Bilancio: La fine di un’epoca e le nuove opportunità della Calabria

Dom, 10/05/2020 - 10:00

Iniziamo a fare i conti con il post Coronavirus. Cerchiamo di superare le paure, che sono la normalità in un momento di cambiamento, analizzando quanto avvenuto, cercando di immaginare delle soluzioni. Non è facile, in questo momento in cui regna la confusione tra “Fase 2”, ripartenza, ritorno indietro, ricerca della “normalità”.
Abbiamo “tentato” di “fare i conti”, in questi giorni, con alcuni esperti del settore politico-economico regionale, come l’onorevole Antonio Viscomi, il Consigliere Regionale Raffaele Sainato e il sindaco di Caulonia Caterina Belcastro. Ognuno di loro ha rappresentato punti di confronto interessanti, laddove si richiama l’opportunità di aprire un tavolo strategico per programmare il futuro prossimo che ci aspetta.
Perché scrivere di un tentativo di fare i conti? È presto detto. Il forum di Riviera ha cercato di interagire sui conti della Regione Calabria, sul Bilancio di previsione da poco approvato. Si è partiti da quei numeri per dare un senso a quello che si può fare con gli strumenti che ci sono.
Rimane fermo il giogo della spesa sanitaria che supera il 50%. Ma quello che si segnala sulla situazione finanziaria della Regione Calabria è la persistenza di una dicotomia di fondo, per come rileva lo stesso documento economico, in cui si legge: “per un verso esiste un quantitativo ingente di risorse di natura vincolata per investimenti (quali POR, PAC, FSC) che continuano a rappresentare una grossa opportunità per lo sviluppo e la crescita anche occupazionale della Regione, mentre la disponibilità delle risorse autonome, decrescente nel corso degli ultimi anni, non è sufficiente a garantire la copertura finanziaria di una spesa regionale che, malgrado le diverse misure di contenimento adottate, risulta essere difficilmente comprimibile senza l’adozione di riforme strutturali.”
La limitata disponibilità di risorse autonome è un nodo da sciogliere al più presto. Ecco perché, già in precedenza, abbiamo chiesto alla politica di immaginare un approccio più rapido e deciso nell’attuazione di misure urgenti per questo periodo di cambiamento indotto da un’emergenza pandemica.
Un tessuto produttivo marginale come quello locale sta subendo un impatto tremendo, che rischia di travolgere l’economia per assenza di liquidità. Per questo motivo sono necessarie per gli imprenditori garanzie che riguardano le tasse ma anche gli eventuali tassi di interesse da applicare sui prestiti che lo Stato ha immaginato.
Le risorse messe in campo fino a questo momento sembrano non bastare per far ripartire le tante filiere che pure ci sono, non sembra siano sufficienti a garantire il commercio e rischiano di far peggiorare i numeri del turismo e dell’indotto di uno dei settori di punta. Senza il privato che paga le tasse, la Regione Calabria si troverebbe a fronteggiare un problema di liquidità per le minori entrate che si potrebbero registrare da qui a fine anno.
Ecco che il nodo della limitata disponibilità di risorse autonome che ha la Regione potrebbe causare un ulteriore squilibrio economico e finanziario, con un impatto sul territorio e sui cittadini.
“Nessuno al momento è in grado di effettuare una stima corretta dell’impatto sulle entrate e sulla liquidità regionale, ma è facile prevedere, a fine anno - si legge nel bilancio, - il mancato rispetto dell’obiettivo di finanza pubblica assegnato alla Regione.”
Quando si conosce lo scoglio che impedisce la navigazione si può ragionare come affrontarlo e cercare di superarlo senza danni.
Ecco quindi l’importanza di un confronto serrato tra rappresentanti del territorio e il Governo centrale, che pure si incrociano in sede di Conferenza Stato-Regioni. Un luogo deputato per discutere sui fondi da investire nei territori, su come affrontare la crisi di liquidità e trovare le soluzioni più adeguate e farlo in fretta. Importante è, altresì, un dialogo con i rappresentanti del territorio che siedono sui banchi del Parlamento Europeo, per poter ridisegnare la programmazione delle risorse europee, nei modi e nei tempi, sveltendo le pratiche e snellendo la burocrazia.
La fine di un’epoca lascia aperti tanti spiragli e rappresenta un nuovo inizio. Facciamo tesoro dell’esperienza che si è fatta fino a questo momento per migliorarci. C’è un’opportunità da saper cogliere, dimostriamo quindi di essere all’altezza di superare tutti gli scogli che hanno bloccato le occasioni di sviluppo del territorio. Ognuno deve fare la sua parte.

Autore: 
Rocco Muscari
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