All’alberghiero di Locri la riscoperta della cultura gastronomica del passato

Dom, 09/02/2020 - 17:30

Sono Antonio Scanici e Angelica Laino, alunni della scuola professionale Alberghiero di Diamante, i vincitori del concorso enogastronomico regionale “L’uovo tra tradizione e innovazione nel legame con la Dieta Mediterranea di riferimento”, organizzato dall’Istituto Scolastico “Dea Perserfone” di Locri. I due allievi della scuola cosentina hanno presentato il piatto “Uovo nel prato”, che ha destato l’interesse e il voto unanime delle giuria. Il concorso è valido per la selezione finale di “Migliore allievo Istituto Alberghiero d’Italia” ai campionati nazionali della cucina organizzato dalla Federazione Italiana Cuochi. Al secondo posto si sono classificati due allievi della scuola di Lamezia Terme (Mattia Mastroianni e Giuseppe Bonacci) con “Uovo saporoso con sapori della licurdia”, e terzi due alunni della scuola di Soverato (Gianpiero Menniti e Giorgio Barberio) con “Uovo in camicia con croccante al mais”.
L’evento si è svolto presso la sede di Siderno e tutto è stato preparato con particolare cura dal dirigente Carlo Milidone, giunto al timone della scuola professionale di enogastronomia a settembre dello scorso anno, e dall’Associazione dei Cuochi Reggini presieduta da Cosimo Pasqualino, docente presso il “Dea Persefone” come, del resto, la maggior parte degli insegnanti che hanno sostenuto l’iniziativa di grande successo sia di partecipazione sia di pubblico. Il concorso, riservato a tutti gli allievi delle classi terze, quarte e quinte che frequentano le scuole alberghiere di tutta la Calabria, ha visto la partecipazione degli IPSSA di San Giovanni in Fiore, Soverato, Lamezia Terme, Diamante, Paola, Polistena, Botricello e Vibo Valentia. L’Istituto “Dea Persefone” ha partecipato “fuori concorso” con tre squadre di alunni, conquistando tre medaglie per avere preparato con bravura le pietanze.
«Scopo del concorso – spiega Cosimo Pasqualino, soddisfatto per il successo della manifestazione, - è quello di far riscoprire e valorizzare la cultura gastronomica del passato con le sue semplici e genuine preparazioni ultimamente dimenticate». Aggiunge che l’altro obiettivo (non meno importante, precisa) è «far conoscere ai giovani d’oggi aspetti storico-culturali sugli usi e costumi della tradizione contadina, tutelando il territorio e l’economie della filiera agricola che sempre più risultano essere apprezzate dal turista attento alla conoscenza del prodotto tipico e della sua storia».
Il dirigente scolastico Carlo Milidone ha dunque messo in risalto l’attività professionale dei ragazzi che frequentano l’istituto, «che sono riusciti ad acquisire maggiore consapevolezza sull’evoluzione della cucina aggiungendo la passione e la capacità di saper promuovere il prodotto gastronomico tradizionale anche sotto l’aspetto antropologico».

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