Calabria, domani il sole sorgerà di nuovo

Ven, 24/01/2020 - 11:00

In posti come il nostro le parole sono importanti, vanno scritte e riscritte più volte per essere in qualche modo recepite da chi verrà dopo. Per questo, da anni, pubblichiamo sui fogli di questo giornale degli interi inni alla “Restanza” e raccontiamo storie di calabresi che hanno sofferto e pagato amaramente la pretesa di vivere in questa terra cercando di tenere la schiena dritta. Ogni tanto ci affanniamo a difendere questa terra dalla cattiva narrazione che viene fatta dai media nazionali e, allo stesso tempo, ci rendiamo conto che le nostre parole nei suoi confronti sono aspre come il bergamotto.
Ma questa è la Locride, questa è la Calabria, questo è, forse, l’amore che uno prova per la propria terra, per il profumo del suo mare che ti manca quando sei lontano e, aperta una finestra, scorgi la distesa d’acqua salata senza sentirne l’odore, senza che il tuo spirito si accenda come avviene con la salsedine del tuo mar Jonio. La terra è questo sentimento, allegro e cupo allo stesso tempo, gioia e dolore che corrono vicine, si toccano e si allontanano.
Tra due giorni questa regione inizierà un nuovo percorso, riprenderà quest’azione di gestione che, purtroppo, negli ultimi anni, ci ha insegnato che quasi si stava meglio quando si stava peggio. Le elezioni regionali hanno iniziato ad assumere i connotati delle occasioni mancate, ispirano in noi lo stesso sentimento di sconforto percepito dinanzi alla perdita di un treno. Mi spiego meglio: le ultime tornate elettorali si sono svolte dopo grandi inchieste che hanno ridotto il numero dei candidati, venendo persino falsate da questa odiosa condizione. Il risultato sono state vittorie già scritte (come sarà anche quella di domenica) e una blanda volontà, da parte dei vincitori, di mantenere gli impegni presi. Situazione chiara sia con Oliverio, sia con Scopelliti, sia con Loiero. Purtroppo, come ho già scritto, in questa occasione si è giunti alle candidature negli ultimi due giorni e molti dei consiglieri prima schierati a sinistra li abbiamo ritrovati candidati a destra con buone possibilità di essere rieletti, un gioco che mortifica la politica e il senso stesso della democrazia. Cambia il governatore, cambia il suo colore, ma rimangono gli stessi consiglieri, molti dei quali solo con una diversa casacca. Oltretutto, per la Locride, questo gioco significa rimanere una volta di più senza rappresentanza in consiglio a meno di una possibile eccezione. Un’ulteriore batosta per un territorio che sembra destinato a rimanere vinto fino alla fine.
Il mio ottimismo, tuttavia, mi spinge a guardare questa situazione con entusiasmo perché, come dicevano gli antichi, dopo il cattivo tempo esce sempre il sole e allo stesso modo spero che da questa ennesima sconfitta possa nascere una nuova Locride, più forte, più consapevole e fiduciosa nei confronti di un futuro di crescita e sviluppo, che veda finalmente il ritorno dei propri giovani.
Ricordo che, in questi casi, Pasquino Crupi tirava fuori la conclusione del libro “La teda”, un libro carico di sofferenza che di Saverio Strati scrisse dopo l’alluvione che spazzò via Africo nel 1951, in cui faceva dire al suo protagonista «Domani spunterà il giorno e sarà un’altra vita», una frase che contiene una delle più belle immagini di speranza per il futuro.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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