Basta con la politica dell'anti, quando a dover far politica è un vescovo

Sab, 01/06/2013 - 11:42
Monsignor Fiorini Morosini chiede a gran voce che ci sia finalmente una legalità della politica e legalità da parte dello Stato nella Locride

Vescovi più acclamati dei sindaci e dei commissari, questo accade nella Locride. Monsignor Fiorini Morosini durante il convegno sul credito per le pmi della Locride ha entusiasmato più di ogni altro con il suo discorso. «Bisogna schierarsi contro il pensiero comune ed essere voce di verità e di libertà».  Un pensiero comune che sta sotterrando una razza, quella calabrese, sotto un cumulo di macerie. Il vescovo di Locri-Gerace ha puntato il dito sulla politica dell’anti che sta bloccando l’intero territorio. Una politica dell’anti che però non sta producendo i risultati sperati e che non sempre si sta dimostrando giusta. Anzi sembra essere orientata a divenire una politica del legittimo sospetto verso la Locride, la Calabria.
E si è detto stanco stanco di tutto ciò monsignor Morosini, anzi ha sottolineato come gli piacerebbe per una volta poter essere invitato all’inaugurazione di un cantiere, perché almeno parteciperebbe ad un qualcosa di positivo per il territorio.
Anzi ad un evento che porterebbe lavoro, che poi è l’unica vera soluzione alla criminalità. «Bisogna superare la politica “dell’anti”, del contrasto a fenomeni criminali, che serve ma non basta. L’anno scorso il Ministro Cancellieri mi disse "sul campo della legalità non facciamo sconti". Nessuno ne vuole. Però vorremmo che ci fosse una legalità della politica, una legalità da parte dello Stato. Questo ce lo aspettiamo. Non si tratta di facilonerie, di lasciar correre, ma di essere sicuri che certi interventi sono veramente dalla parte nostra».
E noi non possiamo che condividere con Morosini su questo punto. Ci vuole una lotta giusta alla ‘ndrangheta. Non si può creare un nuovo crimine di razza e penalizzare un’intera regione e i suoi abitanti. Anche perché di risultati se ne vedono proprio pochi. Che fine hanno fatto i beni sequestrati? Quanti di essi sono serviti veramente agli abitanti della Locride?
E rispetto alla situazione imprenditoriale le considerazioni del vescovo non sono state certo più tenere: «Si accennava pocanzi al fatto che il Nord è sul baratro, ma noi possiamo stare tranquilli che sul baratro non ci siamo, tanto non abbiamo nulla da cui cadere. Siamo talmente giù che possiamo stare tranquilli ed è questo il nostro dramma che dovremmo cercare di risolvere e affrontare». Ma anche questo immobilismo economico è conseguenza di una politica dell’anti ormai degenerata. Se un imprenditore è vicino a coshe o commette atti illeciti è giusto che paghi. Però per uno che sbaglia non possono pagare tutti ed è ingiusto continuare ad affamare una Regione e a spingerla sempre più in basso.  
Bisogna dare alternative reali.

 

Autore: 
Eleonora Aragona
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