Andare al mare o a votare?

Mer, 22/01/2020 - 13:00
I briganti

In questo periodo di attesa per le imminenti elezioni regionali… voglio parlare di tutt’altro! Oh yes. Meglio parlare di “dietrologie”. Che noiose queste elezioni! Beh, non sono noiose le elezioni in sé, anzi, alcune volte sono divertenti, specialmente la parte preparativa, cioè quella in cui si scelgono gli scrutatori, eternamente in attesa di una chiamata, o il giorno delle votazioni, in cui a caso si scelgono due “spettatori”, il più piccolo e il più grande, e qualche volta si assiste a dei veri e propri spettacoli tragicomici su chi si fa avanti. Poveri presidenti dei seggi. E poi, a inizio spoglio, comincia il vero e proprio show, in cui si accalcano i facenti parte di ogni lista presente sui fogli, e si susseguono sguardi sospetti contro tutti, ogni penna caduta a terra è una minaccia di imbroglio in corso, senza tregua. Poveri presidenti. E vabbè, questo è il metodo, accettato da tutti, va bene così. Però queste campagne elettorali sono davvero una noia mortale! Si è costretti a vedere affisse in ogni dove facce su facce, alcune belle e altre no, con slogan alquanto superati e ridondanti, sempre gli stessi, sempre le solite facce, tranne quelle nuove che ovviamente non verranno elette perché “io sono impegnato con l’amico dell’amico”. E poi vuoi mettere il tuo sorriso finto quando vengono a chiedere il voto direttamente a casa tua, che tu al citofono li scambi per testimoni di Geova e li fai entrare, ma quando capisci che è un candidato che chiede il voto sarebbe stato meglio parlare della fine del mondo imminente? Che poi non è detto che non accada! Bando alle ciance, ora la smetto, ma ahimè è ciò che penso: si potrebbe fare anche a meno di votare. Che barba, che noia! Ma andiamocene a mare, con questo bel sole, facciamo il pieno di vitamina D, che magari ci fa rinsavire! Hai visto mai che la nostra stella più grande ci facesse il dono di dimenticare chi siamo e ci annebbiasse i sensi. Forse comincerebbe a essere un mondo migliore, quello in cui siamo noi stessi. Ancora scherzo: bisogna eccome andare a votare; se ancora ha un senso non si sa, ma si va, e si vota per ciò in cui crediamo, o almeno è quello che si spera. Quantomeno si voti il meno peggio…

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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