È giunto il momento di rilanciare la sanità pubblica di territorio

Dom, 22/11/2020 - 10:30

Il Covid-19 colpisce anche i piccoli paesi calabresi, provocando allarme sociale fra la popolazione. Allarme giustificato, in quanto la sanità pubblica fa acqua da tutte le parti nonostante disponga di personale medico e paramedico che ha professionalità ed etica del lavoro. Chi ha avuto problemi di salute ha potuto constatare la situazione drammatica della sanità. Quanto sia difficile fare una visita specialistica in una struttura pubblica, per cui si è costretti a rivolgersi alle strutture private, dove sono coinvolti gli stessi medici ospedalieri che usano la struttura pubblica per portare i pazienti nelle loro strutture private. Chi non ha la possibilità economica deve rinunciare a curarsi: le cure diventano un privilegio per pochi!
Non bisogna più tacere, la sanità pubblica è stata oggetto di clientele a favore della sanità privata a fini elettorali ed è logorata dalla corruzione. La sanità pubblica territoriale è stata smantellata.
Dopo circa 13 anni dall’annuncio, la costruzione dei nuovi ospedali nei territori calabresi da parte della Regione Calabria è rimasto soltanto un sogno. La cattiva politica e la corruzione hanno impedito di dare un nuovo volto alla sanità in Calabria. Gli ospedali esistenti che operano dei territori sono fatiscenti, lasciati nel profondo abbandono, privi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Gli strumenti in dotazione al personale medico ospedaliero (Tac, Risonanza Magnetica, Ecografia Prostatica e Radiologia) spesso sono rotti, mentre quelli delle strutture private sono sempre efficienti.
Il Covid-19 ha reso palese lo stato della sanità in Calabria. Il virus sconosciuto si diffonde rapidamente nelle case, nei posti di lavoro e persino negli ospedali, provoca paura e ansia fra la gente, in quanto le strutture sanitarie non sono in grado di fronteggiare la situazione.
È necessario aprire un conflitto sociale a livello regionale e nazionale, il diritto alla salute deve essere garantito. Il Covid ha scosso i cittadini, li ha resi più consapevoli e, oggi, manifestano rabbia e risentimento verso la mala sanità.
È giunto il momento di lanciare un piano per la sanità pubblica in Calabria, che significa investire  sugli strumenti scientifici che sono necessari a ridurre le liste di attesa dei pazienti.
La nuova sanità necessita di un salto di qualità, a cominciare dalla realizzazione delle “Case della Salute”, coinvolgendo le potenzialità dei medici di famiglia, affinché ogni cittadino possa recarsi in qualunque momento a chiedere prestazioni sanitarie. Inoltre, una nuova organizzazione della  sanità produrrà nuovi posi di lavoro.
La lotta per il diritto alla salute deve avere un’attenzione particolare da parte delle istituzioni, in quanto coinvolge la vita delle persone, in modo particolare quella degli anziani, che non possono aspettare mesi per una visita specialistica.
Il sindacato a livello unitario deve mobilitarsi per difendere con energia la sanità pubblica. La situazione è drammatica! I sindacati devono lanciare un grido di allarme, devono proclamare lo sciopero generale in tutta la Regione Calabria, chiamando a raccolta i sindaci, i partiti politici, i medici, i paramedici e i cittadini.
È il momento per tutta la collettività calabrese di lottare a viso aperto per dare dignità alla Calabria, farla uscire dalla solitudine.
L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. La Ministra Tina Anselmi, nel 1978, riempì di contenuti l’articolo della Costituzione istituendo il servizio nazionale sanitario, legge 883 del 1978, assicurando il diritto alla salute e la coesione sociale. La Ministra che ha partecipato attivamente alla lotta partigiana per liberare l’Italia dalle angherie del fascismo, nella sua funzione istituzionale ha guardato agli interessi generali del Paese e al bene collettivo. Per tale motivo ha  decentrato il potere per affidarlo alle Regioni.
La Regione Calabria non ha avuto la sensibilità necessaria a tutelare la salute dei suoi cittadini, come invece è avvenuto in molte Regioni virtuose. Ecco il perché dei viaggi della speranza quando si è colpiti da patologie gravi. Bisogna dire basta! Alle clientele, alla corruzione, agli interessi personali; per lavorare nella sanità è necessario avere la professionalità necessaria, la vocazione e un grande cuore capace di trasmettere sorrisi a chi soffre.
È giunto il momento per riscattare la nostra Calabria da vecchie e nuove angherie, nessuno può essere indifferente di fronte ad un dramma sociale che coinvolge l’intera collettività.

Autore: 
Giorgio Castella
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