“La prevenzione nel sistema sanitario pubblico deve essere una priorità”

Ven, 15/05/2020 - 10:30

 Il potenziale distruttivo - in termini di vite umane - dell'attuale emergenza epidemiologica ci lascia in eredità la consapevolezza delle molte falle che rendono il sistema sanitario pubblico inadeguato nel fronteggiare momenti di urgenza clinica e necessità alle cure dei Cittadini, nei casi di sovraccarico delle strutture sanitarie.
La prevenzione e l'adozione di adeguati protocolli nell'ambito delle attività sanitarie, rappresentano il vademecum della gestione e della responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute (costituzionalmente garantito dall'art. 32), per affermare il quale lo Stato ha l'obbligo giuridico di garantire l'adeguatezza delle prestazioni sanitarie.
 Le istituzioni preservano la doverosità etica nel favorire le misure che consentano tangibilmente  l'attuazione delle suddette misure, anche attraverso l'idonea dotazione di personale medico e paramedico.
Supportano tale esigenza di tutela collettiva, la disponibilità assistenziale ed il riconoscimento - previo corretto inquadramento giuridico della categoria contrattuale di appartenenza - della dignità della professione medica del gruppo di quindici Professionisti (definiti " Medici utilizzati") provenienti dal Servizio di Continuità Assistenziale, giudicati dalla Commissione Medica Aziendale "non idonei" a svolgere la funzione di medico CA e dislocati nel territorio facente capo il Distretto Sanitario Ionico.
Per le finalità di cui si è detto, ho ritenuto doveroso sottoporre la questione all'attenzione della Dirigenza Commissariale dell'ASP di Reggio Calabria, affinchè venga richiesta la valutazione presso l'ente Regione Calabria dell'opportuno riconoscimento di tali prestazioni assistenziali.
I Medici sono già individualmente titolari di idoneo contratto a tempo indeterminato  e svolgono da anni mansioni ed incarichi di responsabilità professionale (garantendo di fatto l'attuazione dei servizi LEA) ma fattivamente registrano un ingiusto danno professionale e finanziario (oltre al mancato riconoscimento delle ferie, dei periodi di malattia, delle prestazioni previdenziali e dell'avanzamento di carriera) relativo all'inadeguatezza dell'inquadramento giuridico contrattuale, il quale si traduce anche in incertezze  e perplessità operative nella copertura assistenziale delle prestazioni di base medica gratuita.
Oggi, più che in passato, dobbiamo conferire il giusto valore alla tutela della salute pubblica, attraverso scelte politiche ed amministrative coraggiose e lungimiranti, idonee a potenziare il sistema sanitario in tutte le sue sfaccettature.

Raffaele Sainato
Consigliere Regionale della Calabria

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