“Sciàlatela”, piatto ricco mi ci ficco

Dom, 21/04/2019 - 12:40

“Sciàlatela”, l’ambizioso progetto di marketing territoriale della Città Metropolitana era stato presentato, il 2 febbraio scorso, dal sindaco Giuseppe Falcomatà, dal vicesindaco della Città Metropolitana Riccardo Mauro e dal consigliere delegato allo sviluppo economico Demetrio Marino.
L’idea era quella di “promuovere la nostra anima”, aveva riferito il sindaco. E la scelta del nome della campagna di marketing era ricaduta sul termine dialettale Sciàlatela “perché – aveva aggiunto Falcomatà – rende meglio l’idea di qualcosa che ci ha divertito molto, di come siamo stati bene in un posto. Tradizionalmente diciamo ‘ndi scialàmmu, che però è qualcosa di più di un semplice ci siamo divertiti. Significa proprio essersela goduta”. L’esclamazione Sciàlatela! è stata, quindi, tradotta nelle principali lingue del mondo.
Per trasmettere il messaggio di quanto si riesca a godersela visitando la nostra Città Metropolitana è stata sottoscritta una convenzione con Sacal, società di gestione degli aeroporti calabresi, con cui si prevede di apporre, “all’interno dell’aeroporto di Lamezia Terme e quello di Reggio Calabria, alcuni pannelli 6x3 con immagini che mostrano le bellezze e i tesori del territorio reggino”.
Costo dell’iniziativa 20.000 euro mensili più IVA per 36 mesi, spesa che potrà essere riprogrammata in funzione dell’andamento dei flussi turistici. Ben 720 mila euro (più IVA) dunque in cartelloni pubblicitari che vedranno protagonisti i 97 Comuni dell’area metropolitana.
Qualche giorno fa abbiamo fatto un salto all’aeroporto di Reggio Calabria ma dei manifesti 6x3 annunciati nessuna traccia. Solo due pannelli luminosi – prima destinati a trasmettere altre immagini, quindi non installati per la nuova campagna – con gli scorci di Gambarie e di Punta Pellaro. Per puro caso e solo perché ne eravamo in cerca, percorrendo la strada adiacente allo scalo reggino ma al di fuori dell’area aeroportuale, ci siamo accorti di alcuni manifesti affissi accanto alle locandine, pensate un po’, del Circo Lidia Togni. Venticinque manifesti 70x100 cm (e non 6x3 metri) in fila lungo una strada a percorrenza medio-alta, in cui non si ha certo il tempo di guardarsi attorno, esposti alle intemperie e non all’interno dell’aeroporto, come era stato comunicato. È chiaro che un manifesto 70x100 ha un costo nettamente inferiore al 6x3, un costo che si aggira attorno ai 20 euro (volendo gonfiare oltremodo il prezzo). Quindi 25 manifesti costerebbero 500 euro.
Quanto all’aeroporto di Lamezia, anche qui nessun manifesto 6x3 in vista, solo due pannelli luminosi tra cui, ancora una volta, il mare di Punta Pellaro, tra le migliori spiagge d’Italia per il windsurf e il kitesurf.
È chiaro che l’affitto dei pannelli luminosi all’interno degli scali di Reggio e Lamezia avrà un costo, ed è chiaro che lo avranno avuto anche le fotografie degli scorci che mostrano le nostre bellezze, ma, tolti i 500 euro per i 25 manifesti, possibile che questi costi ammontino a oltre 60 mila euro? L’8 aprile scorso, infatti, è stata liquidata la spesa relativa al primo trimestre (gennaio-marzo): 60 mila euro più IVA, ovvero 73.200 euro. Una cifra improponibile considerato il livello della campagna di marketing messa in atto.
Inoltre, ci chiediamo: per il trimestre che va da aprile a giugno saranno esposti nuovi scorci o rimarranno quelli che, nonostante la campagna sia partita a gennaio, sono stati affissi solo ad aprile? E poi, per quale ragione Sciàlatela! è stata annunciata a febbraio, ovvero un mese dopo della sua partenza?
Passiamo ora alla qualità delle fotografie scelte. “Gli scorci più suggestivi e significativi dell’area metropolitana saranno il biglietto da visita della MetroCity” – era stato annunciato. Ci siamo soffermati su ciascuna foto e a dire il vero, a nostro modesto parere, le immagini scelte non sono di altissimo livello, alcune in particolare non esaltano a dovere “le bellezze e i tesori del territorio reggino”. Prendiamo, ad esempio, la piazza di Gioiosa Ionica: la prospettiva da cui è stata scattata la foto non ci sembra valorizzarla affatto: nell’inquadratura le panchine, qualche casetta e mezza chiesa! E poi siamo sicuri che l’attrattiva principale di Gioiosa sia Piazza Plebiscito? Non sarebbe stata forse più indicata l’area archeologica del Naniglio? Trattamento analogo è stato riservato a San Luca: in questo caso di Pietra Cappa è stato fotografato uno spicchio! Quanto, poi, al manifesto in cui è ritratta Samo, appaiono collinette assolutamente anonime con affaccio sul mare, simili a quelle di tanti altri comuni della nostra costa. Ma come, l’intento non era quello esaltare l’identità dei luoghi?
Insomma un progetto di migliaia di euro arrangiato alla bell'e meglio, per il quale a scialarsi saranno sono i politici della nostra Città Metropolitana.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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