“Restanza”, un festival di musica internazionale per far risorgere Bovalino

Dom, 13/10/2019 - 18:00

Venerdì scorso, al Comune di Bovalino, è stato presentato l’International Music fest “Restanza”, una rassegna musicale che si svilupperà attraverso nove concerti che si svolgeranno tra Ottobre e Maggio al Castello Normanno di Bovalino Superiore, al Caffè Letterario “Mario La Cava” e alla Sala concerti “Elettroacustica Store & Service” di Bovalino.
A presentare la rassegna Ruggero Brizzi, un bovalinese trasferitosi da ormai una decina d’anni nella provincia cosentina e impegnato da tempo nell’organizzazione di eventi e concerti, che ha ideato il festival assieme a un gruppo di amici.
«Qualche mese fa - ha raccontato Ruggero, - assieme a Domenico, Francesco, Giuseppe, Manuel, Nicodemo e Samuel, abbiamo deciso di realizzare anche a Bovalino una rassegna musicale di respiro internazionale che godesse della nostra collaborazione con l’agenzia musicale catanese diretta da Paolo Mei “Rocketta”.
«Abbiamo scelto come nome “Restanza”, - ha continuato Ruggero, - un termine coniato recentemente da professore Vito Teti per indicare la volontà di cambiare i nostri luoghi di origine e di realizzare, assieme a chi è rimasto o ha deciso di tornare, progetti di cambiamento che diano nuova linfa vitale ai nostri luoghi. Questo concetto è ben rappresentato dal logo realizzato da Giuseppe Albanese per la manifestazione, che è costituito proprio da una resa grafica della parola “Restanza”, in cui le parti mancanti delle lettere simboleggiano chi se n’è andato dalla nostra terra, mentre quelle visibili chi sta lavorando alla ricostruzione. Dopo “resta”, inoltre, è stato inserito un punto che vuole proprio essere un invito a fermarsi a riflettere, a capire come riorganizzarsi per dare un futuro al nostro comprensorio.
«Come molte delle attività che nascono sul nostro territorio, purtroppo, nemmeno noi abbiamo soldi, ma grazie alla grande forza di volontà di tutti coloro che stanno partecipando alla realizzazione di questo progetto abbiamo già organizzato a costo zero un service per tutte le serate che, ci auguriamo, potranno dare forza al rilancio culturale di Bovalino.
«La manifestazione, infatti, promette di dare una nuova interpretazione ai concetti di “ascolto”, “contagio” e “stima”, che abbiamo posto alla base del festival.
«Per “ascolto” noi non intendiamo solo il “sentire”, ma anche il “sentore”, perché nella società contemporanea, in cui siamo abituati a cambiare canzone ogni trenta secondi, è importante partecipare a un evento che ci invita all’ascolto facendoci fermare nei luoghi e senza donarci più solo quelle emozioni preconfezionate alle quali ci ha abituato la musica industriale.
«Il concetto di “contagio”, invece, è una declinazione di quello, oggi abusato in ogni campo, della “contaminazione”. Grazie al passaparola siamo già riusciti a coinvolgere i nostri più bravi artisti locali, da Cavallaro a Guadagnino, da Mujura a Paolo Sofia e, nonostante abbiamo spiegato loro che la nostra manifestazione si svolgerà volutamente in serate infrasettimanali del desolante inverno della Locride, in un posto altrimenti poco frequentato come il Castello di Bovalino Superiore, abbiamo riscontrato in loro un entusiasmo che ci fa ben sperare che questa manifestazione possa diventare una malattia serpeggiante non solo tra gli artisti che sentono la necessità di suonare, ma anche tra il pubblico che, fatta esperienza di una serata di qualità, desideri viverne ancora e ancora.
«Il concetto di “stima”, infine, è forse quello maggiormente importante dal punto di vista culturale. Va di pari passo con il tema della valorizzazione e fa riferimento alla pochissima stima che possediamo non solo dei nostri luoghi, spesso colpevolmente trascurati, ma anche del tempo, cui diamo poco valore a causa delle mille cose che abbiamo da fare. Ecco, noi vorremmo ridare valore a questo tempo e ai nostri luoghi facendo capire che anche una serata di mezzo inverno, in cui molti avrebbero potuto pensare di non avere nulla da fare, possa non andare sprecata grazie alla presenza di un evento unico come solo le nostre serate sapranno essere».
Grazie alla collaborazione con “Rocketta”, ha specificato infine Brizzi, il programma sarà tutto basato sulla “fattività”, ma ciò nondimeno coinvolgerà artisti e gruppi musicali provenienti da tutta Europa, che promettono di rendere l’inverno di Bovalino più eccitante che mai.

Autore: 
Jacopo Giuca
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