“L’importanza delle mangiate”

Mer, 26/02/2020 - 12:30
Giudiziaria

Nel contesto di una serie di indagini contro la presenza delle ‘ndrine in Calabria o in altre Regioni Italiane un aspetto particolare, individuato in più occasioni, è quello della cosiddetta “importanza delle mangiate”. Le stesse, al pari di altre occasioni di socialità (matrimoni, funerali, battesimi, feste) hanno un forte valore simbolico, in particolare sviluppano nell'associato un forte senso di appartenenza, dotandolo di protezione, audacia, impunità, assistenza. "Gli accomunati ricevevano dall'associazione prestigio, assistenza, protezione, autorità, audacia, impunità”.
La “mangiata”, inoltre, sigilla il contratto che non può essere ratificato nel mondo convenzionale: “la stretta di mano è il gesto troppo debole che non cattura l'immaginazione dei nuovi affiliati e che non riuscirebbe a scoraggiare, in un mondo illegale, opportunistici voltafaccia (…). Il rituale indebolisce le aspettative razionali. I mafiosi che diventano traditori lamentano, invariabilmente, di essere destinati a morire". Il rituale costituisce pertanto (anche) una sorta di precauzione contro i tradimenti.
Le mafie sono incessantemente percorse da incertezza, sfiducia, sospetto, fraintendimenti. Il rituale concede un'effimera certezza: proprio perché è intrinsecamente senza senso, può essere soltanto descritto, non interpretato e quindi frainteso. È privo di ambiguità, un atto che non può essere distorto o negato dai suoi partecipanti. È un chiaro segno che stabilisce la qualificazione di una persona a partecipare alla produzione di protezione autentica e al suo legittimo consumo. “Il rituale – scrivono gli inquirenti, - erge una sottile cortina dalla possibilità onnipresente di contraffazione: circoscrive quelli che possono proteggere rendendoli identificabili tra loro e conferisce autenticità in un mondo che altrimenti la insidia inesorabilmente".
La proliferazione di gradi e cariche all'interno della 'ndrangheta serve a incrementare le opportunità di carriera dei singoli associati e il senso di lealtà verso l'associazione. "L'elevata differenziazione interna di ruoli e posizioni risulta funzionale alla progressione di carriera degli affiliati: la loro fedeltà e il loro impegno possono essere costantemente ricompensati dall'opportunità di raggiungere un grado superiore all'interno della cosca".
L'ingresso nell'associazione mafiosa attraverso il rituale di affiliazione consente al nuovo affiliato di entrare a far parte di un’élite, "trasponendo su di un piano elevato chi fino a un momento prima era collocato nei gradini bassi della società", Prima della cerimonia l'aspirante mafioso non era uomo. Era solo dopo di essa che il giovane diventava uomo, con la considerazione e il rispetto che l 'affiliazione si portava dietro". L'affiliazione determina un cambiamento di status, di rapporti, e crea una sorta di "uomo nuovo" e la ritualità è coessenziale a tale trasformazione. Ma anche la giurisprudenza di legittimità, come diffusamente si è già affermato, riconosce che la partecipazione al summit non può essere accostata alla "frequentazione di mafiosi per ragioni di parentela, affetti, amicizia, comune estrazione ambientale o sociale, per rapporti di affari, per occasionali o sporadici contatti, soprattutto in occasione di eventi pubblici (cortei, feste, funerali, ecc.) in contesti territoriali ristretti"' (Cass. 24.469/09), che di per sé sola non può costituire prova dell'appartenenza e ciò in quanto, come viene qui di seguito dimostrato, i summit non sono mere riunioni conviviali ma momenti essenziali della vita stessa dell'associazione mafiosa.

Rubrica: 

Notizie correlate