Zavettieri declina l'invito di Falcomatà a partecipare al saluto del Prefetto Michele Di Bari

Gio, 09/05/2019 - 10:40

Di seguito la lettera con cui il consigliere metropolitano Pierpaolo Zavettieri ha rifiutato l’invito rivolto dal sindaco della Città Metropolitana, Giuseppe Falcomatà, per partecipare al saluto del Prefetto Michele Di Bari, che lascia la città di Reggio Calabria.

Egr. Sindaco,

mi corre l’obbligo ringraziarLA per il cordiale invito rivoltomi in occasione della partenza del Prefetto Michele di Bari che lascia la guida della Prefettura di Reggio Calabria per altro superiore incarico. Tuttavia attendo ancora una risposta alla richiesta di convocazione per lo svolgimento di un consiglio metropolitano ad hoc sulla delicata tematica degli scioglimenti dei consigli comunali, propostoLe dal Sottoscritto e mai convocato (richiesta formalmente avanzata per 2 volte nel corso degli ultimi 12 mesi e verbalmente riproposta in più sedute di consiglio metropolitano).

Ciò che risulta più grave da parte sua però è l’aver ignorato l’ultima delle richieste summenzionate poiché sottoscritta da più di un terzo dei consiglieri metropolitani e che, ai sensi del regolamento per il funzionamento del consiglio metropolitano, avrebbe dovuto essere obbligatoriamente convocato. Ciò premesso, nonostante il Suo garbato invito, il sottoscritto Le comunica che non ritiene opportuno partecipare (perché sarebbe una presenza esclusivamente formale) ad una cerimonia di saluto al Prefetto di Reggio Calabria Dott. di Bari che passerà alla storia di questa Città Metropolitana come il protagonista del maggior numero di proposte di scioglimento di consigli comunali e di interdittive antimafia ad imprese, provvedimenti, non solo ad avviso dello scrivente, largamente ingiustificati.

A maggior ragione se consideriamo che i comuni, presenti a pieno titolo nella nostra Costituzione e che l’attuale “Città Metropolitana” ha voluto celebrare con una importante e condivisa iniziativa, non godono più di alcuna reale discrezionalità ed autonomia amministrativa e sono schiacciati dal timore di incorrere in provvedimenti sanzionatori e negativamente etichettanti, che alcune prefetture propongono e/o avallano senza opportune e adeguate verifiche e senza alcun contraddittorio (come voleva simboleggiare la “Spada di Damocle”, citata nella famosa lettera dei “51 sindaci” inviata al Ministro dell’Interno nel 2017 e nel 2018).

A fare da cornice a quanto sopra esposto annoveriamo gli ultimi due scioglimenti, occorsi nell’arco di una sola settimana, quello di Palizzi, che si è caratterizzato anche per una tempistica “sorprendente”, a liste elettorali presentate ed elezioni già in corso e quello di Stilo giunto in queste ore (ovviamente comunicato prima agli organi di stampa che allo stesso comune) che ha addirittura dell’incredibile se si considera che solo nel marzo 2014, il Ministero dell’Interno aveva ritenuto di non procedere allo scioglimento per infiltrazioni mafiose, in esito ai sei mesi di verifica effettuati dalla commissione d’accesso agli atti, inviata a Stilo la prima volta.

La cosa più sconcertante stavolta è che a Stilo la Commissione d’Accesso si è insediata dopo che al Sindaco, Giancarlo Miriello, hanno incendiato la casa e a seguito dello svolgimento di un comitato d’ordine e sicurezza straordinario, svoltosi proprio in quel territorio il 25 giugno 2018, dove è emerso, attraverso le parole del Prefetto che la vallata dello Stilaro poteva essere considerata un’isola felice rispetto alla piaga della “ndrangheta” e che “la delittuosità in quel territorio risultava essere ai minimi storici”. Che dire, salutiamo il Prefetto che sicuramente ricorderà la Calabria, ma che con pari certezza sarà ricordato dalla sana, onesta e stragrande maggioranza dei cittadini calabresi! …che non vogliono perdere la speranza e continueranno a lottare per questa meravigliosa terra e per lo stato di diritto!

Consigiere Metropolitano Pierpaolo Zavettieri

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