Ai piedi di Maria, Madonna della Montagna di Polsi, per riprendere il cammino con un cuore rinnovato

Sab, 27/09/2014 - 16:55
Echi dell'estate

Il periodo estivo, tra le tante distrazioni che la società ci offre, rimane comunque sempre un tempo efficace, grazie alle tante tradizioni e feste popolari, per mantenere e rinnovare l'incontro tra Dio e l'uomo.
È stato così anche quest'anno, per i tanti pellegrini accorsi al santuario della Madonna della Montagna di Polsi, luogo d'incontro, nel cuore dell'affascinante Aspromonte, per rendere omaggio alla nostra cara Madre Maria, Madre affidataci da Gesù Cristo sulla Croce.
Croce e Maria insieme, in un mistero avvolto dal dolore, ma che reca gioia al mondo intero.
Una gioia che sfocia dal cuore del Calabrese, difatti i pellegrini che si recano al santuario di Polsi, provengono non solo dalla Diocesi di Locri- Gerace, ma da tutta la Calabria.
La festa della Madonna della Montagna, Maria Vergine Madre del Divin Pastore, si festeggia il 2 settembre, inizio di un mese che è segnato da tante ricorrenze, legate da un unico filo conduttore: il mistero di Cristo per la salvezza dell'uomo.  Ricordiamo infatti la festività della Croce, che si celebra presso lo stesso santuario di Polsi, il 14 settembre. e la festività di Maria Addolorata, di cui la Liturgia fa memoria subito a susseguirsi, ossia il 15 settembre. Questo mese di settembre, sembra voglia raccogliere in se, tutto il periodo estivo di ogni cristiano e attraverso Maria, offrirlo a Gesù che lo presenta al Padre.
La festa della Madonna di Polsi, quest'anno si è arricchita di una importante presenza: del nuovo Pastore per la Diocesi di Locri- Gerace, Mons. Francesco Oliva, che a soli due mesi dalla propria ordinazione episcopale, sta promuovendo l'impegno di conoscere le realtà territoriali, grazie anche all'opportunità delle feste nei vari paesi.
Il Vescovo Francesco è rimasto serenamente commosso per l'affluenza dei tanti pellegrini, ma soprattutto per l'accostamento al Sacramento della Riconciliazione che ha coinvolto giovani e meno giovani, uomini e donne, senza riserve, ma con lo sguardo penitente di chi vuole ricominciare un cammino nuovo, avendo accanto una Madre che ci vuole condurre tutti al Figlio suo Gesù.
Mons. Francesco nella sua calda e appassionata Omelia, ha fatto presente le condizioni di disagio che la nostra terra si trova a vivere a causa della mancanza di lavoro, e si è reso “compagno” di queste difficoltà, invitando a non cadere nella rassegnazione, nello scoraggiamento e nel vittimismo, ma avendo come meta, la certezza che: “Non siamo figli del caso. Abbiamo una dignità; qualunque sia la nostra condizione umana. Una dignità che nessuno ci può mai togliere”.
Dove l'uomo può ritrovare la forza per riprendere con coraggio il cammino della propria vita? Dove trova la forza per sopportare il peso della malattia, della fame, dell'ingiustizia?
Gesù Cristo ci ha dato la via: “Io sono la Verità la Via e la Vita, chi viene a me non rimane solo”.
Come andare e arrivare da Gesù? Attraverso il Sacramento della Confessione, l'uomo cerca la propria fragilità e la offre a Dio, nella certezza di avere un Padre che ama, perdona, allevia.
Nel parlare ai fedeli presenti alla solenne Liturgia festiva di Polsi, Mons. Oliva ribadisce con grande convinzione: “Dobbiamo riconoscere che il rinnovamento della società passa attraverso il rinnovamento interiore della persona. Se stanno bene l'uomo e la donna sta bene la società. Curare la persona è perciò curare la società. Il benessere si recupera attraverso il pentimento e il perdono. Ma dobbiamo dare a ciascuno il tempo del ravvedimento. Solo l'uomo che prende coscienza dei propri peccati e ritrova la gioia del perdono è capace di riprendere il cammino della vita. Una società senza perdono è una società senza amore. Una società che condanna, ma non dà alcuna possibilità di ravvedimento, è una società senza cuore. Sappiamo che senza amore non si vive. Solo col perdono si ritrova la forza di ricominciare. Quel perdono che il Signore concede, perché ha fiducia nell'uomo. Lui solo è capace di perdono, di rimettere le colpe. Sappiamo fidarci di Lui come Lui ha fiducia in noi. Egli ci ha guadagnato il perdono con la morte del suo Figlio in croce. Un perdono a caro prezzo”.
La fede del cristiano nasce dall'incontro con il Signore. Nella vita quotidiana, nelle proprie occupazioni, nella consapevolezza della presenza di Dio nella vita.
Maria che per prima ha abbracciato la croce, ci aiuti a vivere la nostra vita, nella logica del dono, di un dono gratutito, sincero, nel rispetto di se e nel rispetto altrui, a vivere meglio ogni rapporto umano, imparando a riconoscere nel fratello, il volto di Cristo.
 

Autore: 
Silvana Stalteri
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