Camminare sulle tracce dell’oriente nella Locride

Dom, 11/10/2020 - 18:00

La struttura orografica della Locride può essere rappresentata da un pettine la cui base è costituita dalla ex SS 106, oggi E90, e i denti sono costituiti dalle ex SP, oggi Metropolitane. Naturalmente la lunghezza della base è fissa, circa 92 km. mentre i denti hanno lunghezza e spessore variabile e, insieme, costituiscono il sistema viario della Locride: stiamo parlando di strade, più o meno buone, che consentono gli spostamenti in auto. Ma quello che vorrei invece ricordare è che esiste un altro sistema viario che si dipana a ragnatela e che, purtroppo, oggi è quasi scomparso. Parlo dei sentieri, delle carrarecce sterrate, delle vie selciate che univano non solo i paesi ma anche i mercati, i frantoi, i mulini e tutte le attività economiche e non che si sviluppavano sul territorio. Infine, ma non ultimi, i cammini religiosi che hanno avuto rilevante importanza nella vita delle popolazioni. Da qualche mese è disponibile sul sito del Cammino Basiliano tutto quello che è necessario conoscere per percorrere in oltre 72 tappe la Calabria da nord a sud, partendo da Rocca Imperiale per arrivare a Reggio Calabria dopo aver toccato i punti più significativi della spiritualità orientale. Il nome Cammino Basiliano viene sicuramente visto dagli studiosi quasi come un errore storico, perché è più corretto parlare di camino dei monaci provenienti dal lontano oriente, che non appartenevano a un Ordine ma si ispiravano soprattutto agli insegnamenti di Sant’Atanasio del Monte Athos e di san Teodoro Studita, come ricorda Domenico Minuto. L’ordine Basiliano fu inventato a Roma per distinguere i monaci orientali di obbedienza greco-ortodossa dall’ordine dei Benedettini. Il Cammino Basiliano ha il merito di aver riportato alla memoria luoghi e sentieri che erano caduti nell’oblio o che venivano raggiunti solo in auto. Oggi si possono seguire le orme dei santi monaci orientali attraverso un camino spirituale oltre che fisico, non dimenticando che camminare è un esercizio salutare e che se esercitato in mezzo alla natura concorre a migliorare la memoria, la creatività, la qualità del sonno, fortifica il sistema immunitario, calma l’ansia e migliora l’assunzione della vitamina D, che aiuta la calcificazione ossea e contrasta l’osteoporosi. Oltre a questo, però, la vitamina D è oggi di grande importanza per la sua azione immunostimolante, essendo in grado di stimolare il nostro sistema immunitario e di offrirci una certa protezione verso molte patologie, compreso il tumore. Le tappe locridee si sviluppano partendo da Bivongi e finendo a Palizzi. Descrivo per sommi capi le varie tappe: ultimo tratto della tappa 51, che tocca il monastero di San Giovanni Theresti e quello dei S.S. Apostoli; Bivongi-Stilo-Pazzano, di circa 11 chilometri, che percorre l’intera vallata bizantina dello Stilaro con le sue laure eremitiche, i santuari rupestri e le attività artigianali. Si completa con la tappa Bivongi-Pazzano Monte Stella, uno dei santuari rupestri più ricchi di fascino. La tappa Monte Stella- Sant’Ilarione di Caulonia percorre un tracciato interessantissimo dal punto di vista paesaggistico e collega due dei centri di spiritualità più significativi del territorio. S. Ilarione – Gioiosa Jonica, oltre a toccare luoghi di spiritualità come S. Maria di Crochi e l’Eremo delle Querce, con annessa scuola di iconografia, attraversa un territorio di valenza naturalistica e paesaggistica di eccezionale valore. Da San Nicola una possibile variante per visitare Caulonia attraverso una carrareccia denominata via delle Rose e punteggiata da numerosi scorci paesaggistici sul corso della fiumara Allaro. La tappa successiva, molto panoramica sul corso della fiumara Torbido, tra querce