Arrestato a Locri dopo un lungo inseguimento: camionista ai domiciliari

Mar, 05/05/2020 - 13:00

Il tribunale del riesame ha accolto l’istanza dell’avvocato Davide Lurasco, ed ha concesso gli arresti domiciliari a Francesco Anzani.
Originario del catanese Anzani, 46 anni, veniva tratto in arresto la sera tra l'8 e il 9 febbraio scorso, dopo che, fermato sull'autostrada del Mediterraneo all'altezza della piazzola di sosta antistante l'autogrill di Pizzo Calabro con direzione sud, forniva alle forze dell'ordine. Nella fattispecie la Polstrada di Vibo Valentia false generalità personali ed essendo sprovvisto di idonea licenza di guida veniva invitato A seguire gli operanti con direzione la sede della Polstrada di Vibo Valentia. Ma nei pressi dello svincolo di Vibo Valentia lo stesso, speronava l’auto della Polizia Stradale. Mandandola fuoristrada e facendo scoppiare gli airbag rendendo il veicolo inutilizzabile e quindi impedendo Agli operatori di poterlo inseguire. Pertanto lo stesso si dava alla fuga durante la quale imbocca a lo svincolo di Serre ove dopo qualche km con direzione Serra San Bruno in aperta campagna abbandonava ok cassone o rimorchio del proprio autoarticolato. Continuava la fuga con il solo trattore cabinato ma si perdevano le sue tracce sennonché dopo qualche ora veniva intercettato da una volante del commissariato di Polistena all'altezza di Mammola, poiché diramate le ricerche erano state allertate tutte le forze dell'ordine del territorio regionale.
Nella strada di grande comunicazione Jonio Tirreno l'Anzani non si fermava all'alt e continuava la sua fuga Imboccando lo svincolo della statale 106 con direzione Siderno ove la volante di Polistena veniva anche affiancata da una del commissariato di Siderno e dalla stessa Polstrada, nonché dai Carabinieri della locale stazione di Siderno che lo inseguivano unitamente ad altre autovetture aggiuntesi durante la fuga fino alla Via Napoli del Comune di Locri ove lo stesso all'intersezione semaforica desisteva dal continuare la fuga.
Veniva immediatamente tratto in arresto e le successive ricerche permettevano ai Carabinieri della compagnia di Serra San Bruno di individuare anche il cassone dell’autoarticolato abbandonato in quelle campagne ove si sospettava che lo stesso detenesse 1750 kg di cocaina. Controlli accurati e Meticolosi però non fornivano dettagli circa il sospetto di un potenziale carico di sostanza stupefacente al punto che l'iniziale imputazione non poteva essere avanzata dalla PG procedente. Arrestato e recluso nella casa circondariale di Locri a seguito dell'interrogatorio di convalida veniva emesso ordinanza di custodia cautelare con dichiarazione di incompetenza territoriale in favore del Procura di Vibo Valentia ufficio nel quale circondario era stato commesso il reato più grave.
Veniva trasferito presso l'Istituto Penitenziario di Vibo Valentia, ed in seguito a Catanzaro Siano.
A seguito dell'udienza di riesame, richiesta dal proprio legale, avvocato Davide Lurasco, al fine di rivisitare la posizione cautelare e fissata dopo quasi due mesi per l'emergenza covid, Anzani veniva scarcerato con la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari sul presupposto che la misura meno stringente comunque contemperi le esigenze cautelari del caso.
Il difensore ha contestato la ricostruzione dei fatti operata dalla PG precedente, e riversata apoditticamente all'interno dell'ordinanza di custodia cautelare, dal momento che non vi erano elementi per contestazioni più gravi e, allo stesso tempo, la misura degli arresti domiciliari poteva garantire le attuali esigenze cautelari anche in virtù della esigenza di rendere le carceri meno sovraffollate in un periodo di grande impatto emergenziale anche per la popolazione carceraria, dal momento che all'interno delle celle, ma in generale negli istituti penitenziari, non si è in grado di rispettare le norme imposte dai vari dpcm sul distanziamento interpersonale.

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