hanno mai incattivito, anzi li ha sopportati con compostezza e dignità fino all’ultimo!
Con Mimmo ci siamo incontrati per la prima volta in una baracca di legno con la copertura di lamiere a Roccella dove abbiamo frequentato insieme la prima media.
Era un mondo misero e ingiusto soprattutto per i più poveri.
E forse tra tanta miseria è nato il sogno di un mondo migliore a cui Mimmo Bova ha dedicato la propria esistenza. E un tale sogno ha preteso una radicale e difficile scelta di vita.
In un’epoca in cui tutto si consuma nel giro di poco tempo, la nostra amicizia è durata più di 60 anni… ben oltre mezzo secolo.
Un’amicizia pur così lunga ma mai corrosa da risentimenti, gelosie o invidie.
Il merito è stato certamente Suo.
Non so se ci incontreremo più, non pretendo di saperlo.
So però che l’eternità degli uomini esiste e si realizza anche nella capacità di lasciare tracce sul proprio cammino facendo cadere sul terreno che si percorre nel corso della vita  semi  di  solidarietà e di pace fra gli uomini e fra i popoli senza alcuna distinzione di razza o di religione; semi di comprensione e di amicizia. Sentimenti di uguaglianza sostanziale e di pari dignità. Il costante anelito di Libertà, un bruciante desiderio di Giustizia soprattutto per gli ultimi.
Mimmo questi semi li ha sparsi a piene mani. Nella Locride, in Calabria e oltre. E germoglieranno.
Il tempo passa e apparentemente cancella tutto, ma in realtà tutto conserva. 
I suoi amici più cari, i suoi familiari lo sanno, Mimmo, tra tante altre cose, amava il poema “I Sepolcri” e, in alcuni momenti, gli piaceva declamare ad alta voce alcuni versi, soprattutto in quella parte in cui si parla degli amici che rapiscono una favilla al sole per illuminare la sotterranea notte e rendere così meno tragica la morte dell’amico. Perché, non c’è alcun dubbio che, nel momento di morire, gli occhi dell’Uomo cerchino la luce del sole.
Noi quella favilla, finché avremo vita, la terremo costantemente accesa dentro di noi, caro Mimmo, in modo che la tua notte sia meno buia.
Addio, dolce e caro amico! 

Autore: 
Ilario Ammendolia
Rubrica: 
Tags: 

Notizie correlate