C'è vita anche senza la Politica

Dom, 10/01/2021 - 10:40

Avvocato, spero non le dispiaccia se la chiamo così, come ha
vissuto il 2020 e come si propone di vivere il 2021?
Non mi dispiace, sebbene in pochi mi chiamino così. Del resto
ho esercitato giovanissimo la professione forense. A 28 anni
fui eletto deputato e, a differenza di tanti professionisti che,
oggi come allora, utilizzano la carica per ampliare il loro por-
tafoglio clienti, decisi di dedicarmi a tempo pieno all’impegno
politico. Il 2020 è stato un anno duro. Per me come per la
maggior parte dei calabresi. Ma siamo gente temprata e ci
risolleveremo. Oggi il mio pensiero va a quanti hanno perso
un congiunto a causa di questa terribile pandemia.
In tempi in cui chi fa politica non ha né arte né parte mi sem-
bra giusto riconoscere titoli di merito. Lei, in una precedente
consultazione regionale, non è stato eletto per una manciata
di voti. Da allora ha fatto un passo indietro pur non rinun-
ciando a dire la sua sulle vicende calabresi. Guardare la poli-
tica “dal di fuori” cosa le ha suggerito?
Personalmente ho compreso che c’è vita anche senza la poli-
tica. Anzi, meglio sarebbe dire senza un impegno politico tota-
lizzante. In questi anni mi sono cimentato in nuove sfide pro-
fessionali. E ho anche investito nella mia città, cercando di
contribuire a promuovere un’immagine positiva di Cosenza e
della Calabria. Purtuttavia, sebbene, soprattutto adesso, chi
non ha ruoli all’interno delle Istituzioni entri in una sorta di
cono d’ombra, non ho mai rinunciato a provare ad elaborare
un pensiero riformista con il quale guardo e leggo le cose della
nostra terra e del nostro Paese.
Paolo Gentiloni, in una recente intervista, invita l’Italia a fare
le necessarie riforme che sono diventate quanto mai urgenti,
anche perché potremmo, in caso contrario, perdere gli aiuti
economici europei. Lei ritiene che le attuali forze della sini-
stra italiana possano attuarle?
Siamo nel bel mezzo di una pandemia mondiale. L’inizio della
vaccinazione rappresenta un momento importante verso il
ritorno della normalità. Da questo punto di vista non com-
prendo perché il Governo sia ancora titubante a rendere la
vaccinazione obbligatoria. L’Europa ha stanziato una mole di
risorse per la ricostruzione mai vista prima. Mentre altri Paesi
europei hanno le idee chiare su come spendere le risorse, qui
da noi il dibattito stenta ed è incentrato troppo sulla governan-
ce (che pure è importante) e troppo poco sui contenuti, che
sono centrali. In questo contesto non aiuta la situazione insta-
bile del quadro politico e, più in particolare, della maggioran-
za di governo.
Questo dividersi su tutte le decisioni da prendere è una carat-
teristica tutta nostra. E non si può non fare riferimento al
sistema maggioritario rispetto a quello proporzionale. Lei
come si schiera tra i due?
Le dinamiche politiche si governano attraverso la politica e
non con il cambiamento dei sistemi elettorali. Il patto fonda-
tivo di questo prevedeva un ritorno al proporzionale puro con
una soglia di sbarramento al 5%. Registro però che pochi
passi avanti si sono fatti in questa direzione. Personalmente
ritengo che il sistema migliore sia quello maggioritario a dop-
pio turno, come in Francia. Da una parte consente ai partiti di
radicarsi con le proprie idee e poi li spinge a coalizzarsi. Ma
constato che questo sistema non è in agenda.
Tornando alla Calabria, si voterà a breve. La Giunta regiona-
le, dopo la prematura morte della Presidente Jole Santelli, è
guidata da un leghista. L’avrebbe mai immaginato?
La Lega ha avuto un risultato sorprendente al Sud e in
Calabria alle europee del 2019. Già alle regionali dell’anno
scorso il fenomeno si è molto ridimensionato. Alle comunali
poi si è ulteriormente ridotto, salvo rarissime eccezioni.
Significa che ancora quel partito non ha al Sud una classe diri-
gente capace di radicarsi e farsi apprezzare al di fuori del trai-
no dato dal proprio leader nazionale che, tra l’altro dal Papete
in poi, sembra aver perso il tocco magico.
In ogni caso l’elettorato di destra sembra vincente. Il PD avrà
pure qualche responsabilità?
Più di una, a Roma e in Calabria. La Sinistra se non rappre-
senta i ceti deboli e, più in generale, i bisogni non è Sinistra. Io
ritengo che occorra fare uno sforzo maggiore in questa dire-
zione. E, in più, penso che occorra mettere in campo risposte
serie e concrete che intervengano al fine di creare opportunità
per chi non le ha.
D’Alema dice che ci vuole un partito più a sinistra del PD e
che si ispiri, quanto a serietà e moralità, al vecchio PCI.
Secondo lei sarebbe una pia illusione sperare in una più forte
componente socialista all’interno del partito democratico?
Ritengo Massimo D’Alema una tra le teste più lucide della
Sinistra, non solo italiana. Lo leggo e lo ascolto con grande
piacere. In quell’intervista che lei cita faceva riferimento
all’importanza della formazione dei dirigenti politici, indican-
do come modello quella del partito comunista. E, da sociali-
sta, ritengo che abbia ragione. Così come penso che sia nel
giusto quando auspica che il partito più grande del centrosini-
stra si appropri con convinzione delle battaglie della sinistra
ad iniziare dal lavoro. Alle quali battaglie qui in Calabria pos-
siamo aggiungere quella per la sanità pubblica.
Non mi ha risposto riguardo alla questione socialista o, se
preferisce, ad una possibile ricomposizione dei socialisti.
Il Partito Socialista Italiano è stato un pilastro fondamentale
della vita democratica del nostro Paese. Le battaglie più
importanti nella nostra storia repubblicana di progresso e di
sviluppo non sarebbero state vinte senza il coraggio dei socia-
listi. Quel partito non c’è più. Da quasi trent’anni. Così come
non ci sono più molti protagonisti di quella stagione. Noi che
ci siamo onoreremmo quegli ideali di cui eravamo, siamo e
saremo sempre orgogliosi, se ci spendessimo con convinzione
nelle sfide che riguardano il presente e il futuro. Ovviamente
se lo facessimo insieme sarebbe meglio. Dovremo avere i
piedi piantati bene a terra fieri delle nostre radici e, al contem-
po, rivolgere lo sguardo verso quello che dovrà essere, pensan-
do e impegnandoci al fianco di chi ha bisogno e per chi non ha
voce.
Nei suoi programmi futuri c’è il ritorno alla rappresentanza
politica?
La rappresentanza politica la determinano gli elettori attra-
verso il loro voto. Non è quindi nella mia disponibilità.
L’impegno politico, quello sì è nella mia disponibilità. E non
mancherà.
Grazie e buon 2021.
A lei. E’ stato un grande piacere rispondere via web alle
domande. E tanti auguri ai lettori della Riviera.

Rubrica: 

Notizie correlate