Burrone: Dopo bocciatura della Raggi che fine hanno fatto i pentastellati?

Mer, 21/12/2016 - 19:38

COMUNICATO STAMPA - «Pesantissima la bocciatura per la Sindaca capitolina Virginia Raggi. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica il movimento 5 stelle romano è riuscito nell’impresa di farsi bocciare il bilancio di previsione dai revisori dei conti. Un primato negativo di fronte al quale, con rammarico, devo registrare l’assoluto silenzio dei parlamentari pentastellati, quelli calabresi in primis, sempre cosi solerti a censurare a distanza le scelte amministrative degli Enti locali, pur senza minimamente conoscerle». E’ quanto dichiara in una nota il Consigliere comunale di Reset Filippo Burrone.
«Che fine hanno fatto gli attenti e scrupolosi parlamentari grillini eletti a colpi di clic, con una trentina di preferenze, sempre pronti a puntare il dito contro le giunte territoriali? Come mai non commentano la sonora bocciatura della loro collega di partito Virginia Raggi? Li inviterei a riflettere anche perchè la bocciatura del bilancio previsionale è solo l’ennesima figuraccia dei 5 stelle a Roma. Ricordiamo ad esempio tutte le defezioni degli assessori, le difficoltà nell’individuare una giunta credibile, l’arresto di colui che è stato definito il braccio destro della sindaca Raggi e il successivo sostanziale commissariamento da parte di Grillo, padrone indiscusso, non solo figurativamente, di tutto il movimento? Senza contare gli altri disastri che si registrano in giro per l’Italia nei pochissimi enti locali governati dai 5 stelle e gli incredibili contratti, evidentemente anticostituzionali, fatti firmare agli amministratori locali con tanto di salatissime penali da osservare».
«Se i 5 stelle sono cosi innamorati come dicono del buon governo delle comunità locali – ha aggiunto Burrone - guardino a Reggio Calabria come un esempio da imitare, sempre se ci riescono. Il confronto è immediato, ma assolutamente impietoso. Mentre Roma affonda in mezzo alla spazzatura e la sindaca Raggi, a più di sei mesi dalle elezioni, fatica ancora a mettere insieme una giunta in grado di governare la Capitale, con lo spettro delle dimissioni che incombe sempre più sulla testa della sprovveduta grillina, a Reggio Calabria la città ha cambiato marcia e dopo esser uscita due anni fa, a testa alta ed in pochissimi giorni, dall’emergenza rifiuti, oggi naviga in acque tranquille dal punto di vista ambientale, con una città finalmente pulita che ha raggiunto lusinghiere percentuali di raccolta differenziata».
«La verità - ha concluso Burrone - è che a fare i leoni da tastiera siamo bravi tutti. Quando invece ci troviamo di fronte alla responsabilità di governare un territorio le differenze vengono presto a galla, e chi si nutre di populismo parlando esclusivamente attraverso slogan diretti alla pancia dei cittadini, chiaramente si trova in netta difficoltà. Non è un caso peraltro che a Reggio Calabria il movimento 5 stelle si aggiri attorno a percentuali da prefisso telefonico. Gli amici grillini facciano tesoro di questa ennesima pesantissima lezione». 

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