Assistenza ai conviventi gay dei deputati, quando per i comuni cittadini gay

Mer, 15/05/2013 - 18:02

In Italia si lotta per avere il riconoscimento delle coppie gay. Si deve ancora superare l’ostilità di conservatori e bigotti, per non parlare delle alte sfere della Chiesa. Ma com’è sempre stato e com’è comune nel nostro paese i diritti  e i limiti non valgono per tutti. Mentre nelle piazze i comuni protestano per cercare di ottenere pari dignità ,in Parlamento i deputati ottengono l’estensione della polizza sanitaria ai proprio compagni o compagne omosessuali.  Il caso è stato sollevato dal deputato Pd Ivan Scalfarotto che è riuscito grazie al voto favorevole di Pd, Pdl e Sel ad ottenere l’estensione dell’assistenza sanitaria al suo compagno Federico.

E non c’è niente di male in questo, anzi è un passaggio logico. Se gli altri deputati eterosessuali e rispettivi compagne/i/mogli/mariti godono di questa assicurazione è giusto che essa venga estesa anche agli omosessuali. Ma perché ai comuni cittadini gay invece non vengono riconosciuti questi diritti. Perché per i deputati questo diritto deve essere garantito mentre gli altri devono continuare a lottare con burocrazia e preconcetti?

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