e ruderi imponenti, da Gioiosa conduce a Martone, dove è possibile visitare la grotta dei saraceni che fu adattata a chiesetta di S. Anania nei pressi di una emergenza naturalistica molto particolare: un enorme masso di tufo calcareo. Da Martone si percorre un sentiero che comprende un tratto delle ormai dismesse ferrovie calabro-lucane e che porta a vedere le antiche stazioni di Martone - San Giovanni e di Grotteria per poi inoltrarsi nel territorio di Mammola attraverso una lunga galleria scavata nella roccia. Rasenta il MuSaBa, che merita sicuramente una visita, anche se il suo ideatore e realizzatore, Nik Spatari, è da poco scomparso. Passando davanti all’antico mulino restaurato si raggiunge la grancia basiliana, oggi annessa al cimitero. Da qui si può percorrere la variante che conduce all’eremo di San Nicodemo su monte Kellerana, attraverso l’antica strada dei Greci mediante “U passu da Seja”. Potendo, si può raggiungere la maestosa cascata del torrente Salino proprio prima di iniziare la salita. Da Mammola, non prima di aver degustato la pietanza a base di stocco, ci si dirige verso Gerace attraversando un territorio quasi sconosciuto ai più, seguendo un tracciato che porta ad attraversare il torrente Zarapotamo per poi salire a San Todaro e fiancheggiare monte Scifo. La vallata sottostante permette di affacciarsi sulla vallata del torrente Solariace, connotato dall’elevarsi di enormi rocce di arenaria dalle forme e dai nomi molto significativi: timpa Tronata, timpa Pizzuta, Grottiglio, Omomorto. Il punto più elevato è monte Guardia, da cui si può godere di un panorama a 360° sia sulla costa che sull’ultima propaggine dell’Aspromonte. Si raggiunge Agnana con le sue cave di lignite e le sue terme salso-iodiche e il suo abitato da rappresentazione presepiale e si continua per Prestarona, per visitare il santuario di un profilo architettonico dalle linee delicatissime. Gerace si raggiunge attraverso l’antica via della Sederia e ci si può sbizzarrire tra monumenti e attività artigianali di gran pregio oltre che per le squisitezze enogastronomiche. Da Gerace ad Ardore, transitando per località Bagni di Antonimina, dove è possibile rilassarsi con un bagno termale e poi rinfrancarsi lo spirito andando ad ammirare la statua della Madonna della Grotta di bottega gaginesca. Una puntata a Benestare, il paese delle case di gesso, e a Bovalino Superiore. Il castello Gambacorta ad Ardore è una visita obbligata. Sulla via di Bianco vale una deviazione per Pardesca Vecchia, con i ruderi dell’abitato e la splendida chiesa della Madonna del Soccorso. Vietato ripartire senza avere sorseggiato il Greco ed il Mantonico e visitato la splendida Villa Romana di contrada Palazzi di Casignana. Anche il borgo antico di Casignana, con la chiesa di San Giovanni Battista, merita una sosta per poi raggiungere Samo e il prezioso antico abitato di Precacore. Si raggiunge Staiti, borgo grecanico dalle architetture quasi intatte e con una chiesa scrigno, Santa Maria della Vittoria, edificata per commemorare la vittoria di Lepanto del 1571, Santa Maria dei Tridetti (XI - XII secolo) in contrada Badia merita una deviazione. Prosegue il cammino fino ad Africo Vecchio, passando per la chiesetta di San Leo, percorrendo una strada selciata vera opera di ingegneria spontanea purtroppo lasciata al degrado. L’ultima tappa da Staiti a Palizzi passando per la chiesetta di Santa Maria dell’Alica, in rudere, e da Pietrapennata, dove è possibile ammirare una bellissima Beata Vergine col Bambino, di committenza privata, attribuita ad Antonello Gagini. Palizzi attende il camminatore con lo sguardo altero del suo castello dall’alto della rupe, ma poi lo coccola col vino IGT.

Autore: 
Arturo Rocca
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