ZES: il sogno diventa realtà

Dom, 11/02/2018 - 13:00

La scorsa settimana è finalmente arrivata la firma del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri relativo alle Zone Economiche Speciali. La sottoscrizione di Paolo Gentiloni, annunciata via Twitter dal Ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti, dà ufficialmente il via alla costituzione delle ZES, attuando concretamente le misure previste dal Decreto Sud nell’estate del 2017.
Ricordiamo che lo scopo delle ZES è quello di creare condizioni economiche, finanziarie e amministrative che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. Il DPCM firmato lo scorso 25 gennaio, pertanto, disciplina anche nel nostro Paese le procedure e le condizioni per l’istituzione di Zone Economiche Speciali in aree geograficamente delimitate e chiaramente identificate, situate entro i confini dello Stato, costituite anche da superfici non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale, e comprendenti almeno un'area di sistema portuale.
L’obiettivo dell’azione di Governo intrapresa a la scorsa settimana è battezzare già entro la fine di febbraio le prime due Zone, quella di Napoli – Salerno e la nostra, a Gioia Tauro, una fretta probabilmente giustificata dal fatto che il loro avvio potrebbe essere inteso come segno tangibile dell’attenzione che l’attuale maggioranza sta dedicando al Mezzogiorno in vista delle Elezioni Politiche del 4 marzo.
Grazie al DPCM è già stato stabilito che le ZES godranno di un credito d’imposta per investimenti potenziato fino a 50 milioni (quello usuale ha un tetto massimo di 15 milioni ed è dedicato esclusivamente alle grandi aziende), tempi dimezzati per autorizzazioni, procedure e oneri amministrativi per l’apertura di nuovi stabilimenti e la possibilità, per chi amministra le ZES, di chiedere al Governo di esercitare il potere sostitutivo. Le altre misure che dovrebbero attrarre gli investitori saranno invece riportate in altri DPCM in fase di elaborazione per le singole ZES in collaborazione con le Regioni coinvolte nel progetto, all’interno dei quali saranno indicati i requisiti che dovranno avere i piani di sviluppo strategico da presentare al Ministero della Coesione territoriale e i compiti del Comitato di indirizzo delle Zone, nei quali siederanno l’autorità portuale, la Regione, Palazzo Chigi e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Intanto, per la Calabria, l’estensione massima della ZES di Gioia Tauro supererà i 2mila ettari, con una delimitazione cresciuta rispetto a quella prevista inizialmente e articolata anche con gli altri porti e gli aeroporti regionali.
Francesco Russo, assessore regionale con delega al sistema della logistica, sistema portuale regionale e “sistema Gioia Tauro”, non ha esitato a definire la decisione come storica per l’imprenditoria nella nostra Regione, che potrebbe finalmente vivere quella svolta nell’ambito occupazionale e del sistema economico che da molti anni viene ricercata dai nostri enti locali. L’assessore ha assicurato che la Regione non si farà trovare impreparata e ha voluto sottolineare che, parlando di ZES, devono essere definitivamente messi da parte i campanilismi.
«La zona non è di nessuno - ha dichiarato Russo ai colleghi di Zoomsud, - ma di tutta la Calabria e premia l’impegno, la coerenza, la serietà del lavoro che è stato fatto in questi mesi».

Autore: 
Jacopo Giuca
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