40 anni fa il terremoto in Irpinia e noi a guardare in TV Juventus-Inter…

Mar, 08/12/2020 - 13:00

Quarant’anni fa il terremoto dell’Irpinia. E tutti a chiedersi: dove eravamo? Già: dove eravamo? Lo ricordo perfettamente. Domenica 23 novembre 1980. Rientro a Locri dalla Puglia (ero redattore in un nuovo quotidiano regionale) ma non avevo ancora trasferito la mia residenza. Cena a casa di amici, in via Napoli. Al tavolo, anche Bruno Gemelli, col quale ho condiviso appartamento e vita per lunghi anni, quelli belli della spensierata gioventù con un grande avvenire davanti. Tv accesa. In onda, un solo tempo – come si usava all’epoca - della partita di cartello della giornata calcistica, quella sera, guarda un po’, Juventus-Inter (io bianconero, Bruno nerazzurro: unico “neo” del nostro specialissimo rapporto personale…). D’un tratto, ore 19:34, il lampadario comincia ad oscillare, il desco a muoversi, le sedie a scivolare, piatti e bicchieri a terra in frantumi. Non troppa paura, per la verità. Pur distanti centinaia di chilometri avvertimmo perfettamente la scossa che mise in ginocchio l’Irpinia. I “dettagli”, drammatici, nei primi collegamenti. Il triste bilancio di quella “domenica nera” vissuta anche da chi (noi, e non solo noi) stava assai lontano dalla Campania, si compendia nelle cifre: 2.735 morti, 8.848 feriti, 394mila senza tetto, sei paesi completamente distrutti dal sisma. Terribile, terribile. E indimenticabile.

Autore: 
Pietro Melia
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