Bovalino: il macello diventa un luogo di integrazione sociale grazie ai commissari

Mer, 26/04/2017 - 12:50

Poco più di due anni e il vecchio macello - i cui lavori sono stati avviati dalla gestione commissariale straordinaria nel 2015 - è diventato un modernissimo Centro Polifunzionale per gli immigrati regolari “Accoglienza attiva”. L’Autorità di Gestione con Decreto dell’11.10.2012 del Dipartimento della P.S. Ministero dell’Interno aveva ammesso a finanziamento il progetto presentato dall’Amministrazione Comunale guidata da Tommaso Mittiga per la ristrutturazione dei 135 mq di struttura, completa di arredamenti per un ammontare di 460mila euro. È stata l’attuale Commissione straordinaria diretta dal viceprefetto Salvatore Caccamo, coadiuvato dalla viceprefetto Valeria Pastorelli e Dirigente contabile Claudia Poletti a motivare sia lo staff tecnico: Domenico Marfia e Pelle i quali hanno controllato tutti i lavori sia la responsabile dell’U.O. Amministrativa AA.GG. Giuseppina Varbaro, che ha perfezionato il bando di gara per l’affidamento in comodato d’uso dell’immobile. L’Unla (Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo) Ente Morale con DPR n. 181 dell’11.2.1951, con il suo Centro di Cultura per l’Educazione Permanente di Bovalino dove opera dal 1950, si è aggiudicato la gara il cui esito è stato pubblicato sull’albo pretorio con Determina del 13.04.2017 n. 72 (reg. Gen. N. 148 del 19.4.2017).
Il Centro polifunzionale è ubicato in via degli Oleandri ed è luogo di integrazione sociale e di dialogo interculturale nonché snodo informativo su temi dell’orientamento al lavoro e, più in generale, dell’inserimento degli immigrati nella comunità locale. Il C.C.E.P.-UNLA di Bovalino a seguito dello sbarco di immigrati curdi a Bianco avvenuto il 10 settembre del 1998, su sollecitazione della Caritas parrocchiale di Bianco e di suor Paola Calciari che era coadiuvata da suor Annunziatina Schipilliti e suor Anna Di Candia ha iniziato un lungo e benemerito servizio di alfabetizzazione, socializzazione e integrazione degli immigrati sia a Bianco che a Locri e soprattutto nella sede che la Comunità Montana e dal 2007 l’Amministrazione Comunale ha messo a disposizione dell’Ente che nel tempo è diventato Biblioteca di interesse locale, luogo di incontri culturali e formazione professionale. “Nel nostro archivio (il Centro di Bovalino è stato costituito nel marzo del 1950), ci racconta il Dirigente dell’UNLA Domenico Agostini, operatore culturale con 40 anni di attività nella Regione Calabria: Assessorato alla P.I., oggi in pensione e giornalista, ho trovato il primo numero di un giornalino intitolato “La voce dell’immigrato” stampato il 1 marzo 1999, dove con grande emozione ho riletto la storia di un curdo (era una mia intervista a Kenan Akgul) che mi raccontava della lunga odissea dalla spiaggia di Antalya il 3 settembre del 1998, su un barcone di 22 metri per sei, con 184 persone tra cui 12 bambini, spinto da 24 braccia. Giungeranno tutti a Bianco alle ore 8.00 del 10 settembre, stremati e intirizziti dal freddo, dalla fame e della sete dopo sette lunghi e interminabili giorni”. “Sai, mi dice Mimmo Agostini, avevo insegnato a tanti analfabeti della frazione “Pozzo” negli anni ’60, ma erano anziani e giovani che conoscevo e con i quali mi confrontavo giornalmente. Quella degli immigrati è stata e continua a essere una esperienza carica di umanità. Come vedi continuo, assieme ai collaboratori volontari dell’Unla, a interessarmi di loro insegnando la lingua italiana, a far conoscere la nostra Costituzione e arricchirci della loro cultura e della loro storia. Ospitarli nel nuovo Centro che ha due aule per la formazione linguistica, l’educazione alla cittadinanza, la formazione al lavoro, la socializzazione e il tempo libero e sportelli per l’orientamento al lavoro e al segretariato sociale, sarà un “incontro” quotidiano, per confrontarsi tra persone, nella riaffermazione che: «Non molesterai il forestiero, né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d’Egitto (Es 22,20)»”.

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