“Mandamento Jonico”: cadono le accuse nei confronti di Rosario Staltari

Lun, 13/04/2020 - 10:30

Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria presieduto dal Dott. Antonio F. Genovese, ha accolto l’appello proposto dagli Avv. Mario Mazza ed Antonio Catanzariti nell’interesse di Staltari Rosario cl. 47, disponendo l’immediata liberazione dello stesso.
Staltari Rosario è imputato in attesa di giudizio nel procedimento denominato Mandamento Jonico per il reato di cui all’art. 416 bis CP, per il quale i difensori avevano proposto già nel 2017 e nel 2018 diverse richieste di annullamento della misura limitativa della libertà disposta dal GIP di Reggio Calabria nei confronti dello stesso.
Nel corso del procedimento i difensori dimostravano la infondatezza dell’accusa attraverso un’articolata ed approfondita attività difensiva svolta anche attraverso l’utilizzo di investigazioni private, assunzioni di testimonianze, e ben tre consulenze tecniche antropometriche le quali tutte escludevano la possibilità di identificare lo Staltari nel soggetto video ripreso in data 3.4.2010 in Bovalino, smentendo l’identificazione effettuata dal ROS di Reggio Calabria.
Gli Avv. Mario Mazza ed Antonio Catanzariti all’esito degli accertamenti tecnici proponevano diverse istanze di revoca della misura coercitiva, per essere venuti meno i gravi indizi di colpevolezza dal momento che la gravità indiziaria era rappresentata solo ed esclusivamente dall’identificazione dello Staltari nelle video riprese del 3.4.2010, circostanza che veniva smentita scientificamente delle consulenze esibite.
Le varie istanze venivano rigettate dal GIP, e successivamente gli appelli proposti venivano previa riunione rigettati dal TDL sulla base del riconoscimento effettuato dal ROS, nonostante che il RIS di Messina, su richiesta del PM, aveva concluso il proprio elaborato sostenendo che gli elementi valutati erano insufficienti per un confronto identificativo antroposomatico.
I difensori proponevano Ricorso per Cassazione avverso tale rigetto sostenendo che la scarsa definizione delle immagini estrapolate dal video non consentivano di giungere ad un giudizio positivo di comparazione, per come affermato dal TDL in modo apodittico e senza alcun riscontro probatorio, sostenendo altresì che il TDL non aveva correttamente valutato la prova scientifica effettuata dal RIS e le consulenze redatte dai tre periti della difesa.
Il Ricorso veniva accolto dalla Suprema Corte di Cassazione la quale condividendo le argomentazioni degli Avv. Mazza e Catanzariti richiamava i principi di diritto sulla necessità che la motivazione redatta dal Giudice di merito deve essere adeguata, esente da vizi logici ed errori di diritto, rimettendo al Tribunale di Reggio Calabria per un nuovo giudizio.
Il Tribunale del Riesame nonostante le indicazioni della Suprema Corte rigettava nuovamente la richiesta di revoca della misura custodiale per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza sostenendo che da una visione e comparazione dei fotogrammi con il soggetto Staltari emergeva ictu oculi un giudizio di piena compatibilità tra i caratteri fisici dei due soggetti, nonostante le contraddizioni emerse dalle consulenze della difesa e dalla relazione effettuata dal RIS.
La difesa proponeva ulteriore ricorso per Cassazione sostenendo ancora una volta che era stata dimostrata con elementi scientifici l’impossibilità di identificare il soggetto video ripreso nello Staktari e che attraverso i particolari antroposomatici vi era una macroscopica differenza dell’altezza del soggetto video ripreso con l’altezza dello Staltari, per cui il ragionamento effettuato dal Tribunale del Riesame era apodittico ed in contrasto con i principi di diritto in materia affermati dalla giurisprudenza di legittimità.
La Corte di Cassazione accoglieva il ricorso proposto dalla difesa dello Staltari condividendo i motivi e le censure mosse rimettendo nuovamente al Tribunale del riesame di Reggio Calabria per un nuovo provvedimento.
Finalmente il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria preso atto delle decisioni della Suprema Corte e della documentazione fornita dalla difesa dello Staltari, accoglieva il ricorso ritenendolo fondato, disponendo l’immediata liberazione dello stesso.

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