«Chiediamo il rispetto dell’opera di Nik Spatari»

Sab, 30/08/2014 - 17:36
L'intervista a Hiske Maas

La volta scorsa avevamo presentato il parco museo laboratorio “Santa Barbara” di Mammola, informando i nostri lettori sulla visita al Musaba, organizzata dall’associazione culturale “Gli amici del libro e della biblioteca”.
Una realtà culturale, una scuola ed un centro d’arte contemporanea che rischia seriamente di scomparire, se non adeguatamente valorizzata.
L’allarme viene lanciato, non solo da parte di comuni cittadini che hanno a cuore le sorti del Musaba, nel suo genere unico nella Locride, ma anche dagli stessi artisti fondatori, Nik Spatari e Hiske Maas.
Proprio Hiske Maas, dichiara al nostro giornale tutto il suo rammarico: “perché ancora una volta il Musaba continua a non esistere per la politica.
Le aree museali e quelle di una certa rilevanza culturale ed artistica della Locride rientrano nei prossimi programmi d’intervento, per i quali già il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha previsto dei finanziamenti, mentre per il Musaba a quanto pare, sembra non esserci nulla all’orizzonte, con il rischio di restare un’opera incompiuta.
A questo punto, aggiunge Hiske Maaas: ci chiediamo il perché? Forse non vogliono che esistiamo?
Eppure, di recente, anche il Ministro agli affari regionali, Maria Carmela Lanzetta ha visitato il Musaba, la quale ha ribadito l’importanza di questa realtà per il territorio.
Ciò che mi spiace che ogni anno dobbiamo ripetere sempre la solita storia.
Quello che poi alla fine dei conti chiediamo è il rispetto dell’opera di Nik Spatari, del suo impegno, della sua creatività artistica, della sua dedizione e di premiare la meritocrazia.
Non solo, non rientriamo nei programmi Ministeriali, ma neanche c’è l’attenzione della politica a livello regionale e provinciale.
Per poi, non parlare del Comune di Mammola.
Da 45 anni che aspettiamo la sistemazione della strada che sicuramente non è un bel biglietto da visita per il turista che viene a trovarci.
Almeno mandassero qualche operaio a togliere di tanto in tanto le erbacce…..?
Una maggiore collaborazione per valorizzare quel poco che abbiamo, penso che torni utile a tutti”.
Comunque, che progetti avreste in cantiere per migliorare il laboratorio?
“Se ci sarà data la possibilità vorremmo terminare quello che abbiamo intrapreso con tanti sacrifici e dedizione per questa terra.
Non vogliamo che questo patrimonio si disperda, ma che sia un bene per il territorio.
In questa prospettiva, vorremmo creare uno spazio espositivo dove, appunto, esporre le opere di Nik e completare l’ex complesso monastico.
Inoltre, continuare a lavorare per rendere il laboratorio una vera e propria scuola di formazione artistica, punto di riferimento per le Università, per le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e ospitare studenti e studiosi d’arte provenienti da ogni parte del mondo.
Per fare tutto questo, però, servirebbe anche avere un sistema di video sorveglianza, perché attualmente non abbiamo nulla, tanti fondi dati a pioggia, mentre quello che c’è qui, è frutto solamente del nostro impegno”.

 

Autore: 
Francesca Barranca
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