È tutto buio anche in una mezzanotte artificialmente illuminata

Dom, 06/01/2019 - 12:00

La Città Metropolitana non parla e quando lo fa nessuno sembra ascoltarla. In compenso canta come un usignolo.
Un canto prezioso e costoso dal momento che la sera di fine anno si sono spesi 80mila euro “metropolitani” per un concerto di fine anno a cui avrebbero assistito non più di duecento persone. Roba da teatro di Vienna.
Muta sui problemi seri e veri si nasconde dietro la “festa” senza popolo e senza gioia.
E il Partito Democratico che “governa” e gestisce la Città Metropolitana, duetta come un cardellino.
Ma a cantar molto si perde la voce.
Ottantamila euro non sono una gran cifra, ma la dimostrazione che manca un’Idea di Città Metropolitana, un qualsiasi straccio di programmazione. Tutto si riduce alla mera gestione, all’improvvisazione (a volte alla clientela) e a una sostanziale continuità politica con le esperienze precedenti.
Distrarre il popolo con musica senza idee e rumore senza senso equivale ad adeguarsi al vecchio motto borbonico: festa, focaccia e forca.
Della “focaccia” sembra che i “grillini” vogliono farne la loro bandiera.
Manca la forca ma non le “manette”.
Lo dovrebbe ben sapere il PD che, ha il presidente della Regione “recluso” tra le montagne della Sila.
Rispetto a ciò si registra qualche scialba dichiarazione di solidarietà espressa sottovoce in nome dell’innocentismo, ma nessuna battaglia per la difesa dello Stato di diritto. E un tale atteggiamento, piuttosto che generare solidarietà, provoca indignazione tra le gente comune perché degrada un grande problema politico in una questione di carattere personale. Sembra ed è una difesa di casta che non coincide con la tutela delle Libertà costituzionali.
Ed è così che le parole “Destra” e “Sinistra” perdono di significato. Cambiano le gestioni ma non la politica. Sia chiaro, io non ho mai creduto ad alcuna superiorità morale della “Sinistra” rispetto al pensiero liberale e neanche nei confronti della destra storica.
Una marcata differenza politica però ci deve essere e sarebbe di vitale importanza, altrimenti si perde la bussola… ma non c’è!
E così Salvini che si traveste da poliziotto è tutto un programma. È come se il sindaco si vestisse da capo dei vigili urbani o il ministro della Marina andasse in giro vestito da marinaretto. Il fascino della divisa apparteneva ai Gheddafi, ai Bokassa, ai Saddam e ai dittatori di ogni risma e colore.
Ed è il modo classico con cui una certa “destra” - demagogica e populista - risponde al bisogno di un ordine e di giustizia nascondendosi dietro una vuota divisa.
Per ritornare al tema iniziale un concerto tra i precari o disoccupati avrebbe sommato la festa alla lotta. Un concerto in carcere avrebbe detto che tra i reclusi c’è certamente il “delitto” ma anche tanta umanità sofferente e un conflitto da parte degli emarginati e degli ultimi sia pure mascherato da rispetto della “legalità”. La musica nei reparti di pediatria di tutta la provincia avrebbe avuto il merito di sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale sul dramma della sanità in Calabria; soprattutto oggi, mentre avanza il rovinoso secessionismo delle Regioni ricche. Un bella iniziativa nella tendopoli di Rosarno avrebbe detto al mondo che c’è un’altra Calabria ed esiste un’altra Italia.
Quei duecento impavidi, tristi e solitari spettatori, tormentati dal freddo e che a Reggio ascoltavano il concerto, dimostrano che in Calabria c’è solo tanto buio anche in una mezzanotte artificialmente “illuminata”.
Io comunque non perdo la speranza e quindi auguro a tutti voi un felice 2019.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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