Bianco riscopre i giochi della tradizione grazie alla 1ª sagra della mostarda

Lun, 25/11/2019 - 19:20

L’iniziativa di mettere al centro della manifestazione svoltasi il 10 novembre la mostarda è stata un’idea da parte di un comitato cittadino composto da Melissa Luppino, Sasà Papasergio, Ciccio Scundi, Pina Bevilacqua, Rosa Versace, Assunta Messina e Mario Soldani.
La manifestazione è stata patrocinata dell’Associzione Pensionati Bianchesi “Ins. A. Versace” e si è potuta svolgere grazie al contributo della stessa Associazione e dei gestori di attività commerciali e di servizi, produttori di vino da pasto e vino greco “DOC” e singoli cittadini.
Lo scopo della manifestazione è stato quello di valorizzare non solo la mostarda, ma anche altri prodotti tradizionali tipici del territorio bianchese, nonché il vino da pasto e il vino GRECO DOC.
Il Presidente del comitato, Melissa Luppino, dopo una breve illustrazione dello svolgimento della manifestazione, ha ringraziato tutti i presenti puntualizzando che lo scopo della manifestazione è quello di creare momenti di sano divertimento e di utile socializzazione con le giovani generazioni, proporre una valida operazione di recupero e di rivalutazione di come ci si divertiva nei decenni trascorsi, quando il gioco era molto diverso da quello odierno. Il gioco è l’espressione più autentica della cultura umana, è sempre “figlio del tempo” e si adatta al contesto sociale in cui si svolge.
Il recupero dei giochi tradizionali rappresenta pertanto la riscoperta della propria  storia, delle proprie origini e del senso di appartenenza.
Il gioco stimola l’inventiva, la curiosità, la manualità, l’ingegno; con il gioco il bambino si adatta e si avvicina alla società degli adulti.
Negli anni dell’immediato dopoguerra il nostro territorio era povero, con un’economia legata quasi esclusivamente  all’agricoltura.
L’alluvione dell’Ottobre 1951 aveva portato distruzione e desolazione, mettendo in moto il fenomeno dell’emigrazione. La gente però non si è mai arresa e con grande coraggio ha alzato la testa, lavorando sodo per la rinascita.
La vita doveva continuare e anche il gioco ebbe un ruolo importante facendo sviluppare la creatività e l’ingegno. Anche a Bianco, come in tutte le società povere, i bambini si costruivano da soli i loro giochi con i materiali che c’erano a disposizione e la fantasia diventava la materia prima. I giochi si facevano prevalentemente per strada o nei tanti spazi che il territorio concedeva, c’era il piacere di fare parte del gruppo, di mettersi alla prova riuscendo a superare le difficoltà. Oggi i giochi sono prodotti dalle industrie, la Tv e il computer hanno ucciso la creatività dei ragazzi, eliminando i segni educativi del gioco: il movimento, la comunicazione, la fantasia, l’avventura, la costruzione, la socializzazione. Un tempo con poco si sopravviveva alla noia, oggi purtroppo ciò non avviene più, come, a causa dell’aumento del benessere e del traffico non si gioca più nelle strade e i giochi tradizionali continuano a vivere solo nella memoria dei più anziani.
È stata illustrata una breve storia della Mostarda Calabrese di uva, spiegando che è un dolce al cucchiaio autunnale, caratteristico del sud, giusto il periodo di vendemmia,  perché si prepara col mosto di uva, con frutta secca, farina di mais con aggiunta di cioccolato, cannella, noci e mandorle tritate.
Il Presidente ha continuato descrivendo i giochi popolari organizzati per l’occasione:
Il gioco della padella, che consiste nello stendere una corda e collegarla orizzontalmente alle due estremità; stendere in senso verticale un’altra corda su cui appendere una padella fino all’altezza della bocca e molto affumicata. Sul fondo della padella viene incollata al centro una moneta: i concorrenti devono tentare di staccare la moneta con i denti, le mani devono essere legate dietro la schiena.
La gara dell’albero della cuccagna, che consiste nell’infiggere sul terreno un tronco d’albero dritto e ben levigato, posto ad un’altezza fuori terra tra i 5 e i 6 metri. Il fusto viene spalmato abbondantemente di sego o di sugna. I partecipanti devono a turno tentare di arrivare cima. Si aggiudica la gara che riesce, nel minor tempo, a staccare gli oggetti appesi in cima all’albero.
La gara d’a pasta, che prevede che ogni partecipante abbia le mani dietro la schiena e cerchi di mangiare dal piatto poggiato su un tavolo un’enorme porzione di pasta. Si aggiudica la gara che riesce, nel minor tempo, a mangiare la maggiore quantità di pasta.
La gara delle pignatte, in cui i partecipanti, bendati e armati di bastone, nel tempo di cinque minuti, debbono rompere le pignatte appese a circa 2,50 metri dal piano stradale per trovare il premio nascosto in una sola di esse.
L’illustrazione della manifestazione è terminata con la storia di S. Martino, che ogni anno, l’11 Novembre, viene festeggiato.
La manifestazione è stata allietata da un gruppo tradizionale calabrese che, al suono di muttete, stornelli e tarantelle calabresi ha coinvolto i presenti che si sono esibiti al ballo della tarantella.
Si coglie l’occasione per ringraziare le testate giornalistiche che hanno dato risalto alla manifestazione e tutti i cittadini che hanno partecipato e si dà appuntamento al 2020.

IL COMITATO
Melissa Luppino, Sasà Papasergio, Ciccio Scundi, Pina Bevilacqua, Rosa Versace,Assunta Messina e Mario Soldani

Rubrica: 

Notizie correlate