Voti e “locali” di ‘ndrangheta in Lombardia del 416 bis

Mar, 13/02/2018 - 15:20
Giudiziaria

Nessuno vuole i voti delle ’ndrine. È ovvio. Quasi banale. I “voti” degli “uomini d’onore”, quelli che sono rifiutati “a prescindere”, non si trovano solo nella “periferica” Calabria ma anche dove si vota per i candidati del Centro Nord Italia.
Questa settimana ricordiamo ai lettori che le cosche della ’ndrangheta possono avere voti, e quindi sostenere candidati, in alcune località della “Lombardia”.
Dagli esiti investigativi della Procura della Repubblica di Milano, Direzione Distrettuale Antimafia, confluiti nell’operazione “Infinito” si trova descritta la struttura 'ndranghetista come organizzata in un'autonoma associazione, denominata "La Lombardia", che provvede al coordinamento delle locali denominate Milano, Cormano, Bollate, Bresso, Corsico, Legnano, Limbiate, Solaro, Pioltello, Rho, Pavia, Canzo, Mariano Comense, Erba, Desio e Seregno; e, indipendentemente dalla partecipazione ad una singola locale, tutti gli Imputati di quel procedimento penale, gran parte definito in Cassazione, sono accusati di avere fatto parte dell'associazione di tipo 'ndranghetista denominata "La Lombardia".
Sempre secondo l'ipotesi accusatoria tale associazione mantiene autonomia da quella che può essere definita la "casa madre" calabrese, pur in presenza di riconosciuti legami organici tra i soggetti operanti in territorio lombardo e quelli facenti capo a quest'ultima e pur postulandosi l'inserimento de "La Lombardia" in una struttura di riferimento, i cui organi provvedono al coordinamento delle attività complessive e degli assetti delle autonome articolazioni territoriali.
Del resto, anche la Suprema Corte ha avuto occasione di soffermarsi su questo particolare fenomeno di organizzazione dell'associazione di cui all'art. 416 bis c.p., affermando che "la connotazione mafiosa o camorristica di un’associazione per delinquere inerisce al modo di esplicarsi dell'attività criminosa, e non già al luogo di origine del fenomeno criminale, sicché è irrilevante che, sia pure a fini strategici, la stessa possa avere dei collegamenti con la "casa madre" di riferimento, quali la mafia, la camorra o la "ndrangheta".
Del resto l'associazione ex art. 416 bis c.p. può, invece, anche essere diretta a realizzare, sempre ricorrendo alla forza d'intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, taluno degli altri obiettivi indicati dalla norma medesima, fra i quali anche quello, assai generico, costituito dalla realizzazione, di "profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri". E questo in Calabria come in Lombardia.
E come in alcune indagini “calabresi” anche “giù” al nord si è registrato un pranzo "elettorale" che si è svolto presso un ristorante al fine di presentare e sostenere la candidatura di un soggetto alle elezioni comunali di Cologno Monzese.
C’è stato anche un appartenente alla ’ndrangheta, tale M.V., quale elemento di vertice era legittimato a partecipare ai summit de “La Lombardia” nei quali si decidevano le strategie, gli equilibri relativi alle locali e si nomina il rappresentante generale; intrattenere rapporti con esponenti politici locali e che, “inoltre crea un movimento politico per partecipare alle elezioni amministrative del 2010 del comune di Bollate al fine di garantire a sé e ad altri associati commesse pubbliche nel settore edilizio”.

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