Una “galassia” di scommesse on line

Dom, 18/11/2018 - 18:40
Giudiziaria

È una vera e propria “galassia” di scommesse on line quella scoperta nei giorni scorsi dalla procura antimafia che ha portato a galla un sommerso fatto da una rete di gioco da banco e on line strutturata con la costituzione di una rete di società con sede formale in paesi cosiddetti paradisi fiscali, con ricorso anche a società fiduciarie organizzata secondo una struttura piramidale, ordinata in più livelli gerarchici (vertice della struttura con back office, Master, Agenti, Sub-Agenti, ricevitorie anche denominate agenzie e comunque articolate in CED (Centro Elaborazione Dati), CTD (Centro Trasmissione Dati), PVR (Punto Vendita Ricarica), PDR (Punto di Raccolta).
Una struttura operativa mediante la creazione e l’utilizzo piattaforme informatiche, quali quelle realizzate mediante le società, sempre ad essi riferibili, con sede in Malta e con sede in Curacao, funzionale a consentire il gioco su siti non autorizzati dall’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), operanti su server esteri (collocati anche a Malta e in Romania), mediante allocazione informatica suscettibile di essere rapidamente variata in ragione degli accadimenti e, in particolare, degli interventi di oscuramento da parte dell’Autorità.
Ai piani alti dell’organizzazione si adottavano modalità gestionali attraverso cui esercitavano abusivamente l’organizzazione del gioco e delle scommesse, simulando una attività di mera trasmissione dati relativa alla raccolta delle scommesse da parte dei vari centri, diversamente denominati, presenti nel territorio italiano e estero, favorendone la accettazione e la raccolta in Italia e all’estero; in particolare, commettevano il fatto con le seguenti modalità: a) accettando direttamente la conclusione del relativo rapporto contrattuale e, quindi, procedendo anche alla raccolta della posta giocata, in contanti, dal cliente (o della sua promessa) in contrasto con la disciplina di settore; b) concedendo fidi ai vari livelli della struttura piramidale (Master e Agenti) affinché si incrementasse il gioco/scommessa nell’utenza; c) aprendo di ingenti canali di credito ai CED, in modo da consentire a questi ultimi di concedere “fidi di gioco” allo scommettitore o al giocatore e così, sollecitare il gioco irresponsabile; d) stipulando illeciti accordi di cobanco e sotto- banco con i vari livelli della struttura per condividere l’alea di rischio della scommessa (sia in caso di incasso sia in caso di pagamento della scommessa) e stabilendo, a tal fine, delle percentuali di partecipazione al capitale di rischio tra il bookmaker estero e i Master/Agenti; e) procedendo direttamente in agenzia al pagamento in contanti delle vincite, incentivando ulteriormente, in tal modo, il gioco d’azzardo irresponsabile, sapendo gli scommettitori o i giocatori di poter riscuotere la vincita immediatamente presso l’agenzia in cui era stata effettuata la scommessa o la giocata; f) facendo pervenire, in contanti, ai “master”, con cadenza ciclica, le somme della raccolta delle scommesse –ovvero gli incassi da parte delle agenzie degli introiti derivanti dalle giocate perse dagli scommettitori o dai giocatori- previa trattenuta dell’importo, parimenti in denaro contante, spettante all’agente a titolo di provvigione; g) omettendo l’identificazione del giocatore con accettazione di scommesse al banco; h) accreditando ai CED, attraverso un conto madre, le somme necessarie per pagare le scommesse vincenti e consegnando alle medesime articolazioni periferiche, sempre in contanti, le somme da inviare, mediante bonifico, alle società in precedenza indicate, aventi formalmente sede a Malta, al fine di fornire una parvenza di regolarità alle relazioni tra i CED e il bookmakers maltese. i) omettendo la registrazione dei conti di gioco individuali e, al contrario, utilizzando il conto gioco del CED/CTD. Tali quindi da determinare anche l’espletamento di sostanziale attività di bookmaker da parte di soggetti che operano nel territorio dello Stato (Master, agenti e sub-agenti) in assenza di titolo abilitativo, cosi, in definitiva violando apertamente la normativa di settore che consente lo svolgimento di più limitata attività connessa alla mera trasmissione della scommessa soltanto da parte di soggetti autorizzati.
La struttura organizzata era: fondata sulla non tracciabilità delle scommesse effettuate e dunque dei proventi conseguiti, sottratti necessariamente al pagamento dei tributi diretti e indiretti; funzionale alla realizzazione di profitti illeciti, non dichiarati e non tracciati superiori in importo a 650 milioni di euro (di valore complessivo della raccolta), importo successivamente incrementato in epoca successiva al 2016) ; orientata ad ostacolare la identificazione della provenienza dei profitti, così da consentirne in ogni caso il reimpiego, il riciclaggio e l’autoriciclaggio.

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