Acqua di Crine: potabile o non potabile?

Dom, 22/03/2020 - 17:30

Il 14 marzo il sindaco di Martone e il 15 marzo il sindaco di Marina di Gioiosa hanno vietato l’uso dell’acqua della sorgente Crine per le fasce di popolazione servite dagli acquedotti comunali alimentati da tale sorgente. Le suddette ordinanze sono state emanate a seguito della nota del 13 marzo con cui l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha comunicato che le analisi fisiche effettuate sui campioni di acqua potabile prelevati nel Comune di Martone il 9 marzo sono risultati non regolamentari in relazione al parametro Rn-222 (radon) e che, pertanto, l’acqua erogata risulta non conforme. Tale scaturigine è gestita da SoriCal, che provvede alla regolare erogazione ai comuni di Martone, alcune frazioni di Gioiosa Jonica, alcune frazioni di Marina di Gioiosa e alla frazione Catunizzi di Roccella Jonica. La SoriCal, con nota del 17 marzo, esprime le proprie considerazioni in merito alle ordinanze di non potabilità emesse dai due comuni. La società sostiene infatti che non vi siano le condizioni per l’emissione di tali ordinanze a norma del D.Lgs n. 28 del 2016 che stabilisce i requisiti per la tutela della salute della popolazione alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. Il citato decreto prevede che i valori di concentrazione di attività di radon oggetto d’indagine sono da considerarsi su base annuale, quale valore medio rilevato nel corso dell’anno. Ritiene la SoriCal che tale valore non risulta superato e che sono in corso di validazione le analisi del 4º trimestre 2019, che la società effettua regolarmente due volte l’anno. Ribadisce, comunque, che il superamento del valore di parametro deve essere comunicato al gestore e al competente Dipartimento regionale che interagisce col Ministero della Salute. Eventuali azioni correttive e/o restrittive saranno comunicate dalla Regione al gestore e ai sindaci per i provvedimenti di competenza. La società suggerisce, infine, ai comuni di Martone e Marina di Gioiosa di revocare le ordinanze di non potabilità e invita i sindaci di Roccella e Gioiosa Jonica a non emettere ordinanze equivalenti di limitazione d’uso.
Per completezza vogliamo comunque riportare le conclusioni del Dipartimento provinciale ARPACAL di Catanzaro a margine della pubblicazione “Il radon nelle acque calabresi”: “Il monitoraggio del radon nelle acque potabili calabresi di fatto non costituisce un rischio radiologico per la popolazione. Visto il valore medio di concentrazione di attività è altrettanto trascurabile il contributo alla dose inalata nelle abitazioni, derivante dal gas radon disciolto in acqua. Pur tuttavia, dall’analisi del set indagato, esistono sottogruppi di punti di prelievo che possono essere osservati, con frequenze stabilite a priori e con l’intento di verificare eventuali variabilità della concentrazione di gas radon”.

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