Violenza sugli animali “no profit”. E Bovalino inizia la sua battaglia

Sab, 27/06/2015 - 17:30
Di fronte ai problemi legati al fenomeno del randagismo emersi nei giorni scorsi si sta muovendo un gruppo di animalisti per dare voce a chi purtroppo non ce l’ha.

Mark Twain scrisse: “Il cane è un gentiluomo”. Victor Hugo si chiese: “Se guardi negli occhi il tuo cane, come puoi ancora dubitare che non abbia un’anima?”. Lord Byron per il suo amato labrador scrisse sulla sua tomba: “Qui sono sepolti i resti di uno che possedeva Bellezza senza Vanità, Forza senza Indolenza, Coraggio senza Ferocia, e tutte le Virtù dell’uomo senza i suoi Vizi”. Potrei andare ancora avanti e citare tutto l’amore che i grandi scrittori hanno dimostrato verso gli animali, verso i cani, ma toglierei troppo tempo al lettore.
L’amore incondizionato degli animali però non sempre è contraccambiato dall’uomo e questo ce lo dimostra l’ultimo episodio di inaudita violenza accaduto a due poveri randagi a Bovalino. Lunedì sera in Via XXIV Maggio due, o forse tre bestiole sono state prese a bastonate e di loro oggi non si trova traccia. L’unico segno ancora visibile sono le grandi chiazze di sangue lasciate sul marciapiede.
Si parla troppo spesso di educazione alla civiltà, ma se la gente considera atti vandalici e incivili i cassonetti della spazzatura incendiati quasi una volta a settimana, allora la violenza gratuita sui randagi come si può definire? È questo il paese che vogliamo?
Di fronte a tutto questo però Bovalino non sta a guardare e negli ultimi giorni si sta muovendo un gruppo di animalisti per dare voce a chi purtroppo non ce l’ha. Ma c’è anche chi da sempre dà conforto ai piccoli amici “accampati” per le strade del paese porgendogli una ciotola di cibo o addirittura portandoli a casa in attesa di una famiglia che li adotti. Tutto questo però non è facile e spesso non si ricevono aiuti da parte di enti pubblici.
«Negli anni passati quando trovavo un cane ho sempre fatto denuncia ai comuni per abbandono di animali, ma la risposta è stata sempre la stessa: “non possiamo gestire la problematica”». È Mariarita Romeo che risponde alle mie domande sulle difficoltà e responsabilità che si affrontano quando si decide di aiutare un randagio. Le storie di abbandono sono tante ed è sconcertante immaginare le condizioni in cui vengono trovati gli animali: «Ho Valentina ormai dal mese di febbraio e ancora non ho trovato nessuno che la adotti. È faticoso trovare una famiglia, ma col tempo ce la faccio e sono sicura che il momento arriverà anche per lei».
I vicini di casa come reagiscono davanti ai trovatelli che ospiti?
«Non sempre le persone capiscono, anzi a volte si dimostrano dei veri mostri. Una volta ho trovato uno dei miei gatti ucciso e gettato nel cesto della spazzatura del condominio, come se fosse un avvertimento. Sono stata male per giorni” ».
Accogli animali da sempre, ma c’è chi è disposto ad aiutarti nelle spese mediche?
«Anche questo è un grosso problema, perché oltre alla responsabilità di tenere più animali in casa, ci sono anche le spese economiche che spesso sono a carico personale. Fortunatamente ci sono veterinari che grazie al loro amore per gli animali sono disposti a fare alcuni vaccini e operazioni senza chiedere nulla in cambio».
Sara Schirripa collabora con un’associazione no profit che si occupa del mantenimento dei randagi.
È difficile trovare una famiglia che adotti un cane?
«Dipende da età e sesso dell’animale. Purtroppo spesso chi adotta evita gli animali troppo grandi o le femmine per questo sosteniamo la campagna di sterilizzazione».
Come avvengono le adozioni?
«Le associazioni a proprie spese sterilizzano gli animali ai quali vengono messi anche i microcip, ma qui da noi evitano di prenderli forse perché poi lo scopo è quello di abbandonarli. Per questo la maggior parte delle adozioni avviene al Nord. Non manca però chi accoglie uno dei trovatelli in casa anche nelle nostre zone».
Cos’è che manca perché finisca la violenza sugli animali?
«L’informazione: la società deve essere sensibilizzata. Adesso a Bovalino dopo l’ultimo episodio c’è la paura che venga fatto del male anche ai propri cani, per questo la gente deve essere informata. Una volta che ci si prende cura dell’animale è necessario sterilizzarlo per il suo bene e per chi lo adotta».
Ho ascoltato anche Angela Aguì, amministratrice di un numeroso gruppo di animalisti bovalinesi che negli ultimi giorni sta cercando una soluzione al problema del randagismo in paese.
«Dal punto di vista legale abbiamo inviato una richiesta al comune per la formazione di un’associazione e per l’ottenimento di un terreno adibito all’accoglimento dei randagi che è inoltre servito da rete idrica, elettrica e fognaria».
Il vostro movimento è affiancato da molta gente?
«Tutta Italia è accanto a questo problema. Sono stati contattati gli ex ministri Brambilla e Meloni, personaggi dello spettacolo e animalisti e le loro disponibilità sono state già confermate. Inoltre si organizzerà una manifestazione contro questa barbarie. Attendiamo però la risposta dei Commissari».
Le atrocità fisiche e psicologiche che subiscono questi animali devono trovare una fine. Ciò che consola è che Bovalino è pronto a combattere questa battaglia, perché se si parla di diritto alla vita, allora che questo valga anche per i nostri Amici a quattro zampe.

Autore: 
M. Cristina Caminiti
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