Calabresi, popolo di “ingiuriatori” di professione

Mar, 31/03/2020 - 18:00

Conosco Domenico Pallaria da qualche anno, e so per certo che è il dirigente più preparato della Regione Calabria.
Non sono suo parente, anzi devo dire che l’ultima volta che l’ho visto non mi ha nemmeno salutato, o perché non si ricordava di me o perché era in compagnia di una commissaria di Siderno, e magari avrà pensato fosse meglio evitare. Resta il fatto che non ho nessun motivo personale per difenderlo, se non quello di raccontare la verità.
Questa è una regione destinata all’estinzione. Ho letto spesso questa brutta frase sui social, piazza in cui, in questi giorni, persone poco intelligenti si riuniscono per lanciare epiteti a chi a loro dire è esempio di comportamenti sbagliati. È così che, durante l’emergenza da Covid-19, i protagonisti di ogni foto o video pubblicati online vengono insultati per l’utilizzo errato della mascherina. Qualunque sia il modo in cui viene indossata, ci sarà sempre il “professore dell’università” che, al sicuro tra le sue mura domestiche, criticherà il comportamento dei ripresi: “Non si usa così”; “la mascherina è bassa”; “è alta” oppure “è piccola”; “grande”. Diciamo pure che avete rotto le p…!
Sì, perché noi, che comunque con i social ci lavoriamo, non ce la facciamo più ad avere a che fare con questi “professori”, puntuali come orologi svizzeri e pronti ad allearsi pur di avere i loro quindici minuti di gloria e renderti lo zimbello della giornata.
Come accennavamo in apertura oggi il soggetto da colpire è stato Domenico Pallaria, responsabile della Protezione Civile Calabria, finito sotto accusa perché, durante la puntata di Report andata in onda ieri sera ha osato dire la verità, ovvero che, essendo l’unico dirigente della Regione Calabria con una certa preparazione a non essere ancora finito in manette perché si è sempre premurato di leggere con attenzione le carte che firmava, è stato nominato da una Jole Santelli appena insediata in un ruolo delicato, affidato a lui proprio perché nessuno vuole rischiare accuse giudiziarie per aver gestito male l’emergenza Covid-19. Ecco come Pallaria, dirigente della Regione Calabria, ai lavori pubblici, mobilità, rifiuti, infrastrutture e trasporti, responsabile degli ospedali di Vibo, Catanzaro e Gioia Tauro oltre che della Protezione Civile regionale, è diventato scemo tutto a un tratto. Naturale che, con tutti gli incarichi di cui è già responsabile, non volesse gestire anche la Protezione Civile.
Scrivo queste parole, sia chiaro, non per criticare il montaggio del servizio dei colleghi di “Report”, ma per registrare l’idiozia dimostrata da una piccola parte del popolo calabrese che scrive ed emette sentenze senza conoscere nemmeno il 10% dei fatti. Non sarebbe il caso che fior di disoccupati che si sono permessi di insultare si chiedano, prima di criticare Pallaria, quali siano le circostanze che lo hanno condotto a esprimersi in tal modo dinanzi alle telecamere, anziché pensare di essere la persona più intelligente del mondo solo perché ha accesso a una tastiera che gli permette di diffondere urbi et orbi sui social le sue stronzate?
Un fenomeno odioso, evidente soprattutto in questi giorni in cui, chiusi in casa nel rispetto del decreto emanato dal governo all’inizio del mese, sono davvero troppi coloro che ci deliziano sui social con la propria onniscienza.
Amen…

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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