“Qualcuno ha riscritto la mia vita con altro inchiostro”

Dom, 22/11/2020 - 16:30

 

Questa settimana abbiamo incontrato presso la nostra redazione l’avvocato di Locri Pino Mammoliti. Durante la nostra bella chiacchierata, ancora disponibile sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube, abbiamo avuto modo di parlare di pandemia, sanità, politica regionale, del futuro del nostro comprensorio e della sua personale vicenda giudiziaria.
Siamo immersi nella storia, questa emergenza sanitaria ci ha sconvolto la vita. Tu come l’hai vissuta?
Con l’ansia dell’ignoto, con la paura, perché si perde di vista la razionalità, cerco di mantenere, per quanto possibile un distacco mentale. La paura, comunque, non può avere il sopravvento sulla speranza.
Secondo te come andrà a finire?
Come italiani la viviamo come una sorta di “sindrome di Stoccolma”, cioè, per paura di non commettere errori, rispetto ai quali il virus sarebbe implacabile, rischiamo di fare proprio ciò che il Covid voglia che si faccia.
Cosa pensi della vicenda del Generale Saverio Cotticelli?
Dobbiamo ringraziarlo per la figura che abbiamo fatto. Mettendo in evidenza le criticità della Sanità calabrese permette di indagare sui mali della sanità in più parti della regione. Cotticelli è una male sfumato, vista la sanità noi dobbiamo sopportare un Covid perenne.
Non pensi che il problema sia l’emigrazione sanitaria?
Il vero problema è che non ci sono uomini capaci ai vertici.
Elezioni Regionali: a Locri ci saranno molti candidati?
Sicuramente ce ne sono due importanti: Giovanni Calabrese e Raffaele Sainato. Penso che per il bene della città di Locri fosse sufficiente un solo candidato per area politica.
E la sinistra?
Abbiamo la pessima abitudine di identificarla con il Partito Democratico, ma così non è. La sinistra è composta da tutte le persone che non fanno parte del PD.
Ma in Calabria c’è la sinistra?
Chi dovrebbe rappresentarla? Enza Bruno Bossio e il marito? Alle Regionali dovrebbero trovare un candidato unitario nel Centrosinistra. Solo questo avrebbe un senso. Occorrerebbe trovare candidati colti e autorevoli. Sembra, invece, che si stia cercando un candidato per perdere.
Parliamo di te. Come procede la tua vicenda giudiziaria?
Sono stato sotto controllo per nove anni e ciò che mi mortifica è che chi ha portato avanti questo progetto, con una ferocia inaudita, l’ha fatto riscrivendo con altri titoli, con un altro inchiostro, quella che è la mia vita.
Che rapporto hai con il vescovo Francesco Oliva?
Mi nutro delle sue conversazioni, della sua gentilezza e nobiltà d’animo.
Ho davanti un articolo del 2014 dal titolo “Ancora un Natale in carcere”. Che ne pensi di chi è sottoposto a ingiusta detenzione?
Ho il massimo rispetto per chi lavora per eliminare il marcio dalla nostra società, ma ho anche il massimo rispetto per chi si trova ingiustamente in carcere.
Sempre nel 2014 abbiamo organizzato un convegno dal titolo: “Locri-Siderno: città unite”. Tu vedi meglio le città unite o divise?
Unite. Innanzitutto perché siamo già uniti dalla povertà. Un’unica città sarebbe la soluzione a tanti problemi.

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