“Chi ha rubato la statua di Sant’Ilarione è una persona moralmente povera”

Dom, 28/10/2018 - 12:20

La notizia ha scosso tutti. Qualcuno si sarebbe impossessato della statuetta lignea di Sant’Ilarione, venerato nell’Eremo che sorge a San Nicola, frazione di Caulonia. Abbiamo intervistato Padre Frédéric Vermorel, anacoreta francese che nel 2003, dopo aver reso l’eremo - un tempo deputato all’isolamento e alla ricerca spirituale - agibile agli ospiti, ha scelto di vivere immerso in questo paradiso naturale.
Stando a quanto diffuso in questi giorni, la vigilia di ferragosto è stata rubata la statuetta di Sant’Ilarione. Com’è potuto succedere?
Non si conosce la data precisa del furto. L’unica cosa certa è che il fatto è anteriore al 21 agosto, data alla quale un visitatore fotografa la sagrestia. Ora, sulla foto, la statuetta non c’è. In quel periodo c’era un gran via vai di gente confluita nella zona per approfittare del vicino lido. La chiesa e la sagrestia essendo sempre aperte era facilissimo portare via la statuetta in una borsa della spesa senza neanche essere notato. Non mi sono accorto del furto prima del mio rientro dalla Francia, a fine settembre. Va precisato che sono ipovedente. Avendo meno del 10% della visione centrale, posso passare a fianco di un oggetto senza notarlo (o senza notarne l’assenza). Ho immediatamente comunicato la notizia del furto al vescovo e fatto denuncia presso la caserma dei carabinieri di Caulonia.
Perché la notizia è stata resa nota solo adesso?
Credo che la notizia sia venuta alla ribalta solo ora perché ne ho parlato ai fedeli convenuti all’eremo sabato scorso in occasione della festa del santo.
In questi mesi gli abitanti di San Nicola non si sono chiesti che fine avesse fatto la statua?
Gli abitanti di San Nicola, così come quelli di Caulonia, frequentano poco l’eremo. Quelli che son venuti alla preghiera tra ferragosto e il 6 settembre, data della mia partenza, probabilmente non sono entrati in sagrestia.
Quando si è accorto del furto come si è sentito?
Ovviamente quando mi sono accorto del furto mi sono sentito male, molto triste e impotente. Vi ho visto il segno di un ulteriore decadimento dei costumi.
Perché puntare su una statua lignea che, come ha dichiarato Monsignor Oliva, “non arricchisce chi l’ha rubata”?
Non so esattamente cosa intenda dire il vescovo quando afferma che un simile furto non arricchisce chi l’ha commesso. Sicuramente questa persona è moralmente povera, per non dire misera. In ogni modo c’è un fiorente mercato delle opere d’arte rubate... Un esperto ha valutato la statua 3000€.
In questi anni oltre a riportare in vita il Santuario di Sant’Ilarione, non ha esitato a denunciare il marcio, come ad esempio l’inquinamento del fiume Allaro e il suo sfruttamento senza regole. Più volte, poi, ha alzato la voce contro la presenza mafiosa. Qualcuno potrebbe averle voluto dare un avvertimento rubando la statua?
Francamente non so né chi, né perché e meno che meno per chi è stata rubata la statuetta. Comunque, se qualcuno voleva darmi un avvertimento, poteva usare un metodo più classico ed esplicito, come bruciarmi la macchina! In ogni modo, non credo di dare molto fastidio alla malavita! Si possono ipotizzare varie spiegazioni al furto, dall’occasione che fa il ladro al piano premeditato, dal devoto del santo desideroso di averne la statua all’esperto che sa bene a chi e quanto venderla. Dio lo sa, il ladro lo sa. Io non lo so.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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