Vera Donovan says

Lun, 12/03/2018 - 19:40

Sono dell’Uil alcuni dei dati più affidabili sulla disparità sul lavoro tra maschi e femmine. Dati che l’AdnKronos ha definito: “un epitaffio alla parità di genere sul posto di lavoro”.
Dal sito della Uil (atti del convegno, pag.2) apprendiamo anche che “se andiamo a vedere quante lavoratrici dipendenti sono state occupate con part-time (più o meno volontario) nel corso del 2015, ci accorgiamo come tale flessibilità oraria di lavoro sia prevalentemente targata “donna”: si tratta di circa 2,6 milioni di donne (in aumento del 22,6% rispetto al 2008) a fronte dei 772.000 uomini”.
La retribuzione media di un impiegato è circa infatti 30,6 mila euro l’anno (atti del convegno, pag.3), a fronte di una retribuzione media annuale di 19,9 mila euro per le impiegate ( oltre diecimila euro di differenza). Le donne occupate sono collocate in posizioni in quelle medio basse, mentre mano a mano che si sale aumenta il gap di genere, al punto che arriviamo 18.000 dirigenti donne contro 100.000 dirigenti uomini (atti del convegno, pag.3).
“Quasi una donna occupata su 4 lascia il lavoro dopo il primo figlio” (…) “per 2 lavoratrici su 3 a causare l’allontanamento proprio l’impossibilità di far camminare insieme casa e lavoro per la cronica carenza di asili nido, strutture ricettive anche aziendali o semplicemente di un supporto familiare”.
C’è altro da aggiungere?

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