“La Strada dei Due Mari”: Turismo e cultura per il rilancio di un territorio

Dom, 07/06/2020 - 17:00

La vera casa dell’uomo non è l’abitazione ma la strada, la quale, come la vita, è un viaggio da assaporare piano piano, possibilmente percorrendola a piedi.
All’interno della rivalutazione del territorio dal punto di vista turistico e ambientale, con i tanti  della Piana, e nel ricordare un percorso naturalistico da assaporare con amici e familiari, o meglio, in una paradisiaca solitudine per godere quel rilassante silenzio che parla… privo di Covid-19,  l’associazione “Benessere per la Jonica” propone all’attenzione degli Organi Competenti la dimenticata strada provinciale 1, ex SS 111, oggi sostituita dalla moderna SGC 682 Jonio-Tirreno.
Coloro che per diversi motivi hanno frequentato la Piana di Gioia Tauro non possono dimenticare la vecchia statale che da Locri porta a Gioia, passando da Gerace, Canolo, attraverso lo Zomaro, fino a raggiungere Cittanova e Taurianova, con la facoltà di immettersi nella SS 18 Tirrenica che, da Reggio Calabria, porta a Napoli, in quel percorso già creato centinaia di anni or sono dai Romani.
Un itinerario irto e sinuoso, pieno di colori, viste stupende e brezza mutevole rigenerante, a volte calda a volte fresca, che sembra interminabile e avventurosa, ma premiante sia alla meta che nel tragitto. L’intento per chi veniva dal Tirreno era quello di scoprire un altro mondo, quello in cui, sulla Costa greca dei Gelsomini vide gli albori per la prima volta l’Italia - Itala - che dopo innumerevoli curve e saliscendi, tra le montagne del Parco Nazionale dell’Aspromonte e le colline di Gerace, voleva dire conoscere gente e luoghi diversi, dialetti e credenze che segnavano altre origini e altri avi. La distanza di una cinquantina di chilometri non contava, solo il primo passo era difficile, e percorrendo quella via impervia, si apprendeva la vita, si conoscevano le persone: in una terra difficile come la Calabria, quel cammino per tanti serviva a sanare le ferite e sperare in un giorno migliore, consci che solo i demoni potevano percorrere strade dritte.
Il tragitto può ancor oggi usufruire di una variante, la SP 5 con un percorso simile a quello della SGC 682 Jonio-Tirreno (Gioiosa-Rosarno): inizia a Rosarno, passa per Melicucco, Polistena, Cinquefrondi e, attraverso il Passo della Limina raggiunge i paesi di Mammola e Marina di Gioiosa Jonica e quindi la costa Jonica sulla SS 106/E90, Reggio Calabria-Taranto: sono entrambe strade meno comode, ma ai loro bordi crescono ancora i fiori.
Il camminamento realizzato in epoca Borbonica per gli abitanti della Piana sembrava un miracolo. L’alba che maestosa sale dal mare era, alla prima impressione, la grande differenza che distingueva due mondi per loro abituati a vedere il sole colorare di rosso al tramonto prima di tuffarsi dietro lo Stromboli. Vivevano guardando a Ovest, e con la “Due Mari” scoprirono come guardare dallo Jonio a Est. I due versanti collegati hanno in comune la vista di torrenti, boschi, uliveti giganteschi, la fiumara del Serra e il rumore della cascata dell’Incudine, che ci fa ripensare a una poesia (Cittanova) di Alberto Cavaliere: “E salgo verso lo Zomaro, l’incudine selvaggia mi sorride all’improvviso. Se qualche volta sogno un paradiso è il paradiso della solitudine. Ed è perciò che, dopo quarant’anni, di tanto in tanto, medito il ritorno pur se non troverò, tornando un giorno, la mamma il babbo ed il vecchio zio Giovanni…”
Rileggendo questi versi si riassapora la nostalgia di tempi passati quando, il 1º maggio, i paesi limitrofi della Piana si svuotavano e la gente, chi in macchina e chi a piedi per voto, si recava al Santuario Jonico della Madonna della Grotta di Bombile. Ancor oggi non tutte le macchine ci arrivano facilmente, le soste durante il tragitto erano, tante ma sapevano di immenso nel vedere le meraviglie della natura circostante. E senza aspettare molto, arrivati alla piana dello Zomaro, ci pensava la nonna e la mamma a tirare fuori il pane con la frittata di asparagi e rifocillare grandi e piccoli senza pensare che il peggio doveva ancora venire. Difatti la discesa verso Locri, passando per il Passo della Zita ed il Borgo di Gerace, non era certo il chilometro più bello d’Italia, ma un susseguirsi di curve e strette carreggiate negli anni migliorate. Gerace Normanna, e ricca di chiese e borghi, è da sempre legata alla Piana, a partire dalle parentele della dominazione dei Grimaldi, ma differiva dalla Locri Epizephiri che aveva più antica parentela nella località della Costa dei Greci.
Con i suoi mari, con le sue spiagge, con le foreste e le montagne, il percorso della vecchia “Due Mari” è magico. Una strada ricca di spettacoli della natura che dall’entroterra porta ai litorali dove si può godere di due splendide coste (tirrenica e ionica), ricche di luoghi anche agli autoctoni tutt’oggi non del tutto noti. E così, spaziando tra le due riviere, il percorso ci inebrierà di profumi addentrandoci in luoghi ricchi di storia, arte e natura da gustare in clima accogliente, paesaggi incredibili tra litorali rocciosi alternati ad arenili di sabbia fine e candida. Lungo la ionica dei gelsomini, in cui non mancano le zone ricche di vegetazione, si potranno visitare unitamente arte e storia nei numerosi borghi tra i più belli d’Italia.
La proposta di “Benessere” ha lo scopo di rafforzare l’immagine del territorio dell’area jonio-tirrenica, valorizzando gli aspetti consolidati nel tempo, in quanto circoscrizione con risorse culturali, materiali e immateriali con forti specificità locali. Si chiede agli enti locali e agli operatori privati dell’area in questione di creare un tavolo di coordinamento per la promozione turistica della “Due Mari” e del contesto da questa attraversato.

Autore: 
Franco Napoli
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